Un gruppo di sopravvissuti dice che è tempo che la Chiesa cattolica in Italia faccia i conti con gli abusi del clero

CITTÀ DEL VATICANO (RNS) – Le recenti notizie di scandali di abusi sessuali da parte del clero in Francia e Germania gettano ancora una volta luce sulla Chiesa cattolica in Italia, che finora ha evitato di confrontarsi con la storia del Paese di preti abusivi.

I difensori delle vittime in Italia ritengono che sia giunto il momento per la chiesa locale di consentire un’indagine approfondita sulle accuse di abusi sessuali da parte di sacerdoti, ma lamentano una “cospirazione del silenzio” tra l’establishment cattolico e lo Stato italiano.

“L’Italia ha un grosso problema”, ha affermato lunedì (21 febbraio) Francesco Zanardi, fondatore di Rete L’Abuso, la più grande rete italiana di vittime di abusi da parte del personale, in un’intervista a Religion News Service.

“La dinamica di fermare gli abusi sessuali è interamente nelle mani della Chiesa”, ha detto in Italia, aggiungendo che “lo Stato non interferisce”.

Zanardi, sopravvissuto agli abusi religiosi, ha accompagnato oltre 1.200 vittime di abusi religiosi attraverso il labirinto delle procedure legali ed ecclesiastiche.

Rete L’Abuso, fondata nel 2010, collabora con molte altre associazioni simili a livello globale per promuovere la responsabilità nella Chiesa cattolica. È stato accuratamente aggiornato e mappa interattiva Il suo sito web monitora i movimenti dei sacerdoti abusivi, la sicurezza delle parrocchie e i procedimenti legali attualmente in corso.

Il sopravvissuto all’aggressione sessuale Francesco Zanardi incontra i media durante una conferenza stampa a Roma il 21 febbraio 2019. I sostenitori delle vittime dell’aggressione sessuale di sacerdoti italiani hanno lanciato una campagna il 15 febbraio 2022 per chiedere un’indagine sugli abusi e l’insabbiamento in la Chiesa cattolica italiana, che ha espresso rammarico per l’acquiescenza, mostra ancora la gerarchia in Italia che legava tutto, dai procedimenti penali alla copertura mediatica del problema. Zanardi, fondatore del gruppo di advocacy Rete L’Abuso che da anni lavora per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle aggressioni sessuali ai danni del clero in Italia, è a capo della nuova iniziativa. (Foto AP/Gregorio Borgia, File)

Zanardi ha detto che fa il duro lavoro di tenere d’occhio i preti abusivi perché nessun altro, né chiesa né stato, ha fatto uno sforzo finora.

Dalla Spagna alla Francia, all’Irlanda e all’Australia, i governi locali hanno raddoppiato gli sforzi della Chiesa cattolica per avviare indagini indipendenti sui casi di abusi del clero. Ma il governo italiano non lo ha ancora fatto.

Zanardi crede che ci sia un “tacito accordo” tra la Chiesa e lo Stato italiani, ma non è ottimista nel trovare prove reali per questo presunto complotto. La prova di questa relazione incestuosa può essere trovata, secondo Zanardi, nel modo in cui venivano trattati i sacerdoti una volta condannati per abusi.

Disse: “I preti non vanno in prigione”. Invece, vengono inviati in luoghi in tutta Italia dove possono vivere la loro pena in penitenza spirituale. Per Zanardi questi luoghi sono “fuga”, un trucco con l’intento di “garantire un accordo tra Stato e Chiesa non diverso da quello che esisteva tra Stato e mafia”.

L’accordo firmato tra la Santa Sede e lo Stato italiano nel 1984 è stato ampiamente interpretato nel senso che permetteva a vescovi e persino sacerdoti di non testimoniare in un processo penale a causa della segretezza del loro ministero. Zanardi ha affermato che il trattato è in parte responsabile del motivo per cui i giudici italiani erano riluttanti a considerare il caso di abusi del personale.

