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Comuni che muoiono con i loro vecchi

di Giuseppe Saluppo

Si torna a parlare di spopolamento e di morte del territorio solo quando l’Istat sforna gli ultimi dati demografici. Con la mortalità all’11,4% e con una media di un figlio per donna per il Molise non c’è vista sul futuro. Numerosi sono i comuni che oggi versano ormai in uno stato d’abbandono che rischia di divenire irreversibile. E’ importante, però, che le decisioni e gli interventi a rimedio della situazione attuale abbandonino approcci semplicistici che prendono a riferimento elementi poco significativi per lo studio di una serie di problematiche assai complesse, come la sola consistenza demografica.  E’, infatti, necessaria un’analisi di ben più ampio respiro che sappia tenere in considerazione sia le relazioni tra le varie componenti che le diverse condizioni geografiche e la diversa disponibilità di risorse economiche e territoriali, centrando così i reali problemi delle comunità, i quali hanno giocato un ruolo rilevante nel determinare l’ attuale situazione di abbandono. Se non si vuole perdere il patrimonio storico-culturale di queste comunità rurali si deve intervenire in modo da ricreare una stabile attività economica che sappia sfruttare in modo innovativo le antiche risorse e peculiarità sia artigianali che gastronomiche. Sarebbe probabilmente più stimolante ed utile incentivare la nascita di un sistema a filiera corta che, supportato da una diversificazione fiscale sulle attività economiche, in modo da compensare le difficoltà derivanti dalle caratteristiche geografiche, demografiche ed economiche del territorio, produrrebbe vantaggi economici sia alle comunità locali che a chi usufruirebbe dei suoi prodotti. Agli interventi di carattere economico e commerciale si potrebbe accostare uno sviluppo di innovazioni tecnologiche che, considerate le difficili condizioni ambientali in cui sono immersi questi villaggi, sono imprescindibili ai fini di una rinascita socio-economica, offrendo possibilità ed applicazioni particolarmente interessanti. Piccoli pensieri, probabilmente gli unici modi per evitare che la natura si riprenda le sue pietre, soffocando la vita e lasciando di questi villaggi solo un ricordo destinato a morire con i suoi vecchi.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Lo spopolamento dei piccoli e piccolissimi centri specie di montagna è una piaga che affligge tutta l’Italia come la ricerca di frenare il degrado, è chiaro però che se si riducono i servizi La lenta discesa di questi centri diventa una rapida discesa in picchiata. Gli uffici postali e bancari che chiudono, i presidi sanitari che spariscono, i collegamenti viari e i servizi di trasporto almeno su gomma che vengono tagliati nonostante fanno che accelerare la discesa all’inferno di questi centri. Ci vorrebbero investimenti solidi, la fusione di piccoli e piccolissimi comuni che proprio per la fusione possono avere a disposizione un budget più ampio, senza però perdere di vista un circuito turistico di qualsiasi genere che renda appetibile il rientro o il ripopolamento di queste zone

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