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“Commemorare Marcinelle va bene. Ma non dimentichiamo che siamo la Regione che fa meno nella lotta agli infortuni mortali”

di Ferdinando Manna*

 

Non solo Marcinelle, cosi potremmo  chiamare la ricorrenza della “catastròfa”( 8 agosto 1956) la tragedia della miniera di carbone “ Bois du Cazier” di Marcinelle. Tragedia provocata da una scintilla in un vecchio impianto del 1830, trasformato in un inferno di fuoco, dove trovarono la morte 262 lavoratori fra i quali 136 immigrati italiani.   Morirono nella miniera belga i molisani Felice Casciato di Sant’Angelo del Pesco, Francesco Cicora di San Giuliano di Puglia, Francesco

e  Michele Granata di Ferrazzano, Michele Moliterno di Ferrazzano, Pasquale Nardacchione di San Giuliano del Sannio e Liberato Palmieri di Busso. Alla tragedia belga , infatti, si deve  aggiungere “L’Altra Marcinelle dimenticata” così la definisce il Corriere della Sera” quella accaduta in un cantiere idroelettrico nell’alto Canton Ticino, tra il 15 e il 16 febbraio 1966, nella quale furono uccisi dai gas tossici 15 operai italiani e 2 vigili del fuoco di Locarno. E solo sei mesi prima, nell’agosto 1965,a Mattmark, nel Canton Vallese, una valanga aveva investito un cantiere  per la costruzione di un’imponente diga provocando la morte di 88 lavoratori, di cui 56 erano italiani. E’ giusto ricordare queste tragedie del lavoro italiano all’estero,come è altrettanto giusto ricordare quelle accadute nel nostro Paese e nella nostra Regione, come anche oggi è stato ricordato sulle pagine dei quotidiani locali dal Presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno e il giorno prima su Primo Piano Molise da Angelo Paladino Tecnico della Prevenzione Asrem.  Da allora è certamente diminuito il numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ma il fenomeno permane  in tutta la sua gravità. Dunque, oltre a ricordare e commemorare, nelle varie ricorrenze  le vittime degli incidenti sul lavoro, emerge la necessità di un impegno corale delle Istituzioni deputate al contrasto degli infortuni e lavoro nero.

Secondo i dati forniti per il 2016 dallo stesso Osservatorio la nostra Regione è in testa(  nella graduatoria stilata in base all’incide di incidenza con 8 infortuni mortali su 99.484 occupati annuali facendo registrare appunto  un indice dell’80% , a fronte di un indice medio nazionale del 33,4%.

Dai  tre incidenti mortali registrati nel 2012( 7° posto nella graduatoria), il Molise ha registrato  4 incidenti mortali nel 2013( 4° posto in graduatoria), 9 casi mortali nel 2014( 2° posto in graduatoria), e 11 casi mortali nel 2015( 1° posto in graduatoria), confermando purtroppo questo dato anche per il 2016 come già evidenziato in precedenza. Al 28 febbraio 2017, ultimi dati disponibili dell’Osservatorio, la nostra Regione occupa la seconda posizione nella stessa graduatoria con due incidenti mortali. Se invece guardiamo, per gli stessi periodi, le statistiche elaborate dall’Inail, che riporta anche le morti bianche accorse durante la circolazione stradale o in itinere, registriamo n.4 incidenti mortali per il 2012, 10 casi mortali nel 2013, 14 casi mortali nel 2014, 15 casi nel 2015, mentre non sono ancora disponibili i dati del 2016 dello stesso Istituto. Comunque o si prendono in considerazione le rilevazioni dell’Osservatorio o le statistiche Inail, la gravità del fenomeno infortunistico resta immutata  ed in particolare nella nostra Regione. La lotta  contro questo deprecabile fenomeno compete  in primo luogo alle aziende, che ovviamente hanno il compito prioritario di garantire la sicurezza dei loro lavoratori attraverso formazione, corsi di aggiornamento e tramite il rispetto di tutta la normativa antinfortunistica  prevista dalla legislazione vigente in materia. L’Italia, come è noto, fin dagli anni “ 50”, ha predisposto una legislazione in materia di infortuni di tutto rispetto e che è stata in vigore fino a pochi anni fa quando è stata sostituita dai Decreti Legislativi 626/94 e 81/08, che hanno rimesso “ in bella” il contenuto dei precedenti provvedimenti legislativi. Dopo il ruolo delle aziende dobbiamo necessariamente, nel contrasto agli infortuni e malattie professionali, richiamare quello degli Organi di Vigilanza

Nella nostra Regione,per quanto riguarda le aziende la sensibilità in materia è cresciuta moltissimo anche attraverso l’azione delle  associazione alle quali aderiscono( Acem,Ance Molise, Cassa Edile per il Molise per il settore dell’edilizia, Assindustria Molise, Api  per il settore industriale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura per il settore agricolo e Federcoopesca per il settore della pesca ecc.

