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Campobasso, città morta. Amministratori al capolinea

di Giuseppe Saluppo

Sembra essere finita anzitempo la consiliatura al comune di Campobasso. Visto e considerato che non c’è stato alcun Consiglio comunale e, soprattutto, a vuoto di iniziative. A girare le sole commissioni che, comunque, si sono avute senza conoscere, però, il destino delle proposte discusse. Ancora, il solito giro di gettoni di presenza per arrotondare il mese. Del resto, tengo famiglia. Campobasso è anche questa: una realtà sociale che asseconda, anzi invita, alla rassegnazione; che manifesta il proprio decadente destino attraverso gli atti politici e amministrativi dei governanti di Palazzo San Giorgio che permangono nella loro precarietà di amministratori usi a togliere servizi più che a darli; usi a favorire la stagnazione sociale più che rimuoverla; usi a seguire il declino economico più che a contrastarlo; usi a manometterla la città nelle sue destinazioni pubbliche più che preservarla. Senza accorgersi che non è una città per giovani e figurarsi se lo sia per uomini e donne della terza età ai quali non viene data altra possibilità, d’inverno, di riparare al caldo degli ampli corridoi degli iper e dei super mercati; d’estate di utilizzare panchine e luoghi ombrati là dove ci sono. Ma nessuna idea, nessun sussulto. In Consiglio comunale, Qualcuno, si accorge che la città di Campobasso sta morendo? Perde i suoi giovani e i suoi occupati. E di lavoro non se ne trova più. Occhi bendati e orecchie tappate. E la città ne esce  scarnificata

Di admin

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2 commenti

  1. Sono d’accordo per la riflessione fatta.. Una città morta.. Senza idee e progetti.. Manca professionalità, coraggio, idee., invenzione. La vera ragione si é lavorato per se stessi.. Ma bisognava lavorare per il bene della città.. Campobasso é morta… Come tutta la regione.. Futuro zero.. Basta vedere le statistiche. Ogni mese si perdono residenti.. Giusto che vadano via.. È il fallimento di una classe politica.. Scusate l’ironia e che classe politica!!!! .. gestione paesana e tanta ignoranza.. Ma la colpa é solo nostra noi cittadini..

  2. Eleonora Marcolini

    Città seduta su se stessa, attanagliata dal sonno della mente, che l’ha portata dove l’ha portata. In più, ognuno vive nel e del suo piccolo universo, non ponendosi mai l’interrogativo se questo modus vivendi giovi al capoluogo (e quindi anche a se stessi). Dispiace che la campagna elettorale si stia conducendo sotto tono, senza convinzione e con il solito intento di accaparrarsi lo scranno, senza ulteriori sviluppi. A questo punto, è meglio un commissario esterno!

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