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Un consorzio misto pubblico-privato per lanciare iniziative e calamitare fondi pubblici, in particolare europei

E’ risaputo: a tavola imbandita si fanno i migliori affari e se non affari, accordi, intese, proiezioni, previsioni e promesse. Se poi si aggiunge una dose di mondanità, le cose filano meglio lisce. Cosa ch’è nelle intenzioni e nelle corde dei molisani a Roma che aderiscono all’Associazione Forche Caudine, che del Molise è vivida rappresentanza nella capitale e per le iniziative che compone e realizza da tempo s’è guadagnata  funzioni di ambasceria che, diciamo, non mancano mai gli appuntamenti e nemmeno gli obiettivi posti. Forche Caudine è una realtà composita, e per questo si manifesta su più fronti. Da qualche tempo ha preso sul serio a dedicarsi allo sviluppo turistico del Molise e, a seguire, lo sviluppo economico, andando a sollecitare l’imprenditoria, almeno quella più disposta a fare che a criticare. Per il turismo ha cercato e ha portato nel Molise, a Pietrabbondante, capitali cinesi. E’ nato l’Arcovillage e altro si sta muovendo nella fascia pedemontana del Matese. All’imprenditoria, all’interno dell’Associazione romana, provvede il Comitato Imprese. Nei giorni scorsi  ha annunciato un prossimo “meet and greet”, ovvero un incontro operativo nel corso di una cena che si terrà a dicembre nella capitale, cui parteciperebbero soprattutto imprenditori molisani e di origine molisana in uno con “opinion leader” e rappresentanti delle istituzioni. Ne hanno parlato presso lo studio dell’avvocato Enzo Iacovino, nostro corregionale, che al Molise restituisce professionalmente autorevolezza giuridica e significativi successi nei tribunali affinché la giustizia sia sempre giusta. Nel corso della riunione sono state delineate le linee guida e i campi di azione per il 2019. Tra le principali novità, oltre a proseguire l’azione di promozione di investimenti su suolo molisano dopo l’Arcovillage a Pietrabbondante, la creazione di un consorzio misto pubblico-privato per lanciare iniziative e calamitare fondi pubblici, in particolare comunitari  e il potenziamento di un’area per la promozione dell’export, principalmente dell’agroalimentare molisano. Creare sinergia e coesione tra apparato pubblico e apparato produttivo privato. Sarebbe istituzionalmente compito della Regione ma non riesce a cavare il ragno dal buco. Prova a farlo quindi l’Associazione romana e, a quanto si dice, ha già raccolto l’interesse di alcune amministrazioni comunali. Quel calamitare fondi pubblici sta a significare che ciò che si vuole che nasca sia una forte alternativa alla modesta, modestissima, capacità regionale di ottenere e utilizzare soprattutto i fondi strutturali europei. Del settennio di programmazione 2014/2020 ha utilizzato una manciata di euro e la crisi industriale complessa nell’area che include i Nuclei industriali di Boiano, di Pozzilli e di Venafro rimane purtroppo in stand-by. E’ cronaca. Non solo calamitare fondi, quanto allestire progetti e proposte. Altro lato grigio della Regione che deve vedersela con chi, imprenditori e “opinion leader” da Roma, con il Comitato Imprese di Forche Caudine, si promette di tradurre in chiaro. Non vorremmo ingenerare l’idea che ciò che si profila sia opera scevra d’interessi. Tutt’altro. E’ un’azione che nasce massimamente dalla presa d’atto della lentocrazia regionale, con al suo interno una componente imprenditoriale che ambisce collegarsi fattivamente alla componente istituzionale territoriale e fare sviluppo ed economia. Tentativo cui va l’auspicio di realizzarsi.

Dardo

 

Di admin

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