Il Giappone compie un nuovo passo nell’esplorazione spaziale con il lancio della missione Martian Moons eXploration (MMX), progettata per studiare Phobos e Deimos, i due satelliti naturali di Marte. La sonda dell’Agenzia spaziale giapponese (JAXA) avrà il compito di osservare entrambe le lune e raccogliere campioni dalla superficie di Phobos, destinati a essere riportati sulla Terra per approfondire le conoscenze sul sistema marziano.
Missione MMX: lancio riuscito dal centro spaziale di Tanegashima
La missione MMX è partita con successo dal Centro spaziale di Tanegashima, situato nella prefettura di Kagoshima, nel Giappone meridionale.
Il decollo è avvenuto alle 21:41 del 19 ottobre 2026, ora italiana, corrispondenti alle 4:41 del 20 ottobre in Giappone. La sonda è stata trasportata nello spazio da un razzo H3, il nuovo lanciatore sviluppato dal Giappone per sostenere le proprie attività spaziali.
Il lancio rappresenta una tappa significativa per il programma di esplorazione planetaria della JAXA, che attraverso MMX intende ampliare le conoscenze scientifiche sulle lune marziane e sulle loro caratteristiche fisiche e geologiche.
Phobos e Deimos al centro della ricerca scientifica
Phobos e Deimos sono i due satelliti naturali di Marte e costituiscono un importante oggetto di studio per comprendere l’evoluzione del Pianeta Rosso.
La missione MMX prevede osservazioni ravvicinate di entrambe le lune, con particolare attenzione a Phobos, dalla cui superficie saranno prelevati campioni di materiale.
L’analisi di questi campioni nei laboratori terrestri potrebbe contribuire a chiarire l’origine dei satelliti marziani e fornire nuovi elementi sulla formazione e sull’evoluzione del sistema di Marte.
Un obiettivo storico: riportare sulla Terra campioni dal sistema marziano
Uno degli aspetti più importanti della missione riguarda il ritorno di materiale extraterrestre.
Secondo gli obiettivi annunciati dalla JAXA, MMX sarà la prima sonda a entrare in orbita attorno a Phobos e a raccogliere campioni direttamente dalla sua superficie.
Il progetto punta inoltre a realizzare il primo ritorno sulla Terra di materiale proveniente dal sistema marziano, un risultato che rappresenterebbe un significativo progresso per l’esplorazione robotica dello spazio.
Perché i campioni di Phobos sono importanti
Lo studio diretto del materiale raccolto consentirà agli scienziati di effettuare analisi chimiche, mineralogiche e fisiche con strumenti di laboratorio più avanzati rispetto a quelli normalmente disponibili a bordo delle sonde spaziali.
I risultati potrebbero aiutare a verificare le ipotesi sull’origine di Phobos e Deimos, ancora oggetto di dibattito scientifico.
Le informazioni ottenute saranno inoltre utili per approfondire la storia del sistema marziano e orientare le future attività di esplorazione planetaria.
L’ESA si congratula con il Giappone per il successo del lancio
Il successo della partenza è stato accolto positivamente dall’Agenzia spaziale europea (ESA), coinvolta nella missione attraverso il supporto tecnologico e operativo.
“Desidero congratularmi con la JAXA e con l’intero team MMX per questo lancio di successo”, ha dichiarato Carole Mundell, direttrice scientifica dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
Anche Elliot Sefton-Nash, scienziato del progetto MMX dell’ESA, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’operazione.
“Il lancio è stato spettacolare e il lanciatore H3 della JAXA ha funzionato in modo fantastico per mandare MMX verso Marte”, ha affermato Elliot Sefton-Nash.
Le dichiarazioni sottolineano l’importanza della cooperazione internazionale nelle missioni di esplorazione dello spazio profondo.
Quando arriverà la sonda MMX nel sistema marziano
Secondo il programma della missione, l’arrivo della sonda nel sistema marziano è previsto per l’estate del 2027.
Una volta raggiunta la destinazione, MMX inizierà le osservazioni ravvicinate di Phobos e Deimos, raccogliendo dati scientifici sulle caratteristiche dei due satelliti.
Le attività di esplorazione costituiranno una fase fondamentale per preparare le successive operazioni di raccolta dei campioni dalla superficie di Phobos.
Cooperazione internazionale tra JAXA, NASA ed ESA
La missione è coordinata dall’Agenzia spaziale giapponese JAXA e coinvolge diverse importanti istituzioni internazionali.
Tra i partner figurano la NASA statunitense, l’agenzia spaziale francese CNES, il Centro aerospaziale tedesco DLR e l’Agenzia spaziale europea.
L’ESA ha contribuito fornendo apparecchiature destinate alle comunicazioni nello spazio profondo e garantirà il supporto delle stazioni terrestri della rete Estrack.
Questa infrastruttura permetterà di trasmettere comandi alla sonda e ricevere i dati scientifici raccolti durante le operazioni nel sistema marziano.
Il contributo europeo all’esplorazione di Marte
La partecipazione dell’ESA evidenzia il ruolo delle infrastrutture europee nelle missioni interplanetarie.
Il supporto alle comunicazioni sarà essenziale per mantenere il collegamento con MMX durante il viaggio e le successive attività scientifiche.
Una nuova fase per l’esplorazione delle lune di Marte
Con il lancio riuscito della missione MMX, il Giappone inaugura una nuova fase nello studio dei satelliti marziani. L’arrivo previsto nel 2027 e il successivo prelievo di campioni da Phobos rappresentano i principali obiettivi di un progetto che unisce competenze scientifiche e tecnologiche internazionali. I risultati potrebbero offrire informazioni decisive sull’origine delle lune di Marte e contribuire alla preparazione delle future missioni nel sistema marziano.

Paolo Marchetti è autore per gazzettamolisana.com e segue notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport e lifestyle. Con uno stile chiaro e professionale, si impegna a fornire informazioni affidabili e aggiornate, raccontando fatti e sviluppi rilevanti per aiutare i lettori a comprendere meglio l’attualità.
