Un acceso confronto sul rapporto tra esposizione al sole, melanoma e utilizzo delle creme solari ha animato il dibattito pubblico in Italia dopo la diffusione di un post sui social network che ha raggiunto centinaia di migliaia di utenti. Le affermazioni contenute nel messaggio hanno suscitato la pronta reazione della comunità scientifica, con l’Istituto Superiore di Sanità, dermatologi e medici di medicina generale che hanno ribadito il consenso scientifico in materia di prevenzione dei tumori della pelle.
Le dichiarazioni che hanno acceso la polemica
Al centro della vicenda ci sono le affermazioni della nutrizionista Debora Rasio, ricercatrice dell’Università Sapienza di Roma e autrice di numerose pubblicazioni divulgative. In un post pubblicato su Facebook, la specialista ha sostenuto che una maggiore esposizione al sole possa avere un effetto protettivo nei confronti del melanoma e che l’utilizzo delle creme solari aumenti il rischio di sviluppare tumori cutanei.
Il contenuto ha ottenuto rapidamente una vasta diffusione, superando le 620 mila visualizzazioni, raccogliendo oltre 12 mila “Mi piace” e migliaia di commenti. Successivamente, il post è stato limitato dalla piattaforma con l’avviso che conteneva informazioni ritenute false sulla base delle verifiche effettuate da fact-checker indipendenti.
Per sostenere la propria tesi, Rasio ha richiamato un’analisi della coorte UK Biobank pubblicata nel novembre 2023 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.
La risposta della comunità scientifica
Dermatologi: l’esposizione eccessiva al sole resta il principale fattore di rischio
La reazione delle principali organizzazioni mediche non si è fatta attendere. La Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) ha ribadito che l’eccessiva e scorretta esposizione ai raggi solari rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori della pelle.
Secondo gli specialisti, la prevenzione passa attraverso un insieme di comportamenti corretti, tra cui l’uso appropriato delle creme solari autorizzate. Questi prodotti, spiegano i dermatologi, sono formulati per agire sulla superficie della pelle senza essere assorbiti in modo significativo dall’organismo.
I medici di famiglia: interpretazione fuori contesto dei dati
Anche la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale ha espresso forte preoccupazione. Il vice segretario Pier Luigi Bartoletti ha affermato che i dati citati nel video sarebbero stati interpretati in modo selettivo e privi del necessario contesto scientifico, arrivando a conclusioni in contrasto con la letteratura internazionale consolidata.
Tra le evidenze richiamate figura uno studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), secondo cui circa l’80% dei casi di melanoma registrati nel mondo nel 2022, pari a 267 mila diagnosi su un totale di 332 mila, sarebbe attribuibile all’esposizione ai raggi ultravioletti.
Gli esperti ricordano inoltre che i raggi UV possono provocare mutazioni genetiche nelle cellule della pelle e che le scottature, soprattutto durante l’infanzia, aumentano sensibilmente il rischio di sviluppare il melanoma. Una quota significativa dei decessi legati a questa forma di tumore, sottolineano, potrebbe essere evitata adottando adeguate misure di protezione.
L’ISS: le creme solari non sono cancerogene
Anche l’Istituto Superiore di Sanità è intervenuto per chiarire la posizione della comunità scientifica. L’ente ha ribadito che non esistono prove che dimostrino una pericolosità delle creme solari autorizzate né tantomeno una loro associazione con l’insorgenza di tumori.
L’ISS ha inoltre ricordato l’importanza di distinguere tra opinioni personali ed evidenze scientifiche validate, invitando i cittadini a verificare sempre l’affidabilità delle fonti e ad attenersi alle raccomandazioni degli organismi sanitari ufficiali.
Disinformazione e prevenzione: un tema centrale durante l’estate
Con l’aumento delle temperature e delle vacanze estive, tornano puntualmente anche le discussioni sui rischi legati all’esposizione al sole. Gli specialisti sottolineano che la diffusione di informazioni non supportate da solide evidenze scientifiche può influenzare comportamenti potenzialmente dannosi per la salute pubblica.
La prevenzione del melanoma continua a basarsi su indicazioni consolidate: limitare l’esposizione nelle ore di maggiore intensità dei raggi UV, utilizzare creme solari con adeguato fattore di protezione, indossare indumenti protettivi e sottoporsi a controlli dermatologici in presenza di nei sospetti o altri segnali cutanei.
Conclusione
Il caso dimostra come i social network possano amplificare rapidamente contenuti legati alla salute, rendendo ancora più importante il ruolo delle istituzioni scientifiche nel fornire informazioni basate sulle evidenze. Secondo dermatologi, medici di famiglia e Istituto Superiore di Sanità, le attuali conoscenze scientifiche confermano che una corretta protezione dai raggi ultravioletti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di melanoma e di altri tumori della pelle.

Paolo Marchetti è autore per gazzettamolisana.com e segue notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport e lifestyle. Con uno stile chiaro e professionale, si impegna a fornire informazioni affidabili e aggiornate, raccontando fatti e sviluppi rilevanti per aiutare i lettori a comprendere meglio l’attualità.