Per Mario Caligori, che guida la squadra legale di Rete L’Abuso, l’accordo è solo una parte del problema. Al telefono con RNS, ha detto che la cultura italiana rende difficile esporre casi di abusi da parte del clero.

Nell’Italia prevalentemente cattolica, ha detto, “c’è un fatto in cui la Chiesa ha una forte influenza”. La prescrizione, la mancanza di un adeguato risarcimento per le vittime di abusi e la straordinaria durata dei processi penali – che a volte possono durare decenni – hanno contribuito a rendere estremamente difficile il perseguimento della giustizia da parte delle vittime di abusi del clero in Italia, Caligori Egli ha detto.

Più che altro, ha detto l’avvocato, le vittime sono spesso lasciate inascoltate nell’ordinamento italiano, non solo nei casi di abusi da parte del clero. Le radici di questa indifferenza risiedono nel “sessismo e patriarcato”, secondo Caliguri, che pone alle vittime un onere ancora maggiore per provare casi di abuso.

“Mi vergognavo a testimoniare come venivano trattate le vittime” nel sistema legale italiano e in Vaticano, ha affermato Caligori, che ha decenni di esperienza nella gestione di casi di abusi nel Paese.


Imparentato: I laici cattolici colmano il vuoto di entusiasmo nel Sinodo di Francesco sul Sinodo


Il 15 febbraio Rete L’Abuso si è unita ad altri otto gruppi italiani per chiedere al governo italiano di aprire un’indagine sull’aggressione sessuale. La campagna, chiamata Beyond the Great Silence, spera di aumentare la consapevolezza e l’azione con l’hashtag #ItalyChurchToo.

Nelle diocesi di tutto il mondo che hanno avuto indagini su violenze sessuali, la percentuale di preti abusivi trovati variava dal 4% al 5% – e il rapporto francese ha avvicinato il numero al 7%. Queste statistiche potrebbero essere devastanti per l’Italia, il Paese con il maggior numero di sacerdoti cattolici al mondo, che supera i 44.000.

“Non possiamo ignorare le differenze strutturali, culturali ed ecclesiastiche del nostro Paese rispetto agli altri, a cominciare dal numero molto elevato di diocesi”, ha detto al quotidiano Il Corriere il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. della Sera il 30 gennaio.

Per questo Bassetti ha suggerito che l’indagine adotti un approccio “qualitativo” che guardi agli sforzi di prevenzione degli abusi e all’educazione non solo dei sacerdoti ma anche dei laici. Papa Francesco ha esortato più volte i vescovi italiani ad affrontare il tema degli abusi del clero, ma finora si sono limitati ad aprire centri di ascolto per le vittime e Imporre un “obbligo morale” di denunciare le aggressioni sessuali alle autorità italiane.

Bassetti andrà in pensione quest’anno e, come Vescovo di Roma, Papa Francesco sceglierà personalmente il presidente della Conferenza episcopale italiana. I vescovi sono attualmente divisi sul fatto che l’indagine sull’aggressione sessuale debba essere svolta dalla chiesa o esternalizzata.

Ma gli attivisti sono stanchi di aspettare che la Chiesa o il Vaticano agiscano e pensano che sia ora che lo Stato italiano prenda il sopravvento, qualcosa Le Nazioni Unite hanno chiesto di farlo anche all’Italia nel suo pungente rapporto 2019.

“È inaccettabile che la chiesa assuma la giurisdizione dello stato”, ha detto Caliguri, osservando che un’indagine condotta dalla chiesa potrebbe creare un conflitto di interessi. Ha insistito sul fatto che solo una commissione parlamentare indipendente potrebbe aiutare a rompere questa “cospirazione del silenzio”.


Imparentato: Ross Douthat: Malattia di Lyme, sofferenza cattolica e limiti della medicina e della fede


READ  Rebel Wilson si gode il pranzo con la leggenda del tennis John McEnroe in vacanza in Italia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.