Home / Politica / Lotta dura all’improvvisazione, al dilettantismo e allo strumentalismo

Lotta dura all’improvvisazione, al dilettantismo e allo strumentalismo

Il permanere nel Molise dell’improvvisazione, del dilettantismo, dello strumentalismo nella messa in atto di un barlume di attività culturale, che non ha risparmiato neanche la celebrazione del trecentesimo della nascita di Saverio Di Zinno, il creatore dei Misteri, scultore e artista ragguardevole non ancora interamente studiato e posto in risalto, impone di insistere sulla ricerca di un percorso culturale che sollevi la regione  dalla marginalità in cui si trova operando su due fronti, ma facendolo con determinazione e convinzione. Vale a dire valorizzando le risorse intellettuali locali (che non difettano),  e cercando di collegare le nostre identità (storiche, sociali e culturali) all’esterno, là dove esse hanno diritto di accesso e riconoscimento. In Italia, in Europa e nel Mondo è possibile rintracciare uomini di origine molisana che sono portatori di idee e di valori che possono riversarsi nella nostra realtà animandola e innovandola perché diventi nota, apprezzata e competitiva. Una fucina intellettuale autoctona che, attingendo criticamente al passato fosse in grado,  altrettanto criticamente,  di animare il presente, sarebbe il primo passo verso una stabilizzazione culturale e da questa procedere,  a ragion veduta, verso l’esterno per agganciare … il mondo. Sarebbe un delitto in un’epoca globalizzata non farlo. Purtroppo la Fondazione Molise Cultura, emanazione della Regione, non è stata in condizione di muoversi agevolmente né di porsi seriamente e concretamente l’obiettivo e realizzarlo. Ma non è certo motivo per deflettere. Fintanto saremo in grado di generare le condizioni ideali per far crescere e sviluppare le arti, la letteratura, il gusto del bello, la nobiltà del pensiero potremo seriamente immaginare  di modificare lo stato di fatto e dare cittadinanza al futuro. Soprattutto al cambiamento.  E’ una fatica, certamente, che non va affrontata unicamente da quei pochi che già si sono misurati nell’impresa di picconare le incrostazioni di pressappochismo e di qualunquismo che circolano indisturbati, ma va fatta con l’apporto di coloro  che, partendo dal Molise, hanno raggiunto la notorietà e sono disponibili a collaborare. Parliamone, pertanto, e scriviamone  dove, come, e quando è possibile con perseveranza. Dare vita e spazio alle associazioni musicali, teatrali, letterarie; arricchire di appuntamenti stabili e innovativi le aride scansioni stagionali; aprire i luoghi canonici del Molise all’arte e alla fantasia. Parliamone e scriviamone.  Queste colonne sono aperte da sempre.

Dardo

Di admin

Potrebbe Interessarti

Precariato prossimo venturo. Dopo i corsi professionali per pizzaioli, parrucchieri e baristi sono quelli per “operatori” e “customer care” dei Call center ad essere finanziati dalla Regione

La Formazione professionale era e rimane un punto fermo del mercato del lavoro che dopo …

2 commenti

  1. La ricerca di nuova linfa nei territori è certamente un encomiabile lavoro specie nel campo della cultura, possibilmente quella vera cioè quella che può alzare la voce nel mondo e riesce ad uscire dal ristretto ambito dei localismo e delle conventicole, non è che anche i piccoli e piccolissimi sprazzi non servano a ricordare che c’è un mondo di fuori, ma sono luci di candela quando ci sarebbe bisogno di grandi fari per illuminare a giorno . Buona ricerca!

  2. Caro Dardo, qualche giorno fa le ho scritto della mia esperienza avuta a Parma, in cui mi sono trovata ad assistere alle riprese di un noto programma di Alberto Angela. L’idea che ho lanciato, poiché noi molisani ci siamo rivelati incapaci di gestire le nostre risorse, è di far venire il noto conduttore televisivo (o, come dice lui, il paleontologo prestato alla televisione) ad Altilia, girarvi una puntata e dare impulso, anche con altre idee, ad una località che, pur essendo un indiscusso gioiello storico-architettonico, è ancora poco conosciuta. Sono molto delusa dall’azione della nostra Soprintendenza, che non ama particolarmente interfacciarsi con la cittadinanza, con chi vuole dare consigli o fare critiche costruttive. A che o a chi giovano queste forme di chiusura? Grazie per l’attenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *