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PARADOSSO MOLISANO

L’affermazione è generica: il Molise procede a passo lento verso il futuro; oppure fa un passo avanti e due indietro. Cert’è che la situazione è tutt’altro che rosea; diciamo grigia, per non dire nera. Disoccupazione tra le più alte in italia; economia tra le più lente e deboli d’Italia; servizi sociali evanescenti se non addirittura assenti; investimenti pubblici al lumicino; territori classificati “aree di crisi industriale complessa” sebbene lautamente finanziati sono com’erano. E che ci sia un fondo di verità in ciò che abbiamo classificate “affermazioni generiche” è dato dal fatto che articoli redatti uno, due, tre, quattro o più anni fa, se ripresi e ripubblicati, sembrano scritti ieri o ieri l’altro. Alcuni anni fa , durante la gestione regionale di centrosinistra con Paolo di Laura Frattura presidente della giunta,  abbiamo scritto: “ La Regione  non sa guardare lontano e non ha il coraggio di realizzare opere al di fuori del piccolo cabotaggio progettuale, in cui ritrova la modestia di se stessa e dei suoi mentori. Fa eccezione la metropolitana leggera, il cui retroterra programmatico annovera interessi specifici di alcuni amministratori di oggi già cointeressati in veste professionale ieri. La vicenda andrebbe aperta e raccontata negli intrecci e nella tempistica, ma chi potrebbe farlo non lo fa. Né un articolo di giornale pare riesca a rimuovere l’apatia di costoro. Certamente potrebbe farlo Michele Iorio, ma la polemica politica ed elettorale che lo vede protagonista in questo ultimo scorcio di legislatura (“siamo infatti verso la fine del mandato elettorale 2013- 2018” – ndr) nei confronti del governatore in carica, Frattura, ha preso tutt’altra piega. Quella di una contrapposizione verbale priva di contenuti, carica di risentimenti personali peraltro puntualmente controbattuti. (“Solo in queste ultime settimane Iorio sta dando un contributo amministrativo e programmatico di rilievo ai frastornati colleghi di maggioranza” – ndr).  Come si dice, l’eccezione conferma la regola. Il Molise non sa guardare lontano. Nel 2003, quando hanno preso inizio l’idea e il progetto dell’Autostrada del Molise, la classe politica molisana professava ottimismo.  A distanza di 14 anni (“oggi sarebbero 16” – ndr), dopo alti e bassi, avanti e indietro, dentro e fuori, la vicenda si chiude con la rinuncia all’arteria che avrebbe collegato il versante tirrenico a quello adriatico, passando da Venafro, fino a Termoli. Il sigillo alla rinuncia  non poteva che metterlo il governo regionale di centrosinistra, rattrappito nella propria inadeguatezza politica e amministrativa, ma presuntuosamente e pretestuosamente velleitario, al quale vanno addebitati anche il sigillo di chiusura allo zuccherificio di Guglionesi, il sigillo di chiusura alla Gam di Boiano, il sigillo di chiusura alla Ittierre di Pettoranello. E potremmo continuare ancora per molto.  Non pago dei disastri compiuti, quello stesso  governo di centrosinistra (“oggi si può oggettivamente farlo coincidere con il cosiddetto governo di centrodestra targato Donato Toma” – ndr)  si appresta a chiedere agli elettori molisani di essere novellato a Palazzo Vitale.  Staremo a vedere cosa deciderà il corpo elettorale al quale certamente verranno occultate le malefatte e ciò che gli verrà proposto di valutare non sarà privo di demagogia. Vivremo di fazioni e di faziosità. (“Credendo di votare centrodestra gli elettori molisani, come già detto, si sono ritrovati ad avere una fotocopia del centrosinistra peraltro avallato dal passaggio da sinistra a destra, dopo essere stati a destra e passati sinistra, di Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro e Salvatore Micone” – ndr). Vivremo di una classe politica sempre più scadente, senza tensione morale, senza coraggio nell’intraprendere investimenti e attività economiche produttive. (“Previsione puntualmente realizzatasi” – ndr). In questo contesto di immiserimento, l’Autostrada del Molise, per carenza di prospettiva e di fiducia nel domani,  è stata cancellata  dall’elenco delle occasioni speciali e dei progetti di valenza nazionale che avrebbero potuto  incidere sulla crescita economica e sullo sviluppo sociale (“in Italia non si fa altro che parlare di grandi opera infrastrutturali, d’investimenti pubblici, di opera correlate allo sviluppo economico” – ndr).  Quel collegamento non a caso aveva trovato l’avallo del Governo nazionale e un cospicuo finanziamento  pubblico da aggiungere ai capitali privati in joint venture.  Avallo governativo  e partecipazione del capitale privato non sono bastati però a contenere il nichilismo e lo strumentalismo politico che fanno capo al centrosinistra nel suo insieme e al governatore nella sua specificità (“come del resto fanno capo ora al nichilismo politico del presunto centrodestra di Toma e di Toma stesso” – ndr). Entrambe le entità politiche e amministrative non si sono vergognate né si vergognano di non considerare l’Autostrada del Molise un’opera strategica per il Molise! A differenza della metropolitana leggera, però,  che, avendo un’ascendenza zeppa di cointeressenze, sarebbe invece strategica e risolutiva della mobilità interna, collegando Matrice a Boiano, passando per Campobasso (Sic!). Queste due decisioni in contrasto tra loro, come altre decisioni che hanno mutilato il Molise nella sanità, nell’industria, nella produzione, nella cultura – il sigillo di chiusura della Regione  è stato posto anche alla storica Biblioteca Albino- sono scivolate via sul corpo sociale, sugli ordini professionali, sulle organizzazioni sindacali come acqua sul vetro. Il vero nodo gordiano, diciamolo, è proprio l’assenza di reattività e di partecipazione popolare alle vicende pubbliche. (“C’è qualcuno oggi che sta forse  alzando la voce o denunciando la stasi, il decadimento occupazionale ed economico?” – ndr).  Mano libera pertanto alla classe dirigente e alle sue balzane determinazioni.  La giunta regionale, il 16 ottobre 2017, con la deliberazione 382, ha deliberato  di prendere atto della deliberazione del Consiglio di Amministrazione della società Autostrada del Molise spa assunta in data 19 giugno 2017 concernente, tra l’altro, la“… Proposta di messa in liquidazione della Società”; di subordinare la scelta “di messa in liquidazione della società partecipata Autostrada del Molise spa” alle decisioni che il Consiglio regionale del Molise, statutariamente competente nella materia, intenderà assumere al riguardo;  di indirizzare l’organo amministrativo della Società a disporre, per accelerare l’avvio della procedura di liquidazione, un resoconto delle passività e delle eventuali voci patrimoniali attive, affinché l’amministrazione regionale possa essere informata e documentata sull’effettiva situazione economico finanziaria della società, per la programmazione degli opportuni interventi del caso; di trasmettere la presente deliberazione al Consiglio regionale del Molise per l’adozione dei provvedimenti di competenza; di notificare l’atto alla società Autostrada del Molise spa, e all’Anas spa. Amen. (“Questo abbiamo scritto alcuni anni fa e, a quanto pare, sembra scritto ieri”).

Dardo

Di admin

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