Relazioni e informative societarie
Requisiti legali e normativi
Le società nella tua giurisdizione sono soggette a requisiti legali o normativi in materia di segnalazione o divulgazione dei diritti umani?
D.Lgs. 254/2016L’attuazione della direttiva 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e sulla diversità impone l’obbligo di redigere, per ciascun esercizio, una dichiarazione che consenta di comprendere l’attività e le performance dell’impresa in relazione all’ambiente, alla società, gestione delle risorse umane, diritti umani e anticorruzione. Gli enti di interesse pubblico devono effettuare una dichiarazione per ogni esercizio in cui hanno avuto, in media, più di 500 dipendenti e che, alla data di bilancio, hanno superato almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali:
- Bilancio totale: 20 milioni di euro; O
- Totale ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro.
In conformità alla normativa nazionale, le seguenti società italiane destinate a scopi specifici devono, tra l’altro, pubblicare una relazione annuale sull’impatto sociale e ambientale delle loro attività e sul raggiungimento dei loro obiettivi e della loro missione:
Qual è la natura e l’estensione della segnalazione o della divulgazione richiesta?
La comunicazione di informazioni non finanziarie e relative alla diversità deve includere l’attività che l’ente intraprende in relazione a:
- Gestione sociale e gestione del personale, comprese le azioni intraprese per garantire la parità di genere, le misure per attuare i pertinenti accordi delle organizzazioni internazionali e transnazionali, i dettagli del metodo per condurre il dialogo con le parti sociali; E
- Rispetto dei diritti umani, comprese le misure adottate per prevenire le violazioni e le azioni intraprese per prevenire atteggiamenti e azioni discriminatorie.
Per quanto riguarda le società finalizzate, le informazioni da presentare nella relazione annuale devono rispettare specifici criteri previsti dal legislatore per ciascuna situazione giuridica. in particolar modo:
- Secondo la Legge 208/2015, le aziende beneficiarie devono redigere un report che presenti tutte le informazioni relative al raggiungimento degli obiettivi di mutuo vantaggio previsti dalla normativa e misuri l’impatto generato dall’azienda nelle aree rilevanti, quali governance, dipendenti, stakeholder e l’ambiente;
- Per quanto riguarda i progetti innovativi con professione sociale, nel 2015 la Circolare 3677/C emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto l’impegno per tali startup a pubblicare annualmente una Valutazione di Impatto Sociale, redatta secondo le linee guida contenute nella pubblicazione; E
- Ai sensi dell’articolo 9 del D.Lgs. 112/2017, anche le imprese sociali e le cooperative sociali devono pubblicare un bilancio sociale secondo le linee guida emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 4 luglio 2019.
Chi sono i soggetti che applicano tali requisiti e qual è l’estensione dei loro poteri?
Da un lato, è prerogativa del consiglio di amministrazione assicurare che la divulgazione di informazioni non finanziarie e relative alla diversità sia predisposta e pubblicata. Ai sensi dell’articolo 8 del D.Lgs. 254/2016, le sanzioni pecuniarie sono determinate e applicate ai membri del Consiglio di Amministrazione in caso di inosservanza.
Il Collegio Sindacale, invece, vigila sull’informativa, considerando principalmente:
- rispettare le leggi e i regolamenti, nonché i principi di corretta amministrazione;
- adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo, contabile e di controllo interno; E
- L’adeguatezza dei processi di identificazione e gestione dei rischi aziendali, nonché di estrazione e rendicontazione dei dati rilevanti ai fini dell’informativa.
L’informativa è inoltre soggetta a vigilanza esterna da parte dell’ente preposto alla revisione legale del bilancio d’esercizio della società. Tale presidio è connesso all’attuazione e al rispetto del D.Lgs. 254/2016. L’ente deve rilasciare un’attestazione sulla rispondenza delle informazioni contenute nell’informativa ai requisiti stabiliti dal decreto legislativo.
Per quanto riguarda le società orientate allo scopo:
- Le società beneficiarie sono soggette a controllo antitrust e sanzioni in relazione a pubblicità ingannevoli (Decreto Legislativo 145/2007) e pratiche commerciali sleali ( codice del consumo);
- Le startup innovative con professione sociale sono sottoposte annualmente alla verifica da parte della Camera di Commercio del rispetto degli adempimenti di legge;
- Le imprese sociali sono controllate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che istituisce ispezioni e può disporre la decadenza dallo status; E
- Le cooperative sociali sono sottoposte al controllo statale e, in caso di irregolarità, le conseguenze sono la cancellazione dall’albo, lo scioglimento per atto d’autorità e l’obbligo di trasferimento dei beni.
