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“Spopolamento, un dramma sociale per il Molise”

1.578 residenti in meno, con una riduzione dai 312.027 del primo gennaio 2016 ai 310.449 del 31 dicembre 2016; appena 2.088 nascite a fronte di 3.579 decessi, un tasso di natalità tra i più bassi della penisola italiana, appena il 6,7% rispetto al 7,8% della media nazionale; un tasso di crescita naturale del -4,8 per cento e totale del -5,1 per cento.

I recenti dati Istat, purtroppo, certificano una situazione disastrosa per la nostra regione, sempre più a rischio cancellazione, stante l’incapacità mostrata dal Governo regionale di assicurare un futuro a tutti quei giovani che, gioco forza, sono sempre più costretti ad abbandonare il territorio, d’altra parte il rapporto Svimez già qualche mese fa aveva lanciato un preoccupante campanello d’allarme: oltre il 30% di laureati nel corso degli ultimi anni ha lasciato il Molise vista l’impossibilità a costruirsi un futuro e a realizzare un progetto di vita.

Un territorio provato, segnato dalla povertà crescente, con l’incidenza di quella relativa che si attesta al 21,5%, con una soglia di individui in condizione di grave deprivazione al 9,9% e il 33% della popolazione molisana a rischio povertà; anche dal punto di vista della disoccupazione non si registrano note positive, perché se da un lato è vero che si è registrata una flebile discesa al 12,8%, dall’altro lato bisogna considerare che siamo ancora sopra la media nazionale dell’11%, senza dimenticare il vero problema del Molise: la disoccupazione giovanile, che negli ultimi anni di Governo Frattura ha più volte raggiunto valori record negativi, addirittura in alcune zone anche superiore al 50%. Una disoccupazione che, come certificato anche dal rapporto della Banca d’Italia, rimane tutt’oggi molto superiore ai livelli pre-crisi.

Una preoccupante involuzione, una decrescita costante che avrebbe avuto bisogno di scelte politiche forti, di programmazione, d’interventi ad ampio respiro che questo Governo non è riuscito a mettere in campo nonostante abbia a disposizione lo strumento dei fondi europei, però a oggi dei bandi non si è vista traccia, se non tante belle e fumose parole. Allo stesso modo non registriamo avanzamenti per quanto riguarda l’Area di crisi complessa, per non parlare poi del Patto per il Molise.

Così mentre la nostra regione vive il rischio concreto di una desertificazione demografica, culturale e sociale, il Presidente Frattura si crogiola per i timidi segnali di ripresa evidenziati dalla Banca d’Italia, numeri, dati, statistiche, virgole quanto mai più lontane dal sentire e dal vivere quotidiano dei cittadini, che non vedono alcuna luce in fondo al tunnel.

Infine un’ultima postilla, da questo quadro restituito dagli indicatori negativi riportati, l’unica crescita certificata è l’aumento della presenza straniera: 2.256 quelli che si sono registrati nel corso del 2016, ossia stranieri residenti regolarizzati. Molise che, giova ricordare, presenta la percentuale più alta in Italia di rifugiati in rapporto alla popolazione residente: 1,04%, in numeri spiccioli più di tre mila migranti ospitati nella nostra regione.

Il Molise purtroppo è oramai costretto a vivere in una situazione di continua emergenza sociale ed economica, con evidenti colpe da attribuire sia al Governo regionale sia a quello nazionale, per questo è necessaria una svolta di contenuti e obiettivi, bisogna girare pagina insieme ai cittadini e dare alla nostra terra una prospettiva reale di ripresa, perché un nuovo futuro è possibile.

I membri del Movimento Nazionale per la Sovranità

 

Wanda Capra

Cristina Pallotta

Luigia Ialonardi

Marcella Del Gobbo

Antonella Del Gobbo

Maria Teresa Occhionero

Filomena Calenda

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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