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Pendolari, perchè tartassarli con l’aumento dei biglietti?

A cuore aperto con i lettori. Perché?

Caro Dardo,

Il Defr che verrà licenziato dall’aula di Palazzo D’Aimmo contiene, in prevalenza, un aumento dei costi che andranno a gravare su quanti già sono tartassati. Si parte dall’aumento del costo del biglietto del trasporto pubblico,(+40%), già flagellato da autobus che si incendiano, mezzi sporchi e treni obsolet; per passare paradossalmente all’aumento dei costi per il Consiglio regionale, la cui dotazione aumenta di 200mila euro (da 5,8 a 6 milioni). Naturalmente, in merito, sono stati tutti bocciati gli emendamenti delle opposizioni, in particolare quelli del Movimento 5 Stelle, che aveva proposto un taglio di 750 euro lordi per capigruppo e presidenti di Commissione e di 1500 euro lordi per assessori e presidente di Giunta e Consiglio. Poi altro pastrocchio, quello della soppressione degli Enti provinciali per il turismo di Campobasso ed Isernia, in quanto essendo così bravi ad attrarre turismo da poterci permettere la soppressione degli enti ad hoc. Le uniche proposte sensate quelle delle opposizioni che hanno visto approvata, la proposta del Pd per ridurre l’addizionale regionale all’accisa sul consumo di gas metano per i nuclei che risiedono nei Comuni montani. Allora mi chiedo: perché? Perché tartassare chi già vive situazioni di disagio, perché prendersela con chi è costretto a fare salti mortali per lavorare, penso ai pendolari, e aumentare i costi della politica? Perché continuare a mantenere in piedi le strutture commissariali delle comunità montane? Perché a mancare è sempre una progettualità di sviluppo economico? Dopo un anno di governo, da elettore del centrodestra, mi sento tradito ed offeso dalla mia parte politica.

Marco Di Biase

Gentilissimo signor Di Biase,

non se la prenda più di tanto. Insomma, non si faccia il sangue amaro. E non se lo facciano tutti i molisani che come lei hanno creduto (e votato) che quello capitanato da Donato Toma fosse un governo di centrodestra. Errore. Anzi, inganno.  Toma, la giunta, la maggioranza sono nominalmente di centrodestra ma sostanzialmente fanno la politica di centrosinistra. Per cui proseguono il programma del governo di centrosinistra capitanato da Paolo di Laura Frattura con Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro e Nicola Cavaliere  (oggi sedicenti assessori di centrodestra) e l’altrettanto sedicente di centrodestra, il presidente del consiglio regionale, Micone . Essendo sostanzialmente ciò che sono, non potevano che fare con Toma ciò che avrebbero fatto con Frattura: aumentare il costo dei servizi sociali, tagliare le risorse destinate agli investimenti, eliminare gli Enti territoriali che non gli vanno a genio e prolungare l’agonia delle comunità montane per ristorare con qualche migliaio di euro al mese i commissari liquidatori, tenere in vita  il consiglio d’amministrazione dell’autostrada del Molise e altre prebende clientelari che pesano ingiustificatamente sull’erario regionale. Naturalmente non potevano far altro che aumentare ulteriormente il guiderdone personale (la scarsella, il malloppo, per intenderci). Lei segnala il tentativo dei 5 Stelle. Ma sono ragazzi e, purtroppo, sono finiti nella rete anche loro degli inganni, del politicamente corretto (altrimenti occuperebbero l’aula consiliare fino allo sfinimento obbligando la rete dell’informazione nazionale ad occuparsi dello scandalo politico molisano), per cui offrono inermi  la loro testa alla ghigliottina della maggioranza, né gli basta il soccorso (episodico) della Aida Romagnuolo e di Michele Iorio sui temi, gli argomenti e le votazioni che servirebbero alla collettività e puntualmente affossati. Quello che abbiamo è un governo regionale figliato dal centrosinistra (prima o poi qualcuno svelerà come, da chi, e perché è stato scelto Toma) e come tale avverte l’obbligo morale di comportarsi da figlio del centrosinistra. Difatti, alla Regione sono stati confermati tutti i vertici dirigenziali scelti da Frattura e, proprio in questi giorni, con la sanità regionale che cade a pezzi, che si candida ad essere la peggiore d’Italia (basta dare un’occhiata al registro dei decessi) ha confermato il direttore dell’Asrem. E che dire della inanità programmatica, della incapacità a scegliere e a decidere, delle centinaia di milioni del Patto per il Molise e dell’area di crisi industriale complessa inutilizzati dal 2015? E dei lavoratori della Gam, dell’Ittierre e dello Zuccherificio? Non voglio tediarla con altri esempi. Bastano e avanzano quelli che le ho ricordati. Si consoli: lei elettore di centrodestra è stato ingannato, raggirato, turlupinato da abili e inconfessati turlupinatori politici. La prossima volta, conoscendoli, sarà certamente più attento.

Dardo

Di admin

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