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Sono le liste d’attesa che spingono i pazienti che hanno disponibilità ad avvalersi delle prestazioni private e sono le liste d’attesa che alimentano l’intramoenia e l’extramoenia

Il presidente ella Regione Donato Toma non si rassegna a vedersi escluso dalla nomina a commissario straordinario ad acta per la sanità molisana. Insiste nel rivendicarla al ministero della Salute, si avvale dell’appoggio “acefalo?” delle forze politiche di destra, di centro e di sinistra che stazionano in consiglio regionale, escluso il Movimento 5 Stelle che perora scopertamente e motivatamente la nomina di un soggetto esterno, terzo, per avere la garanzia che il suo operato sia estraneo a qualsiasi forma d’interesse e/o di condizionamento di cui hanno sofferto e sono stati succubi i commissari ad acta Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura. Ai quali viene imputata gran parte delle storture organizzative e funzionali della sanità regionale per essersi piegati a forme d’interesse geopolitici (Termoli, Campobasso, Pozzilli e Venafro) e personali nel distribuire i servizi sanitari sul territorio e nel distinguerli tra la sanità pubblica e quella privata. Storture e condizionamenti che hanno contribuito acché il Piano di rientro dal debito sanitario duri da oltre un decennio (e ancora non vede la luce), la rete ospedaliera ancora indefinita, i servizi sanitari più delicati e complessi dirottati al privato che, sapientemente, utilmente, e fattivamente ha da tempo scavalcato in organizzazione, qualità di prestazioni e qualità professionali l’apparato pubblico lasciato a sfibrarsi per il mancato turnover e  con la penuria di risorse finanziarie e di strumenti scientifici per poter competere e affermarsi. A distanza di anni e i commissari ad acta nelle persone dei presidenti in carica della Regione, la situazione della sanità molisana relativa  alla rete territoriale pubblica è davvero precaria: carenza di personale medico e paramedico, di posti letti, di strumentazioni, finanche di materiale di uso corrente ( è di questi giorni la revoca, con determinazione dirigenziale del Servizio centrale unica di committenza, della gara di appalto per la fornitura di reagenti, calibratori e controlli per il dosaggio della pro calcitonina, perché non più corrispondenti  alle necessità), per non dire delle chilometri liste d’attesa,  della gestione e dell’organizzazione dell’intramoenia e dell’ extramoenia . Fermiamoci alle liste d’attesa che sono il peso  più grande sulle spalle della sanità pubblica e del nesso che si crea con le attività sanitarie svolte dai medici del servizio sanitario regionale entro le mura ospedaliere e fuori di esse. Sono le liste d’attesa che spingono i pazienti che hanno disponibilità ad avvalersi delle prestazioni private e sono le liste d’attesa che alimentano l’intramoenia e l’extramoenia. La disparità contrasta e cozza col servizio sanitario nazionale ch’è unico e pertanto deve garantire a tutti i cittadini l’accesso al sistema e uguali diritti alle prestazioni essenziali. Mesi, se non anni, per una Tac o una coloscopia per gli iscritti alle liste d’attesa; una settimana se a pagamento e nel privato. Un nodo intricato che postula una azione draconiana, ma coerente e razionale. In altre Regioni la questione è sul tappeto e viene progressivamente affrontata e risolta. Nel Molise non si conoscono gli estremi, i dati, i protagonisti che interagiscono nella formazione delle liste d’attesa nella gestione di esse. Argomento tabù. Saremmo con Toma nella sua pervicace rivendicazione ad essere il commissario ad acta per la sanità del Molise se,  alla apodittica rivendicazione del ruolo, facesse seguire il suo punto di vista a proposito e il suo impegno nel come si muoverebbe, con quali strumenti operativi, e con quali obiettivi. Non lo ha detto e continua a non dirlo in ciò accompagnato dalle forze politiche che a differenza del Movimento 5 Stelle si sono dette con lui nella qualunquistica reiterata  rivendicazione. Probabilmente sono tali e tanti i condizionamenti da aver reso Iorio e Frattura inattivi al riguardo e renderebbero parimenti inattivo Toma. Che vuole essere commissario senza farci sapere per cosa e come fare. Probabilmente un commissario esterno, terzo, estraneo ai giochi di potere locali, potrebbe risolversi diversamente.

Dardo

Di admin

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