 

 

Per gli Organi di Vigilanza( Asrem, il Nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro, Vigili del Fuoco, Inail ecc) vorrei ricordare che lo scorso anno, in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle, l’ex Presidente del Consiglio regionale Vincenzo Niro, tra i tanti interventi istituzionali locali e nazionali redatti ritualmente in queste occasioni dagli uffici di staff,   richiamava lungimiranza legislativa, opportuni controlli amministrativi, soluzioni tecniche e “spazi economici”per prevenire gli incidenti sul lavoro. Non è necessario aspettare ogni anno queste ricorrenze per ricordare  quali sono le cose da fare.

Fondamentale è il ruolo del Comitato Regionale di Coordinamento previsto dal D.p.c.m del 21/12/2007 e dal .D.lgs n.81/08 con il cosiddetto Decreto correttivo n.106/09.

Certamente questo Comitato ha un’importanza decisiva  nella programmazione degli interventi in materia di sicurezza tra i rappresentanti degli Organi di Vigilanza istituzionalmente rappresentati nello stesso Organismo. Si deve purtroppo registrare, a livello nazionale, un funzionamento dei Comitati regionali a macchia di leopardo, compreso ovviamente quello della nostra Regione, la cui attività  ho seguito con grande impegno e passione fino all’aprile 2012, essendo andato in pensione dal 1 maggio di quell’anno. Ricordo con piacere e nel dettaglio alcuni provvedimenti da me predisposti tra il 2011 e il 2012 e purtroppo non andati a buon fine:

 

la deliberazione di Giunta Regionale n.440/11 che assegnava all’Asrem un contributo di  € 77.000,00(euro settantasettemila), ormai andati in perenzione, adottata  per consentire maggiori controlli da parte dell’Asrem proprio nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia, per rafforzare le attività di verifica sulle attrezzature di lavoro previste dall’allegato VII del D.lgs n.81/08 e anche per utilizzare e forse anche stabilizzare ( con i proventi del D.Lgs n.758/94  e del D.lgs n.81/08) presso l’Asrem, così come avviene in altre realtà,  i laureati in Tecniche della Prevenzione  nell’Ambiente e nei luoghi di lavoro dell’Unimol  o altro personale precario, come gli ex-giovani di Skill Generation utilizzati da anni presso le sedi periferiche dell’Asrem, come quella di Agnone.

Oppure,sempre in tema di  controlli in edilizia  la deliberazione n.

803/12, con la quale venne  stipulata una convenzione con il Cpt –Cassa Edile , ai sensi

dell’art.51 dl Decreto Legislativo  n.81/08, che, se attuata, avrebbe permesso al Cpt-Cassa Edile,

di visitare,ovviamente senza i  poteri degli organi di controllo, 100(cento) cantieri edili per un

opera di sensibilizzazione e  consulenza alle aziende del settore.

 

Nonostante fossi rappresentante della Regione Molise nel Comitato ex.art 5 del D.Lgs n.81/08, nel Gruppo Interregionale della Prevenzione e nei Gruppi nazionali della Prevenzione in Agricoltura e in Edilizia, non ho mai avuto la possibilità di illustrare in seno allo stesso dal 2013( Presidente del Comitato l’ex Assessore al Lavoro Petraroia) in poi l’importanza di questi due e altri importanti provvedimenti in materia. Sempre dal 2013 il Comitato non ha dedicato una sola seduta alla programmazione degli interventi in materia, pur a fronte di una mole notevole di provvedimenti nazionali che andavano recepiti a livello regionale, quali il Piano Nazionale della Prevenzione ( con i relativi piani regionali di prevenzione in Agricoltura e in Edilizia).

In questi due piani andavano riportati i contenuti dei Piani Nazionali in Agricoltura e in Edilizia,dove sono previste tutte le misure (controlli, lotta al caporalato, sorveglianza sanitaria ecc.)  invocate ritualmente  ogni tanto sulla stampa o dagli attori istituzionali locali e nazionali in occasione degli incidenti mortali sul lavoro. Va dunque promosso  il coordinamento dell’attività di vigilanza e l’approccio  di tipo proattivo dei  Servizi Pubblici attraverso l’adozione di Piani integrati di prevenzione degli  infortuni con l’attuazione del Piano regionale di Prevenzione in Edilizia,del Piano regionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura finalizzati alla riduzione degli indici di frequenza infortunistica generale e degli indici infortunistici gravi dei comparti “Agricoltura” ed “Edilizia”. Si tratta di semplici provvedimenti amministrativi da discutere  con le Parti Sociali e poi nel Comitato Regionale di Coordinamento.

