Home / Politica / Dal mondo del precariato, dei cassaintegrati, dei disoccupati, dei lavoratori in mobilità in deroga, un solo coro all’indirizzo del governo regionale: “Rispettate le leggi”

Dal mondo del precariato, dei cassaintegrati, dei disoccupati, dei lavoratori in mobilità in deroga, un solo coro all’indirizzo del governo regionale: “Rispettate le leggi”

I precari della pubblica amministrazione (e non solo quelli), sono il fiore all’occhiello della giunta regionale del Molise e, quindi, il fiore all’occhiello del presidente Paolo di Laura Frattura, del vice presidente Facciolla, e degli assessori Nagni e Veneziale.  A quest’ultimo, per il grande successo del precariato molisano, essendo responsabile del mondo del lavoro,  andrebbe dato un attestato aggiuntivo di merito. Difatti, hanno cercato di attribuirglielo le centinaia di precari post sisma e della protezione civile a conclusione dell’intervento dell’assessore nel corso della trasmissione televisiva Moby Dichk, giudicato  “l’ennesimo maldestro tentativo di screditare centinaia di onesti professionisti, che nel corso di 15 lunghi anni hanno prestato la loro preziosa opera professionale nel processo di ricostruzione post-sisma della nostra Regione e poi improvvisamente, come carta straccia, sono stati buttati fuori e lasciati, insieme alle loro famiglie, senza una fonte di reddito”. Solo qualche settimana prima sono stati i lavoratori della mobilità in deroga a “tacciare” lo stesso assessore di un’altra errata valutazione, in quel caso, riferita alla mancata presentazione della domanda per ottenere  le rate di pagamento per gli anni 2015 e 2016, che i lavoratori hanno seccamente smentito, e della circostanza hanno informato anche il ministri Poletti. Questi i fatti, salvo la verifica, che non avremo mai, stando alle abitudini informative e comunicative della Regione Molise e di chi la governa.  La protesta dei precari e dei lavoratori in mobilità in deroga  si lega all’esistenza di provvedimenti legislativi che però la Regione Molise pare abbia deciso di non prendere in considerazione. L’autoreferenzialità in questo caso supererebbe il personalismo per assurgere ad oggettività istituzionale: “Noi siamo la Regione Molise e possiamo regolarci a piacimento”. Peccato che la convinzione non sia unanime ed univoca. I precari (e per l’occasione vorremmo ricordare anche le centinaia di precari della sanità) e  i lavoratori in mobilità in deroga la pensano diversamente. Con maggiore determinazione  sul diritto a vedersi pagate le rate della mobilità si stanno muovendo i lavoratori che hanno portato la protesta a Roma e alla segreteria politica del ministro Poletti; con un sottofondo aperto al dialogo, possibilmente al confronto e, con la sottesa speranza di un gesto di magnanimità,  si tengono (per il momento) i precari post sisma e della protezione civile. Il loro punto di vista lo hanno riassunto in questi termini: “ Caro assessore, ci permettiamo di evidenziare che quello che questa giunta regionale e la precedente non hanno voluto fare è stato invece fatto dal governo nazionale attualmente in carica, con il famoso decreto Madia, che prevede la stabilizzazione per tutti coloro che, come noi, vantano anni di precariato nella pubblica amministrazione, proprio nell’intento di risolvere il problema del precariato nelle Pubblica amministrazione  e non crearne di nuovo, come ahinoi, questa amministrazione sta continuando a fare”. La legge Madia. Che permetterebbe di risolvere la questione e fare chiarezza soprattutto sulla volontà del governo regionale di tutelare il lavoro,  di perseguire l’occupazione, e di praticare la giustizia sociale.  A tale riguardo, ecco quest’altro piccolo memorandum per l’assessore Veneziale da parte dei precari: “ Ci permettiamo di ricordarle, caro assessore, quelle che sono le competenze dell’Agenzia regionale di Protezione civile, di cui noi abbiamo fatto parte: la legge regionale n. 12/2012 (che supponiamo lei conosca bene avendola votata) all’art. 4 cosi recita <l’attività dell’Agenzia comprende l’espletamento di tutti i compiti di protezione civile all’uopo individuati nella legge regionale 17 febbraio 2000, n. 10>”. Stando così le cose, e spurgato il comunicato dei precari post sisma e della protezione civile della parte che riguarda il “concorsone” che avrebbe dovuto favorire la stabilizzazione finito sotto le lenti della magistratura, la querelle con l’assessore ritorna a vincolarsi alla legittimità. Preoccupati di una eventuale ulteriore distrazione dell’assessore, lo hanno così in conclusione salutato: “Infine, egregio Assessore, ci preme ricordarle, come lei sicuramente saprà, che il decreto legislativo n. 75/2017 <cosiddetta legge Madia>, alla luce anche della circolare esplicativa, agli articoli 5, 6 e 20 revisiona e disciplina le tipologie di incarichi di collaborazione, la modalità di reclutamento dei professionisti e il superamento della problematica del precariato, e in tal senso non lascia spazio ad interpretazioni e/o personalizzazioni; per cui quello che come Comitato chiediamo a questa giunta e a quella che verrà, di qualsiasi colore politico essa sia, è di rispettare ed applicare una legge dello Stato, come d’altronde, molte Regioni stanno già facendo e non far si che il Molise resti, ancora una volta, indietro”. Esercizio di buone speranze per i precari e di cattive abitudini degli amministratori regionali.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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