Made in Italy: come Fendi conserva i monumenti nazionali d’Italia

Italia la grande potenza È stato a lungo un centro per l’arte, l’architettura e il design. Dalle cupole e dagli archi dell’antica Roma al Novecento case Dominare la settimana della moda milanese, ‘La Bella Figura’, o ‘Looking Good’, fa parte del DNA nazionale – Storia dell’estetica Fendi cerca il campionato e sostenibilità.

Il marchio rumeno ha partecipato negli anni a varie attività di sponsorizzazione, che supportano, valorizzano e mantengono Eccellenza italianaCompresi i lavori di restauro della Fontana di Trevi. Nel 2015 Fendi ha scelto il neoclassico Palazzo della Civiltà Italiana (costruito nel 1938) come sede europea, aprendolo successivamente al pubblico per mostre e installazioni. Poi, nel 2020, è arrivato il progetto più ambizioso del brand fino ad oggi: il restauro del Tempio di Venere e di Roma.

© Foto del tempio di Stefano Castellani

Per quasi 2000 anni, la lealtà dell’imperatore Adriano a Roma è stata messa in discussione. Per fugare i dubbi, decise di costruire un tempio in onore degli dei Roma – personificazione dello stato romano – e di Venere, che si credeva essere l’antenata del popolo romano attraverso suo figlio Enea, sopravvissuto alla caduta di Troia che fuggito in Italia.

Il tempio doveva essere il più grande in assoluto della città, eretto tra il Foro e il Colosseo. Adriano fece rimuovere persino il Colosso neroniano, una statua in bronzo dell’imperatore Nerone alta 30 metri, per fare spazio, un’impresa in cui propagò 24 elefanti.


Il monumento era architettonicamente sbalorditivo. La sua caratteristica distintiva erano due stanze adiacenti contenenti statue di divinità. In altri luoghi, lo stucco era ricoperto di foglia d’oro e intricati busti di nicchie. Il colore violaceo delle colonne di porfido si nota ancora oggi, in contrasto con il marmo verde Cipollino.

Nel corso dei secoli il tempio è stato oggetto di notevoli saccheggi. Fu distrutta da un incendio nel 307 d.C., e poi, per aiutare a finanziare la persecuzione dei pagani, come con molti edifici romani, fu presa di mira per i suoi ricchi materiali. Nel 625 papa Onorio ottenne una dispensa speciale per spogliare le lastre di bronzo del soffitto per decorare la Basilica di San Pietro in Vaticano.


Sfilata Fendi Autunno/Inverno 2019/20 al Tempio di Venere e Roma

fendi Ha pompato circa 2,1 milioni di sterline per riparare alcuni dei danni. Il restauro, terminato a luglio 2021, mirava a valorizzare tutto, dai soffitti ai pavimenti, oltre a migliorare l’accessibilità con l’ascensore.

Sebbene gran parte del Tempio di Venere e di Roma sia andata perduta nel tempo, i coordinatori del progetto hanno escogitato la soluzione innovativa di utilizzare fasci di luce per “suggerire” determinati elementi, tra cui colonne, statue di divinità e volte a soffitto. Attraverso il gioco di luci e ombre, i visitatori dovrebbero essere in grado di immaginare il tempio com’era al tempo di Adriano.

Nelle parole di Silvia Venturini Fendi, direttore artistico del menswear e accessori e testimonial del progetto, quando visiti l’edificio, “Lo senti nell’aria, e quando il sole tramonta… Ai margini della collina di Vilia nel sera, c’è un momento in cui il tempo si ferma e il rumore della vita moderna scompare. in sottofondo.”

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