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La Regione Molise sta fregando le 3 mila unità della filiera tessile, della filiera avicola e del settore metalmeccanico

Natale grasso per i soloni e i satrapi della politica molisani, gonfi di retorica e oberati di false promesse; Natale magro per le 3 mila unità della filiera tessile, della filiera avicola e del settore metalmeccanico senza una prospettiva di lavoro, quindi di futuro. Nel mezzo,  il deserto di una società civile che assiste inerte e rassegnata al mantenimento dei retori al potere, e alla perdita di dignità umana di miglia di (ex) lavoratori colpevoli unicamente di aver creduto alle false promesse e di aver tollerato che gli fosse tolto il domani. La questione non è solo morale, è altra. E’ questione che attiene ai patti, agli accordi (sindacali e governativi), alla programmazione, quindi alle scelte fatte e agli interventi definiti. Certo, sulla carta, sulla reciproca fiducia. Ma questi sono tempi in cui aver fiducia nel prossimo ci si presta alle fregature.  E nessuno meglio del politicante che fa politica ed amministra politicando è maestro nel promettere e nel non mantenere. Per fortuna, nella società civile molisana ci sono piccole realtà che ancora mantengono la schiena dritta e la parola libera, che aiutano la coscienza collettiva a non chiudere del tutto la porta del raziocinio. Una realtà tra quelle che non si sono ancora arrese al fatalismo e, soprattutto,  al populismo con cui il centrosinistra guidato da Paolo di Laura Frattura a capo della giunta regionale sta portano all0o sfascio il Molise, va segnalata la segreteria provinciale di Sinistra Italiana Molise che sul problema del lavoro e dell’occupazione ha avuto il merito di riassumere fatti e circostanze che dicono senza tema di smentita che il governo regionale sta andando contro tutte le ipotesi e le possibilità che si sono costruite per ridare lavoro a chi lo ha perso, per rilanciare l’economia molisana recuperando il recuperabile da aggiungere a nuove ipotesi e possibilità di sviluppo. Ciò che scrive in proposito Sinistra Italiana Molise trova riscontro nella realtà e nella cronaca, per cui il cronista della Nuova Gazzetta Molisana è agevolato nel lavoro, potendo riportare in modo letterale rilievi e le critiche alla giunta regionale, senza la necessità di aggiungere altro. Scrive Anna Spiana: Il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa era una misura richiesta per agevolare i mille addetti dell’Ittierre, insieme ai 700 lavoratori della Gam e ai metalmeccanici dell’indotto dell’auto. Le lotte condotte dal sindacato e sostenute dal territorio sollecitavano provvedimenti straordinari al governo nazionale per restituire una prospettiva di lavoro alle 3 mila unità della filiera tessile, della filiera avicola e del settore metalmeccanico. L’obiettivo era quello di accedere a finanziamenti aggiuntivi finalizzati alla presa in carico del singolo lavoratore della Gam e dell’Ittierre, per individuare caso per caso opportunità di reimpiego, formazione, riqualificazione professionale, incentivi alla ricollocazione, scivolo pensionistico o altre opportunità tarate sui bisogni e sulle competenze di quelle persone. Purtroppo a distanza di 2 anni e mezzo dal decreto di riconoscimento dell’area di crisi del ministero dello Sviluppo Economico, adottata con provvedimento del 7 agosto 2015, le uniche misure che si stanno definendo sono solo i soliti contribuiti in favore di imprese che non hanno alcun obbligo di riassumere i dipendenti dell’Ittierre e della Gam, e i soliti finanziamenti a pioggia per opere pubbliche in aree produttive deserte con svincoli, strade e collegamenti che servono solo a far guadagnare progettisti e ditte che danno in sub-appalto a prezzi stracciati i lavori da realizzare. Il contratto di sviluppo con Amadori non si capisce se ci sarà o meno, e al di là di qualche esperienza positiva nel tessile con ModaImpresa e dell’allungamento della Cassa integrazione alla Gam, per i lavoratori la Regione non ha mai chiesto nulla al governo, non ha mai pensato di costruire un percorso finalizzato alla loro ricollocazione occupazionale e non si è mai battuta a Roma per far capire la drammaticità di una crisi che ha messo in ginocchio la provincia di Isernia e l’area di Bojano e del Molise centrale”. Non si è mai occupata degli altri ma solo di se stessa. E vuole ancora riproporsi!

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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