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#vengoconquestamiadirvi

DI Franco di Biase

Or dunque il sindaco, il candidato sindaco, al comune di Campobasso DEVE essere deciso da Roma sentite le dichiarazioni dei responsabili regionali (una volta si chiamavano segretari). Proprio queste dichiarazioni: “Disponibili a discutere, purché l’indicazione venga da Roma ed il candidato sia della Lega”. Dichiarazioni diffuse da televisioni locali ed attribuite ai responsabili regionali di Forza Italia e della Lega. Discussioni interne ai partiti di centrodestra ma che riguardano tutti i molisani. Dichiarazioni del genere fanno capire che la politica oramai, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno ricordarlo, è fatta per interessi e crescite personali. Per interessi che coincidono con il territorio solo nel momento in cui sia il territorio stesso a pagare gli emolumenti al politico di turno. Per il resto adottano, i politici/segretari/ma alcuni eletti in genere, il comportamento dell’irreprensibile impiegato dell’ufficio postale, impiegato che, magari, ci nega il cambio delle monete metalliche con banconote perché non previsto, il cambio, da alcuna normativa interna. Siamo a questo livello: non si prendono iniziative personali per non disturbare il MANOVRATORE. Oppure da consiglieri regionali, si adottano comportamenti in contrapposizione netta per far prolificare la propria situazione economica/politica, buttando nel bidone dell’indifferenziata i diritti del popolo votante. Sissignore, i diritti del popolo votante. Il popolo, parola sempre comunista, che ha votato, che ha diritto di essere rappresentato. Quel popolo cui importa relativamente come si chiami questo o quell’assessore, quel popolo che vuole i fatti che fanno migliorare il proprio livello di vita, ma di sussistenza. Andiamo a vedere: si vuole l’intervento di Toma per redimere il conflitto sul nome del candidato del centrodestra al comune di Campobasso. Giusto far intervenie il presidente della giunta regionale è cosa buona politicamente. Buona sino a quando chi l’ha proposto alla presidenza della giunta regionale, non facci candidate qualche cognato in qualche altro polo politico, e tutti i giochi cadrebbero. Quindi tutti sotto la spada del proprio “Damocle”, per conservare il proprio status, la presentazione del proprio codice iban alla segreteria in questione. Poi, come in questi giorni, con il Governo che ha esautorato il presidente della giunta regionale dalla gestione di tutto, o quasi, i dubbi salgono sull’impegno politico anche sugli altri eletti e si arriva a dubitare della fattiva, elezione dei nostri rappresentanti parlamentari. Quindi ci troviamo di fronte a questa situazione: Roma decide il candidato del centrodestra al Comune di Campobasso, due dei tre segretari pilatescamente se ne lavano le mani, e dicono di volerlo cambiare solo se Roma decidesse di cambiarlo. Fanno pensare al trio comico dei “ditelo voi” in uno dei loro sketch comici (i gomorroidi) dove interpretando il figlio del boss che usava sempre dire: “….ha ditte papà…..”. Poi abbiamo gli eletti in consiglio regionale che pur di difendere il proprio “scannetto” non usano mezze misure e decidono di fare le rivoluzionarie pro domo loro, invece di cercare una trattativa con Roma, con la Lega, per cercare di sbloccare qualcosa in Molise. Si ricorda il blocco delle assunzioni in sanità, l’utilizzo dei pensionati, utilizzo che escluderebbe l’inserimento di giovani, la nomina dei commissari sia in sanità che nella ricostruzione. Ed in tutto questo: i nostri parlamentari, ricordiamo sono parlamentari di maggioranza, non dicono assolutamente niente. Partecipano solo agli eventi e partecipano alle votazioni in aula rispondendo come ordini di partito, ovviamente. La situazione mi attanaglia il cuore, politico, spero tornino le riunioni di partito, le discussioni tra semplici iscritti che determinavano la nascita di politici almeno qualche volta ascoltati.

Statevi arrivederci

Di admin

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