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“Trenitalia, sulle disfunzioni una commissione d’inchiesta”

Non poteva che finire oggetto di una mozione consiliare il rapporto contrattuale tra la Regione Molise e Trenitalia Spa. Non poteva  che essere il consigliere (ex Pd) Michele Petraroia l’autore, essendo il gruppo di opposizione a Palazzo D’Aimmo una sorta di ameba. Non poteva essere peraltro evitata, data la delicatezza del tema e le complicazioni che ha generato e determinato, la richiesta di una Commissione speciale d’inchiesta, con la Regione in veste di cattivo pagatore, e Trenitalia particolarmente svogliata a rispettare il contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario 2009-2014 prorogato fino al 31 dicembre 2016. Al centro di tutto, il debito complessivo di 90 milioni e 100mila213,13 euro accumulato dalla Regione verso Trenitalia,  relativo alle annualità 2013 – 14 – 15 e 16. Un grande successo della giunta di centrosinistra, non c’è che dire. Del quale sono particolarmente grati i viaggiatori che da Campobasso a Roma impiegano, se gli va bene, e quando gli va bene, oltre tre ore, in carrozze igienicamente discutibili. Le vicende vissute dai viaggiatori, se raccolte in un book,  sarebbero una lettura avvolgente e coinvolgente più che i racconti di Mark Twain.  C’è dunque necessità di fare chiarezza. Solo una commissione che sia in grado di valutare oggettivamente i fatti e le circostanze, in questa circostanza si rivela la soluzione migliore per sgombrare i dubbi e le preoccupazioni che Petraroia ha diligentemente e responsabilmente incluso nel testo della mozione con cui chiede al consiglio regionale di  istituire una “Commissione Speciale di inchiesta che, senza oneri di spesa aggiuntivi,  nell’arco temporale di 180 giorni, accerti: uno – l’evoluzione del rapporto tra Regione Molise e Trenitalia in riferimento al rispetto da parte dei contraenti del Contratto di servizio 2009-2014 accluso alla delibera di giunta regionale 169 del 15 marzo 2010 e prorogato con successivo atto del 14 novembre 2014; due – l’ammontare del debito maturato dalla Regione Molise, comprensivo anche del versamento Iva, stante la discrasia tra la delibera di giunta regionale 559 del 29 novembre 2016 e le determinazioni dirigenziali 6494, del 23 dicembre 2016, del Servizio mobilità, e la  6547, del 28 dicembre 2016, del Servizio bilancio e ragioneria, in cui non è chiaro se l’importo complessivo del debito di 90.100.213 euro sia comprensivo o meno dell’Iva (4.148.890 euro); tre –  l’applicabilità del disposto dell’articolo  11 comma 4 della Legge 225 del primo dicembre 2016, che ha convertito il decreto legge  193 del 22 ottobre 2016 in cui, per la copertura finanziaria del debito, si fa riferimento alle risorse del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), verificando se si  tratta di risorse nazionali afferibili al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti o al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, risorse  attribuite  alla Regione Molise ed oggetto del Patto per lo sviluppo sottoscritto a Campobasso il 26 luglio 2016 tra il presidente del Consiglio dei ministri e il presidente della Giunta regionale”. Questi sono i tre puti che dovrebbero risolvere e chiarire gli interrogativi che contornano  il debito nei confronti di Trenitalia, interamente generato dal governo regionale in carica, che la Società ferroviaria ha posto a giustificazione della cattiva gestione del servizio senza peraltro mai essere contesta, e, soprattutto, stabilire se i 90 e passa milioni di euro sono fondi aggiuntivi del ministero dei Trasporti, a destinazione vincolata, e non da prendere dal Fondo europeo destinato allo sviluppo e alla coesione del territorio. In tal caso, alla beffa del debito accumulato dalla mala gestione regionale, si aggiungerebbe il danno della riduzione di risorse finanziarie destinate a migliorare e non a peggiorare le condizioni dei molisani. Lo si legga come si vuole questo capitolo dell’amministrazione regionale, risulta essere di pessimo tessuto politico e di scadente qualità amministrativa. Al di là degli accertamenti necessari a capire se queste risorse siano da intendersi aggiuntive o sostitutive per il Molise, i Cristiano sociali del Molise in questi giorni hanno tenuto  a mettere in risalto che dal 2009 ad oggi è stata chiusa la tratta Campobasso – Benevento, è stata chiusa la tratta Campobasso – Sulmona, sostanzialmente è stata chiusa la tratta Campobasso – Termoli (si viaggia con corse sostitutive in pullman) e, superando ogni più fervida immaginazione, al binario 20/bis della Stazione Termini continuano i disagi per viaggiatori molisani, continuano i ritardi dei treni, continuano  le fermate in aperta campagna, continua la scarsa qualità delle carrozze.

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

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