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Sanità, si riparta dalla mobilità attiva per evitare i viaggi della speranza

di Giuseppe Saluppo

Il Molise è la regione che, in proporzione ai ricoveri ospedalieri attuati, attrae più pazienti provenienti da altre regioni. Lo fa sapere l’indagine curata da Demoskopica sulla sanità italiana.   Il Molise , però, che conferma il  primato positivo relativo alla mobilità sanitaria attiva purtroppo presenta anche un indice elevato di mobilità passiva per oltre 66 milioni di euro. Ed è su questa che la politica dovrebbe confrontarsi e trovare rimedi per l’impostazione di una nuova organizzazione del servizio sanitario regionale. Anche per vedere diminuiti quei viaggi della speranza che tanti, ulteriori, traumi producono alle famiglie. In particolare, analizzando gli ultimi dati disponibili (primo semestre 2015), e’ il Molise, con 100 punti, a mantenere la prima posizione della graduatoria parziale relativa alla mobilità attiva, l’indice di “attrazione” che indica la percentuale, in una determinata regione, dei ricoveri di pazienti residenti in altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione stessa, e che in Molise, per l’appunto, e’ pari al 27,9%. Sul versante opposto, si colloca la Sardegna (3,2 punti) con un rapporto tra i ricoveri in regione dei non residenti sul totale dei ricoveri erogati pari allo 0,9%.  Il maggior debito per far curare i propri residenti in altre Regioni ce l’ha la Campania: oltre 281 milioni di saldo negativo (la differenza cioè tra dare e avere rispetto all’ingresso e all’uscita di pazienti dalla Regione). La seguono a stretto giro la Calabria con quasi 256 milioni, il Lazio con 190,5, la Puglia con 183 milioni e la Sicilia con 177,5. In tutto 1,88 miliardi che rappresentano il 77,8% di tutti i debiti delle Regioni con saldo negativo di mobilità. E si tratta di tutte Regioni in piano di rientro, anche se praticamente tutto il Sud ha i saldi in rosso (tranne il Molise per le super-entrate dell’istituto Neuromed di Isernia che storicamente rende positivi i saldi altrimenti a picco della Regione).  Questi risultati grazie alle prestazioni assicurate da Neuromed, Cattolica e centri privati che portano ad un saldo attivo di oltre 25 milioni di euro. Resta, è pur vero, la cifra di 66 milioni relativa ai debiti verso altre regioni. Come dire, 206 euro di debito a testa per ciascun molisano. Ovvero, di cittadini costretti o mandati a curarsi fuori regione e, per le cui prestazioni, dovrà pagare la Regione. Ed è il dato sul quale la politica molisana dovrebbe riflettere attentamente anche perchè larga parte di quei pazienti avrebbero potuto trovare cure di qualità all’interno delle strutture sanitarie presenti in regione. E qui, una seconda domanda: perché continuare da parte di medici e ospedali molisani a fare ricoverare gente fuori regione anche per quegli interventi che potrebbero essere effettuati in loco? Se, da fuori regione, vengono scelte strutture sanitarie molisane per farsi curare perché, allora, da noi, accade il contrario? A costi maggiori, per il sistema sanitario regionale e con ripercussioni sulle stesse famiglie costrette ad esborsi di denaro non indifferenti. Non è su questi aspetti che dovrebbe focalizzarsi l’attenzione della politica?

Di Giuseppe Saluppo

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