Criteri volontari
A quali standard volontari le aziende dovrebbero fare riferimento per orientarsi sulle migliori pratiche in relazione a qualsiasi regime di segnalazione e divulgazione dei diritti umani applicabile?
La maggior parte delle aziende – in primo luogo le corporazioni – approva pubblicamente il proprio impegno a rispettare i principi intergovernativi in materia di diritti umani, diritti del lavoro e tutela dell’ambiente adottando codici di condotta basati su tali principi.
Strumenti utili per aumentare gli standard sui diritti umani includono:
- principi e quadri internazionali (come i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, i principi guida per lo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione economica, il Global Compact delle Nazioni Unite e gli obiettivi di sviluppo sostenibile); E
- Standard speciali di valutazione delle certificazioni (come SA 8000, ISO 26000, Impact Assessment B e standard GRI).
Due diligence aziendali
Requisiti legali e normativi
Le aziende nella tua giurisdizione sono soggette a requisiti legali o normativi di due diligence sui diritti umani?
Prescrizioni specifiche per le imprese sono previste dal D.Lgs. 231/2001.
Il regolamento (UE) 2017/821 stabilisce gli obblighi di dovuta diligenza, catena di approvvigionamento, sistema di gestione, informativa e audit di parte terza per gli importatori nell’UE di metalli o metalli contenenti stagno, tantalio, tungsteno o oro.
Qual è la natura e l’estensione della due diligence richiesta?
Con il D.Lgs. 231/2001 deve essere adottato il modello di organizzazione gestionale. Devi fornire:
- rispetto delle norme tecnico strutturali di legge relative ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, fattori chimici, fisici e biologici;
- attività di valutazione dei rischi e predisposizione alle successive misure di prevenzione e protezione;
- Attività di carattere organizzativo, quali emergenze, primo soccorso, gestione appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
- attività di sorveglianza sanitaria;
- attività di informazione e formazione per i lavoratori;
- Attività di monitoraggio sul rispetto delle procedure e delle istruzioni per il lavoro in sicurezza dei lavoratori;
- ottenere documenti e certificati richiesti dalla legge; E
- Verifiche periodiche sull’applicazione e l’efficacia delle procedure approvate.
Un codice di condotta deve inoltre essere adottato per:
- Informare i soggetti interni alla Società ed i terzi circa la natura ei contenuti dell’impegno della Società nella lotta alla criminalità e alle condotte illecite, richiedendo loro di sottoscrivere un espresso impegno al rispetto della legge e delle norme del Codice stesso;
- Aumentare la consapevolezza e la conoscenza dell’etica e delle politiche aziendali tra i dipendenti per ottenere la loro approvazione e supporto nella lotta alla corruzione e alla frode, e contro la negligenza in materia di sicurezza sul lavoro e tutela dell’ambiente; E
- Sostenere la reputazione dell’azienda per aumentare la fiducia del pubblico.
Sia il Modello di organizzazione gestionale che il Codice di comportamento devono essere pubblicati.
Chi sono i soggetti che applicano tali requisiti e qual è l’estensione dei loro poteri?
Un organo di controllo dovrebbe essere eletto per:
- Presidiare l’efficacia e l’adeguatezza del modello di organizzazione gestionale.
- Valutare e suggerire eventuali aggiornamenti o modifiche necessarie al modulo;
- eseguire controlli sul modulo; E
- Ricevi segnalazioni relative a potenziali reati o illeciti istituzionali.
A quali standard volontari le aziende dovrebbero fare riferimento per orientarsi sulle migliori pratiche relative a qualsiasi regime di due diligence aziendale rilevante per i diritti umani?
Per valutare i propri rischi per i diritti umani, le organizzazioni possono applicare:
- principi e quadri internazionali (come i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, i principi guida per lo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione economica, il Global Compact delle Nazioni Unite e gli obiettivi di sviluppo sostenibile); E
- Standard speciali di valutazione delle certificazioni (come SA 8000, ISO 26000, Impact Assessment B e standard GRI).
La legge ha menzionato la storia
Corretto come di
Indicare la data in cui le informazioni di cui sopra sono esatte.
31 gennaio 2021.

Sara Esposito è autrice per gazzettamolisana.com e si occupa di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, spettacolo e lifestyle. Attraverso un approccio chiaro e informativo, offre contenuti aggiornati e affidabili, con l’obiettivo di raccontare notizie e storie che siano utili e rilevanti per i lettori.
