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Riecco Marinella D’Innocenzo. Creditrice delle indennità di risultato degli anni in cui è stata alla direzione generale della salute e alla direzione generale della giunta regionale, è passata all’incasso

Ha segnato profondamente la sanità pubblica molisana ed altrettanto profondamente ha segnato la sanità privata. L’una ridimensionata, l’altra rivalutata. Entrambe sono il risultato di una programmazione regionale gestita dal centrosinistra con a capo l’architetto Paolo di Laura Frattura, con l’obiettivo di correggere il tracciato segnato dalle giunte regionali di centrodestra presiedute dal Michele Iorio che, a differenza di Frattura (architetto), è laureato in medicina. Stiamo facendo riferimento a Marinella D’Innocenzo quale responsabile della direzione generale per la salute e della direzione generale della giunta regionale, incarichi  conferiti dal presidente del Molise del tempo, rispettivamente  in posizione di titolarità e in regime di reggenza. Una donna professionalmente dotata e apprezzata, capace di imporsi e farsi rispettare. Il suo è stato un passaggio decisivo per l’organizzazione pubblica e privata della rete e dei servizi sanitari: nel bene e nel male. Organizzazione tutt’ora in piedi ed operante, nonostante la crescente insoddisfazione degli operatori sanitari e, soprattutto, dei pazienti. Si vive di controsensi. La D’Innocenzo  in questi giorni, precisamente il 4 marzo, è tornata ad essere di nuovo personaggio nel Molise, presa in carico dalla giunta regionale presieduta da Donato Toma, perché creditrice delle indennità di risultato degli anni in cui è stata alla direzione generale della salute e alla direzione generale della giunta regionale. “Indennità di risultato” che, tradotto in parole povere, significa soldi da riscuotere per aver svolto il lavoro che ha svolto ritenuto, da chi lo ha valutato, meritevole di ulteriore ristoro economico per gli obiettivi centrati, per le scelte fatte, per tutto quanto è stato realizzato: la sanità pubblica più sfessata d’Italia, e la sanità privata d’eccellenza. Intanto il rientro dal debito è una chimera, e forse continuerà ad esserla anche con i commissari ad acta mandati da Roma perché riescano là dove non sono riusciti i commissari ad acta indigeni, Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura. Voleva provarci Toma, ma gli è stato tolto il giocattolo. “Indennità di risultato”: un altro totem della pubblica amministrazione che ormai è scopertamente in conflitto col comune sentire, con  la comune sensibilità dei cittadini. Solo pochi giorni, fa con la stessa motivazione è stato premiato (come da contratto – ndr) il direttore generale dell’Asrem che dei 18 obiettivi che si era contrattualmente prefissato di raggiungere ne ha centrati 17, il che gli ha consentito di avere un 18 per cento in più sull’indennità di base. A seguire (l’arrivo della primavera per le dirigenze profuma di soldi), quantunque a distanza di circa tre anni, ecco la D’Innocenzo passare all’incasso. Volesse; potrebbe chiedere anche gli interessi che frattanto sono maturati. Infatti, sarebbe toccato alla giunta Frattura, trattandosi di risultati raggiunti negli in cui è stata sua solerte  collaboratrice, pagarle le indennità. Fa lo stesso. La giunta Toma è la naturale prosecuzione della giunta frattura. Difatti è la giunta Toma che ha adottato la delibera numero 65 del 4 marzo 2019. Delibera speciale, delicata, talmente delicata da essere ritenuta “un documento soggetto al trattamento della privacy”. Un documento di cui l’opinione pubblica non deve  sapere il contenuto (in questo caso l’importo). Questione privata. Tra la D’Innocenzo e la Regione Molise.

Dardo

Di admin

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