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Ferrovie, occorre una commissione di vigilanza

 

Le commissioni di inchiesta vanno anche bene per vedere quali sono gli errori e le inadempienze, ma qui occorre una commissione di vigilanza permanente (fatta da volontari, viaggiatori e tecnici del settore) ma soprattutto occorre attenzione continua per la tratta Campobasso-Roma e volontà politica di farla funzionare nel migliore dei modi. Vedere dove si verificano gli intoppi e programmare una seria azione di ammodernamento della linea. Purtroppo da noi si vanno a rispolverare vecchie stazioni in disuso per farne ostelli nel deserto. Programmazione significa guardare ai flussi di traffico dei passeggeri, ed è evidente come i flussi verso Roma e Napoli siano quelli di unica consistenza. Se c’è volontà di far funzionare il trasporto su ferro e, con la stessa volontà, di trovare i fondi necessari, è nella direzione suddetta che bisogna investire. Riattivare linee chiuse (Benevento) o spendere soldi per linee a bassissima frequenza di viaggiatori e con tempi di percorrenza anacronistici, non serve.

Michele Rocco

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Prendo spunto da una notizia data alcuni giorni fa dal TG1. Faceva riferimento alla chiusura per neve del tratto della Statale 87 che conduce al bivio di Ripabottoni. Su quel tratto detto di Cerrosecco, qualche decina di anni fa, vi transitavano i paesi che oggi vengono chiamati del “cratere sismico”, con tempi di percorrenza di circa un’ora e mezza. Come valida alternativa si poteva arrivare alla stazione di Bonefro-Santa Croce (in una ventina di minuti) e prendere il treno (ovvero la littorina) per Campobasso, con un tempo di percorrenza di 45 minuti. Con la realizzazione della variante di Cerrosecco (Falcionina), i tempi di percorrenza, in autobus, diretto per il capoluogo, si sono ridotti di una quindicina di minuti. Con il recente ammodernamento della Statale 87, nel tratto detto di Femminamorta (bivio di S Elia – bivio di Campolieto) e qualche altra variante, si può raggiungere Campobasso in meno di un’ora. Quale interesse dovrebbe avere il cittadino del cratere a prendere un pullman che lo porti alla stazione di Bonefro, dove attendere un treno che impiega ancora 45 minuti e più per arrivare nel capoluogo? Se si pensa, poi, ai paesi più vicini a Campobasso, Matrice, Montagano da un lato e Baranello, Guardiaregia dall’altro, quale convenienza dovrebbero avere gli abitanti a portarsi prima nelle rispettive stazioni ed attendere un treno, che impiega più tempo di un autobus?
    Con l’apertura della galleria Venafro-Rocca d’Evandro, i tempi di percorrenza per Roma si sono ridotti di un’ora competendo con quelli su autobus (ma vuoi mettere la comodità del treno!). All’epoca si vociferava che, con l’avvento del “pendolino diesel”, avremmo potuto raggiungere la Capitale anche in due ore e mezza. Conosciamo quale è la situazione attuale.

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