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Legambiente: queste le opere da sbloccare in Molise

Per Legambiente queste le opere pubbliche in Molise he aspettano di essere sbloccate e/o finanziate. INFRASTRUTTURE– Terminal bus di Campobasso esiste come area di partenza e di arrivo degli autobus regionali e interregionali. Progettato negli anni Ottanta, ultimato alla fine degli anni Novanta, venne inaugurato parzialmente nel 2003, senza i servizi più elementari per gli utenti, compresi i bagni, danneggiati nel frattempo dai vandali e da anni di incuria. Nei prossimi mesi finalmente dovrebbe essere in funzione i l collegamento pedonale verso il centro della città che garantirà quantomeno la sicurezza per le migliaia di viaggiatori che transitano ogni giorno. Quanto al completamento dei lavori e alla gestione, dopo un contenzioso molto oneroso per il Comune e dopo una procedura ingarbugliata di affidamento in progect financing, sembra sia possibile procedere all’appalto. Sono a disposizione2 mln di euro di fondi comunitari attribuiti al Comune dalla Regione. Sarà la volta buona? 92) TRASPORTI– Collegare con una ferrovia Termoli alla Capitale Il rapporto Pendolaria di Legambiente definisce la situazione della rete ferroviaria molisana tra le“più drammatiche d’Italia”. Dalla fine del 2016, infatti, non circolano più treni sugli 87 km tra Termoli e Campobasso, in vigore dal 1882. Su tale taglio ha inciso fortemente una rete ferroviaria oramai non più competitiva rispetto al trasporto su gomma, visto i pochi interventi di ammodernamento. Gli interventi di elettrificazione del ramo ferroviario Roccaravindola-Isernia-Campobasso e l’adeguamento, anche con tratti in variante, della Campobasso-Termoli garantirebbe per i pendolari un corridoio efficace tra Termoli e Roma, che in passato si voleva realizzare con la costruzione di un’autostrada Termoli-San Vittore (un’opera faraonica poi bocciata nel 2014 dallo Sblocca Italia). È durato anni il confronto tra la Regione Molise e le Ferrovie. A luglio 2018 l’annuncio: siglata la convenzione tra Regione e RFI concernente le opere di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla tratta Roccaravindola-Isernia-Campobasso. L’accordo prevede una prima fase di interventi di elettrificazione sulla Roccaravindola-Isernia (18 km) e di velocizzazione della tratta Roccaravindola-Isernia-Bojano. A seguire il completamento dell’elettrificazione sulla tratta Isernia-Campobasso (57 km). Il costo complessivo degli interventi è di 80 mln di euro, suddivisi in 30milioni per la prima tranche di lavori (15 milioni con le risorse previste nel Contratto di Programma, gli altri 15 milioni messi dalla Regione Molise, attraverso il Patto per lo sviluppo del 2016) e 50milioni per la seconda (Delibera Cipe di fine 2017, Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020).L’inaugurazione della posa del primo palo è di metà aprile, speriamo non rimanga il solo. Quanto alla tratta Termoli-Campobasso, a gennaio 2019 sulla stampa sono apparse indiscrezioni per cui FS potrebbe metterci una croce sopra.
INFRASTRUTTURE – Una rete stradale contro lo spopolamento delle aree interne Le aree interne molisane soffrono del progressivo spopolamento, peggiorato a causa di una rete stradale disastrata. Due degli assi stradali che collegano il Molise con le Regioni confinanti, ossia il viadotto “Sente” e la Fondo Valle del Tappino (SS 645), sono afflitti da problematiche di lunga durata. Il viadotto Sette, chiuso dopo il terremoto del 18 agosto 2018, è la via di collegamento tra l’alto Molise e l’Abruzzo. La sua chiusura, dovuta a problemi di staticità, durante l’inverno appena passato ha creato non pochi problemi agli spostamenti dei cittadini. Per la sua riapertura sono stat istanziati 2 mln di euro, risorse che dovevano essere impiegate entro febbraio, ma a oggi non si è mossa ancora foglia. Le ultime news informano di un accordo tra Anas e provincia di Isernia per velocizzare la progettazione. Non va meglio al confine con la Puglia, dove la Fondo Valle del Tappino (SS 645) dal 2011 è i nteressata da un movimento franoso nel territorio di Pietracatella (CB). Il 24 ottobre 2017 il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani assunse l’impegno formale di finanziare il progetto di bypass della frana. Lo studio di fattibilità è stato ultimato e la conferenza di servizi ha dato parere positivo. Sono stati chiesti 20 mln di euro al MIT, probabilmente ne serviranno 40 milioni, ne sono disponibili 5 milioni con i quali hanno iniziato le attività di sondaggio e rilievi. I pendolari che si spostano sulla più importante arteria stradale di collegamento tra Campobasso e la Puglia continuano ad affrontare il problema del movimento franoso. Altro intervento necessario riguarda il completamento della fondovalle del Sangro, nel tratto che da Castel del Giudice entra in Abruzzo. A causa di un viadotto, la cui costruzione è cominciata decenni fa e non è mai terminata, tutto il traffico di TIR diretti o verso l’area industriale di Atessa oprovenienti dalla stessa è stato deviato sulla Trignina, causando numerosissimi problemi di trafficoe incidenti, alcuni dei quali mortali
MESSA IN SICUREZZA– Nell’attesa il movimento franoso continua Il Molise è una delle regioni con il più alto tasso di Comuni a rischio dissesto idrogeologico. Duesono i comuni simbolo: Civitacampomarano e Petacciato. Il movimento franoso di Petacciato è tra ipiù ampi d’Europa e minaccia costantemente le infrastrutture presenti nell’area (SS16, A14, linea ferroviaria adriatica). Per l’intervento di mitigazione della frana di Petacciato, i costi ammontano a circa 41 mln di euro. Stessa cosa per il Comune di Civitacampomarano, dove a oltre due anni dalla frana che ha messo a forte rischio il paese, non si hanno ancora notizie di azioni volte ad affrontarel a problematica. Nel mentre il Comune ha realizzato una stima dei danni causati dal movimento franoso che ammonterebbero a circa 1,8 mln di euro. Le ultime notizie risalgano ad agosto 2018 in occasione dell’incontro del presidente di Regione, nonché commissario straordinario per il rischio idrogeologico, al Ministero dell’Ambiente: “è stata acquisita la disponibilità delle risorse per l’intervento di mitigazione della frana di Petacciato, ammontanti a circa 41 mln di euro, e dato il via alle procedure preordinate all’intervento stesso. Per quanto riguarda il dissesto di Civitacampomarano, il commissario ha disposto l’acquisizione dello studio preliminare dell’intervento redatto a cura del Comune.” Nell’attesa, che si presume lunga, i cittadini dei due Comuni attendono la messa in sicurezza del loro territorio.

Di admin

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