 

 

Sempre nel comparto dell’agricoltura inoltre potrebbero partire i due progetti presentati dalla Cia e dalla Coldiretti, in collaborazione e con il supporto della Direzione Regionale Inail, finalizzati a diffondere la cultura della sicurezza nel mondo agricolo nei confronti dei titolari delle aziende agricole e dei loro dipendenti, dei coltivatori diretti e delle imprese familiari. L’iter di approvazione è fermo ormai da mesi per l’approfondimento del ruolo dei Servizi di Vigilanza dell’Asrem e la questione andrebbe sottoposta all’attenzione del Comitato regionale.

Con i fondi della legge n.662/96 – art.1-comma 34 bis- e con Decreto del Presidente della Regione  Commissario ad Acta n.40 del 16/12/2014 è stato approvato  il progetto “Sicurezza in agricoltura – D.Lgs. n. 81/08”, predisposto dal Dipartimento Unico di Prevenzione dell’Asrem per il quale è previsto un finanziamento di € 90.000,00. Il progetto è finalizzato all’attuazione di campagne di formazione e informazione su importanti aspetti della gestione della salute e sicurezza degli addetti con particolare riguardo a :

rischi derivanti dall’utilizzo dei macchinari;impiego dei Dpi( Dispositivi di protezione individuali) durante le operazioni che comportano l’esposizione ad agenti chimici;rischi di contrarre tecnopatie.

Sono previsti inoltre sopralluoghi in 250 aziende agricole.

Per questo progetto,con  Determinazione Direttoriale n. 195 del 21/09/2015, in attuazione del    citato Decreto  n. 40/2014, la  Direzione Generale della Salute  ha trasferito all’ASREM, quale soggetto attuatore, la somma di € 54.000,00, pari al 60% del finanziamento del progetto (€ 90.000,00 complessivi).Ad oggi non è ancora possibile sapere se è stato avviato il progetto ed eventualmente quali risultati siano stati conseguiti. Sono stati anche assegnati altri fondi dalla Regione all’Asrem per la sicurezza sul lavoro e anche di questo si dovrebbe discutere in seno al Comitato. Da ultimo, ma non certamente per minore importanza, vorrei ricordare l’azione di diffusione della cultura della sicurezza anche attraverso l’organizzazione di giornate di studio che organizzavo per conto della Regione nell’ambito delle “Settimana Europea “ dedicata ogni anno, nell’ultima settimana di ottobre  a questo tema dall’Agenzia di Bilbao che vedevano la presenza delle Istituzioni, Datori di lavoro, OO. SS e studenti. Registro con amarezza che da quando sono andato in pensione queste manifestazioni non vengono più organizzate. Le aziende venivano inoltre regolarmente invitate a partecipare ai concorsi a livello europeo per la premiazione delle cosiddette “Buone pratiche” adottate nelle loro aziende.

Dopo le dimissioni di Petraroia nel gennaio 2016, di recente con Decreto n.72 dell’11 luglio 2017  del Presidente Frattura, è stato ricostituito il Comitato regionale di Coordinamento, però il Presidente  deve ancora decidere se presiedere lui il Comitato o delegarne la presidenza a qualche Assessore regionale. Fatto eventualmente quest’altro adempimento, bisognerà comunicarlo ai componenti del Comitato e procedere alla conseguente notifica . Nonostante l’ottimo lavoro svolto dalla struttura competente dell’Assessorato al Lavoro, sarà un miracolo se il nuovo Comitato riuscirà a riunirsi nel corso dell’anno e a programmare, prima della fine della legislatura regionale( con la conseguente decadenza dello stesso Organismo) le attività di vigilanza 2018 e altre iniziative in materia. Forse ci vorrebbe un Presidente del Comitato a tempo pieno, magari anche non politico,ma sarà difficile arrivare a questo risultato.

Ferdinando Manna

Già componente del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro( at.5 –D.lgs n.81/08)  Attuale rappresentante Cisl nel Comitato Regionale di Coordinamento-Dpcm 21/1272007-art.7-D.Lgs n.81/08

Sul  sito della Regione Molise-Aree tematiche-Istruzione,formazione,lavoro-Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza sui luoghi di lavoro è possibile documentarsi  per una avere una visione complessiva delle problematiche del settore, sul  lavoro e le iniziative avviate da chi scrive presso il Comitato ex.art. 5 del D.Lgs n.81/08 nel periodo 2012-2014

Di Giuseppe Saluppo

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