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Per riparare i danni della siccità occorrono 52 milioni di euro

Quasi sicuramente arriveranno i soldi e daranno un po’ di respiro alle aziende agricole e agli agricoltori danneggiati seriamente e largamente dalla prolungata siccità della primavera e dell’estate 2017. Un anno dall’andamento climatico particolare, caratterizzato da abbondanti precipitazioni nevose e gelate nel mese di gennaio, da gelate primaverili soprattutto ad aprile, e da scarse precipitazioni e alte temperature nella restante parte della primavera , massimamente nella stagione estiva (da giugno a settembre). A risentirne maggiormente sono state le colture foraggere, quelle ortive, i vigneti non irrigati e  i frutteti. Discorso a parte merita l’olivo. Facendo un confronto con le annate 2014-2015, il danno è stato reale e palese sia alla produzione, dovuto maggiormente alle gelate di gennaio nelle zone colpite, sia alla pianta per lo stress subito a causa delle alte temperature che in alcuni comprensori hanno superato per lunghi periodi i 40 gradi centigradi.  Rilievi e conteggi sono stati effettuati sulla scorta di protocolli ministeriali e regionali e posti al vaglio della giunta regionale che, difatti, l’11 gennaio 2018 ha deliberato di inviare al ministero delle Politiche agricole e alimentari l’intero dossier. Gli accertamenti tecnici sono stati effettuati dagli Uffici operativi territoriali (Uot) della Regione e dall’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca (Arsarp).La certezza delle procedure, l’esattezza dei rilievi, la puntualità dei riscontri economici del danno patito, fanno ritenere che la richiesta al ministero, ancorché prevista e redatta secondo le norme vigenti, avrà un esito positivo producendo un sollievo all’economia delle aree interessate e agli operatori del luogo. Il fenomeno climatico ha riguardato altre regioni ed ha avuto un particolare rilievo nella informazione al pubblico, con riflessi diretti nelle sedi istituzionali. Il  Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura in favore delle aziende agricole danneggiate da calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche sarà pertanto il serbatoio da cui saranno attinte le risorse finanziarie necessarie a tacitare, se non al cento per cento ma in buona percentuale, i danni subiti e opportunamente documentati. Lavoro che ha preteso tempo e un impegno professionale molto accurato per consentire alla Regione di deliberare la proposta di declaratoria di eccezionale avversità atmosferica ai sensi del decreto legislativo  102 del 29 marzo 2004 a valere per i territori danneggiati dei comuni di Acquaviva Collecroce, Bonefro, Casacalenda, Castelbottaccio, Castelmauro, Castropignano, Cercemaggiore, Civitacampomarano, Collotorto, Duronia, Fossalto, Gambartesa, Guardialfiera, Guglionesi, Jelsi, Larino, Lucito, Lupara, Macchia Valfortore, Mafalda Montecilfone, Montelongo, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Palata, Pietracatella, Pietracupa, Provvidenti, Riccia, Ripabottoni, Roccavivara, Rotello, Salcito, San Biase, San Felice del Molise, San Giacomo del Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Sant’Angelo Limonano, Santa Croce di Magliano, Sant’Elia a Pianisi, Torella del Sannio, Trivento, Tufara e Ururi in provincia di Campobasso. In provincia di Isernia i comuni individuati sono: Acquaviva d’Isernia, Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Cantalupo nel Sannio, Capracotta, Carovilli, Carpinone, Castel San Vincenzo, Castelpetroso, Castelpizzuto, Castelverrino, Cerro al Volturno, Civitanova del Sannio, Colli al Volturno, Conca Casale, Forlì del Sannio, Fornelli, Frosolone, Isernia, Longano, Macchiagodena, Miranda, Montenero Valcocchiara, Monteroduni, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Pizzone, Poggio Sannita, Pozzilli, Rionero Sannitico, Roccamandolfi, Roccasicura, Rocchetta al Volturno, San Pietro Avellana, Santa Maria del Molise, Sant’Agapito, Sant’Angelo del Pesco, Sesto Campano, Scapoli, Vastogirardi e Venafro. Il provvedimento adottato dalla giunta regionale è stato classificato urgente ed improrogabile. Come lo pretendono i danni subitì dagli operatori agricoli e la loro difficoltà a fronteggiare l’imprevisto.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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