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Patriciello: “Il Molise delle buone pratiche a Bruxelles”

Il Molise che esiste, convince e diventa esempio di quelle “buone pratiche” tanto care alle istituzioni comunitarie. È quanto è emerso nel corso della conferenza stampa tenuta presso la sede del Parlamento europeo dal titolo “Il castello dell’integrazione. Molise example of best practice: enhancing tourism and culture”. Un appuntamento – quello svolto nella capitale belga –  per presentare ed illustrare nel migliore dei modi l’idea progettuale dei ragazzi della cooperativa sociale“Laboratorio Aperto” di Campobasso che sono riusciti nel duplice intento di valorizzare il patrimonio culturale cittadino attraverso il reinserimento lavorativo, e quindi l’integrazione, di persone con problemi psichiatrici. Una scommessa vinta e un’idea brillante, dunque, che ha già riscosso numerosi riconoscimenti tra cui il premio “Persona e solidarietà” indetto dal Centro studi Cultura e Società di Torino e ritirato lo scorso Gennaio nel capoluogo piemontese. A fare gli onori di casa – e i complimenti ai ragazzi della cooperativa – l’europarlamentare molisano Aldo Patriciello, membro del Partito Popolare europeo, che ha sottolineato “il grande contributo che un simile progetto ha dato non solo alle persone coinvolte ma anche e soprattutto al rilancio del turismo cittadino. Sono fiero di aver ospitato i ragazzi della cooperativa qui a Bruxelles ed aver dato loro la possibilita´ di raccontare il successo della loro iniziativa”. Una soddisfazione che traspare anche nelle parole di Antonio Salvatore e Francesco Colavita, ideatori del progetto presentato a Bruxelles: “Non capita tutti i giorni  – hanno dichiarato al termine della conferenza stampa – di avere la possibilita`di poter presentare e discutere le proprie idee nella sede del Parlamento europeo. Un grazie dunque all´On.le Patriciello per aver creduto in noi e nella bonta´ del nostro progetto. Ci auguriamo che la nostra esperienza possa servire a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco per la crescita e lo sviluppo dei nostri centri urbani”.

Di Giuseppe Saluppo

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