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I precari sisma: “Ciocca, ora basta”

Lunga lettera aperta dei precari della Protezione civile è stata inviata al delegato, Salvatore Ciocca, dopo la sua risposta alla Cgil e al centrodestra.

“E’ intollerabile la leggerezza, la superficialità e l’arroganza con la quale Lei Geometra Salvatore Ciocca, eletto Consigliere Regionale con i Comunisti Italiani, a questo punto avallato, visto che non interviene, dal Presidente della Regione Arch. Paolo Di Laura Frattura, continua a trattare gli ex dipendenti (persone) e la questione dei precari del sisma. Tanto per ricordare a tutti la maggior parte dei precari erano ex dipendenti della struttura commissariale post sisma poi ex dipendenti A.R.P.C. ed infine ex dipendenti A.R.P.S.. Si proprio così, ex dipendenti chiamati a fare lo stesso lavoro dal 2003 in poi, quasi tutti con più di dieci anni di servizio; poi, con il concorso si sono aggiunte delle nuove unità. Parliamo dello stesso Lavoro per il quale (dopo più di un anno che l’agenzia è stata lasciata senza dipendenti, con il solo Direttore, senza tra l’altro avere notizie sul come sia stata mandata avanti) è stato indetto un nuovo concorso che abbiamo osato contestare.

Ma veniamo al dunque. Consigliere Ciocca Lei non ha alcun diritto di accomunare e fare di tutta un erba un fascio, delle persone che hanno partecipato al concorso A.R.P.C., danneggiando così l’immagine di decine di professionisti, padri e madri di famiglia. Lei sa benissimo che dei circa 200 assunti, come si è letto dappertutto sulla stampa locale, le persone partecipanti al concorso rinviate a giudizio sono sei o sette al massimo. Se questo non le basta, Le ricordiamo che in Italia vige ancora la presunzione di innocenza sino al terzo grado di giudizio, per capirci, quella che in questi giorni sta sbandierando l’ex Presidente del Consiglio Renzi. Poi, se vuole un altro esempio, nello stesso Consiglio Regionale, sempre da come si apprende dalla stampa, vi sono diverse persone, persone con le quali Lei interagisce e non, che a vario titolo, hanno controversie in corso, ma non per questo sono colpevoli o noi le riteniamo tali. Se applicassimo la sua teoria Lei stesso, oggi, non farebbe parte di nessun Consiglio Regionale, perché probabilmente sciolto. I tribunali decidono chi è colpevole, non i Consiglieri Regionali. Consigliere Ciocca si ricordi che questa è la Repubblica Italiana, non uno staterello a regime dittatoriale, e che Lei fa parte delle istituzioni, quelle che dovrebbero garantire legge ed equità. È lecito rilasciare i propri pareri, ma non fare accuse generalizzate sia dirette che allusive.

Per tutto il resto, chi riduce tutto ad una mera questione politica è Lei, visto che ne parla solo in questi termini e non parla, invece, del problema in essere. Le difficoltà citate le conosceva da quattro anni, e ha saputo risolverle solo mandando tutti a casa. Questa non è politica, purtroppo è la cronaca dei fatti. Quindi rinviamo a Lei le sue beghe politiche, poiché noi non facciamo politica, ma stiamo solo esercitando e rivendicando il nostro sacrosanto diritto alla difesa del posto di lavoro, diritto che Lei dovrebbe conoscere bene e tutelare vista la sua appartenenza di partito. Noi non facciamo politica, vogliamo solo dire la nostra senza essere offesi o oggetto di allusioni, a noi interessa solo essere trattati per quello che siamo, ovvero cittadini perbene…… poi ognuno se la vede con la propria coscienza”.

Precari sisma 2002

 

Di Giuseppe Saluppo

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