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La giunta regionale è ferma e con essa (purtroppo) il Molise

Il numero progressivo delle deliberazioni della giunta regionale all’1° febbraio 2019 è fermo a 27. Dall’inizio dell’anno, quasi una delibera al giorno che per un ente delle dimensioni territoriali e delle competenze istituzionali è davvero poca cosa. Probabilmente l’esecutivo di palazzo Vitale soffre di stitichezza istituzionale e di una perniciosa carenza d’idee e d’iniziative. D’altronde, a seguire la cronaca scritta e parlata dei media molisani, del presidente Toma si hanno solo notizie dei viaggi  in Italia e all’estero e resoconti ben scritti delle sue dichiarazioni agli eventi e agli incontri cui partecipa con manifesta soddisfazione e contentezza. Della giunta, di cui è il vertice, probabilmente si cura poco, avendo poco da deliberare. Dal primo febbraio 2019 al momento in cui scriviamo (9 febbraio), sul sito della giunta non c’è alcun aggiornamento rispetto all’elenco dei provvedimenti adottati, fermi al numero 27. Più di una settimana  senza la necessità di deliberare è un segnale preoccupante di astenia, anche da parte degli assessori i quali, a quanto è dato di vedere, non hanno problemi da risolvere e idee da proporre. Nonostante non abbiano l’attitudine presidenziale di “girare”, preferendo la stanzialità. Ebbene, per dare la misura diretta di ciò che la giunta regionale ha affrontato e deliberato fino al 1° febbraio, riportiamo i titoli degli atti deliberativi da cui è possibile conoscere (semmai intuire) di cosa s’è occupato l’esecutivo prima di darsi una nutrita settimana sabbatica. La giunta ha dichiarato lo stato di emergenza a seguito dei fenomeni meteorologici  che nei giorni 19 e 20 novembre 2018 (si noti la tempestività!) hanno interessato parte del territorio; ha proposto modifiche alla legge regionale del 26 marzo 2015 numero circa le manifestazioni storico-culturali e la tutela del benessere degli animali (leggasi Carresi); a seguire, le variazioni al documento tecnico e al bilancio finanziario e gestionale del bilancio di previsione 2019/2021; ancora, la proposta di legge per ridurre numericamente gli organismi partecipati dalla Regione attraverso interventi di fusione e/o incorporazioni (provvedimenti dettati dalla circostanze e non da una visione globale e strutturale della questione); ha approvato il Piano triennale dei prevenzione della corruzione e trasparenza 2019/2021; ha provveduto a conferire incarichi di responsabilità dei servizi della giunta regionale e dell’agenzia regionale Molise Lavoro; s’è costituita parte civile nel procedimento penale numero 1458; ha assunto alcune determinazioni sulle delibere del Cipe del 10 agosto 20126 e del 22 dicembre 2017, nonché dell’atto modificativo del 13 marzo 2018  relative al Patto per lo sviluppo della Regione Molise; ha rinnovato il comodato d’uso dell’Uot di Casacalenda, e  ha dato seguito al decreto del ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca  concernente i criteri e le modalità per l’erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti alla scuola secondaria superiore di secondo grado. Della crisi industriale complessa Boiano – Pozzilli – Venafro? Degli investimenti dei fondi strutturali europei? Della Gam? Dell’Ittierre? Dello Zuccherificio? Della grande viabilità? Dei trasporti? Delle politiche del lavoro? Del Parco nazionale del Matese? Della riforma dei Centri per l’impiego? Del Piano energetico? Del Piano idrico? Della Banda larga? Del …. Neanche a parlarne.

Dardo

Di admin

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Un Commento

  1. È vero che la giunta e il consiglio regionale dovrebbero agire insieme e di concerto, ma gli assessori dei vari settori dovrebbero lavorare per ciò che è stato affidato loro tramite delega. Non mi sembra che ci sia una corsa a presentare provvedimenti da discutere, lavoro e formazione dovrebbero essere il primo pensiero , ma forse sono io che pretendo troppo, mi sovviene un proverbio che recita: “corpo satollo non crede al digiuno” …..

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