La realtà virtuale rivoluziona il mondo del lavoro: quali prospettive nel prossimo futuro

Negli ultimi anni, la realtà virtuale si è imposta sempre di più nella quotidianità delle persone come una tecnologia in grado di aiutare gli utenti a svolgere attività di vario genere a distanza, dal lavoro all’intrattenimento. Le evoluzioni in questi anni sono state tante e rapide: cosa bisogna attendersi, dunque, nel futuro più prossimo?

Cos’è e come funziona la realtà virtuale?

Realizzata per la prima volta alla fine degli anni ’60, la tecnologia VR nasce con lo scopo di ricreare virtualmente delle ambientazioni reali trasportandovi l’utente al loro interno mediante un apposito visore. Dai primi rudimentali esperimenti di Ivan Sutherland a oggi, tali sistemi si sono costantemente evoluti fino a dare vita a soluzioni utili sia in campo scientifico e medico che in molti altri ambiti della vita quotidiana.

La realtà virtuale viene oggi ampiamente applicata per scopi di ricerca, per esempio per simulare complessi interventi chirurgici, o in ambito militare e aeronautico, ma anche per offrire nuove occasioni di divertimento, come accade nei principali casino digitali.

Proprio gli operatori dei casino online stanno puntando fortemente su questi sistemi per offrire un’esperienza particolarmente coinvolgente e spingere ancor di più gli utenti a partecipare alle varie tipologie di gioco disponibili, prime fra tutte le slot machine. Uno dei principali vantaggi del gioco alle slot online è attualmente quello di poter scegliere tra centinaia di macchine differenti, adatte a soddisfare ogni gusto ed esigenza, tuttavia con la realtà virtuale, i giocatori potranno ritrovarsi catapultati all’interno di una vera e propria sala semplicemente indossando un visore.

Slot machine, roulette, così come interi tornei di blackjack e poker, diventeranno presto non solo accessibili dai dispositivi fissi e mobili, ma anche molto più avvincenti, potendo l’utente vivere tutte le emozioni dei veri casino direttamente online.

Il sistema si è rivelato già molto apprezzato dai videogiocatori, che in genere preferiscono soluzioni più coinvolgenti rispetto ai classici giochi statici ed è per questo motivo che la realtà virtuale potrebbe essere l’occasione giusta per creare un nuovo punto di rottura e rivoluzionare ulteriormente un settore in continua ascesa.

Proprio per questo motivo, gli investimenti da parte degli operatori dell’iGaming sono stati ingenti e hanno rappresentato un’ulteriore spinta verso la produzione di tecnologie ancora più interessanti sotto ogni punto di vista. D’altronde, non è un caso se le maggiori società a livello globale stanno continuando a muovere grosse cifre in quest’ottica, come dimostra l’acquisizione da parte di ByteDance (società che possiede il social network del momento Tik Tok) di Pico, terzo produttore di visori VR al mondo nel primo trimestre del 2021, un’operazione economica davvero significativa non soltanto per le cifre messe in gioco ma anche per tutte le implicazioni tecnologiche che potrebbero avverarsi.

Realtà virtuale e lavoro: cosa cambia

READ  Come Royal Caribbean ha reinventato il suo ristorante italiano d'autore

La realtà virtuale sta diventando sempre più importante anche nel mondo del lavoro, una tecnologia in grado di abbattere le distanze e di migliorare l’efficienza organizzativa, in particolare per ciò che riguarda le relazioni interpersonali.

Se in questi ultimi mesi la necessità di comunicare rapidamente tra persone presenti in città o addirittura nazioni diverse, anche molto lontane tra loro, si è resa ancora più evidente e ha portato a un ampio utilizzo di sistemi di chat e videoconference sempre più avanzati, con le tecnologie VR si aprono scenari ancora più interessanti, con la possibilità di dare vita a veri e propri ambienti condivisi.

Proprio in quest’ottica nasce il progetto Horizon Workrooms presentato da Facebook, grauito per chi utilizza il visore Oculus Quest 2 e fondato proprio sull’utilizzo della realtà virtuale per svolgere incontri di lavoro e riunioni fino a 50 partecipanti.

La novità, rispetto alle classiche videoconferenze su Zoom, sta nel fatto che con Horizon Workrooms ciascun utente viene rappresentato da un avatar gestito tramite il visore e che si muove seguendo gesti e azioni della persona connessa. Una volta entrati nel sistema, ci si ritrova all’interno di una sala conferenze virtuale, con tanto di tavolo e sedie sulle quali si accomodano tutti i partecipanti alla riunione: in sostanza, non ci si limita più alla sola condivisione dello schermo ma ci si ritrova in uno spazio comune che rende l’incontro ancora più vivido.

Horizon Workrooms sembra destinato a modificare profondamente le modalità di interconnessione in ambito lavorativo, aprendo la strada anche ad altre possibile applicazioni. Non sorprenderebbe, infatti, un’eventuale applicazione futura di questo sistema anche ad altre situazioni, come la creazione di uffici virtuali in cui i dipendenti in smart working possono ritrovare parte della tradizionale dimensione fisica sfruttando il digitale.

Il mondo del lavoro è già radicalmente cambiato in pochi anni, ma è facile immaginare che la rivoluzione non si arresterà qui, dando vita a un sistema completamente nuovo votato all’efficienza e, si spera, a un miglioramento nel benessere delle persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *