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Acem: “Codice appalti, va riformato”

Sarà portata in Consiglio dei Ministri la bozza del primo decreto correttivo al nuovo codice degli appalti pubblici entrato in vigore il 19 aprile dello scorso anno. Sull’argomento, l’ACEM ha inoltrato ai parlamentari molisani Laura Venittelli, Danilo Leva, Roberto Ruta e Ulisse Di Giacomo un documento contenente le posizioni e le richieste a tutela delle imprese associate, ricordando loro gli impegni assunti in Associazione lo scorso maggio, nel corso di apposito incontro.Come in quell’occasione, l’ACEM ribadisce la sua contrarietà al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sia perché rende troppo onerosa la partecipazione alle gare per via dei costi delle migliorie progettuali, sia perché a causa della maggiore elasticità e soggettività dei criteri, si presta facilmente a possibili tentativi di condizionamento a discapito dei principi della trasparenza, dell’obiettività e dell’indipendenza politica.Nel documento inviato ai Parlamentari Molisani l’ACEM, pur dichiarandosi contraria al massimo ribasso in quanto non garantisce né le imprese e tantomeno le stazioni appaltanti relativamente alla bontà dell’esecuzione dell’opera, ha tuttavia richiesto che per i lavori sotto soglia Ue (5 milioni di euro) si ricorra al sistema del taglio delle ali in alternativa all’offerta economicamente più vantaggiosa, da prevedere solo in casi particolari ed eccezionali giustificati dalla tipologia specifica dei lavori e dallo loro complessità.“L’anno scorso i Parlamentari Molisani si erano fatti carico di rappresentare le nostre istanze in occasione delle prime modifiche utili alla riforma – dichiara il Presidente dell’ACEM Corrado Di Niro – ora, considerando che domani si riapre la partita della normativa sugli appalti, vogliamo ricordare loro gli impegni assunti e vogliamo confidare che si facciano carico di quanto elaborato e proposto dalla nostra Associazione”.

Di Giuseppe Saluppo

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