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Presto al voto: i tempi cambiano ?

di Nicola Felice

Chi come me ha i capelli bianchi, anche se pochi, ricorderà i “tempi d’oro” nel calcio, gioco prediletto dagli italiani, quando grandi società (Juventus, Inter, Milan), sostenute dai rispettivi “padroni” (Agnelli, Moratti, Rizzoli) si dotavano di una ricca rosa di giocatori, e campioni, da poter comporre due squadre, ugualmente competitive, con l’allenatore spesso nel dubbio di quale squadra far scendere in campo la Domenica.

Oggi con l’avvicinarsi delle elezioni irrompe, crescendo a vista d’occhio, il movimentismo politico. Tanti  “personaggi” dell’attuale classe politica, che negli ultimi tempi si sono “risparmiati” chiudendosi, in apparenza, in un “religioso” silenzio, eludendo così temi di primaria importanza per i cittadini, uno per tutti la Sanità, quasi a vivere, tranquillamente, in un altro mondo.

Per alcuni ottimisti, sembra che quei “tempi d’oro” di allora, moltiplicando partiti e coalizioni, possono ripetersi oggi ed essere  vissuti  dall’attuale classe politica, come nulla fosse successo nell’ultimo decennio. Ciò pare confermato dagli eventi e annunci, più o meno recenti, del centrosinistra Molisano, oltre a quello nazionale, che si ripropone, come in passato, laboratorio politico nazionale, prospettando ben due coalizioni di centrosinistra, nelle prossime elezioni regionali del 2018.

Penso proprio che il centrodestra, soprattutto quello Molisano, per non essere da meno al principale avversario di sempre, risponderà alla pari.

Assodato che il “voto di opinione” ormai è merce rara, le coalizioni di centrosinistra e centrodestra,  soprattutto nel Molise, ignorando, erroneamente, la presenza del terzo incomodo (M5S), credono di continuare a captare, anche in futuro, la maggioranza del consenso degli elettori con il “voto organizzato”, ossia numerose liste e listarelle dove “intruppare”, soprattutto, amministratori vissuti e viventi.

Questa volta, l’operazione, è rischiosa assai, visto la disaffezione verso la, quasi, totalità della classe politica e amministrativa. Ciò dipende dal disagio che i cittadini vivono ancora oggi, a seguito della lunga e ancora attuale crisi economica-sociale, ma soprattutto dalla diminuzione, inefficienza e criticità in cui versano servizi fondamentali: occupazione, sanità, infrastrutture, trasporti,…

Allo stato attuale dell’arte,  i cittadini elettori potrebbero rifugiarsi sia nell’astensione, disertando il voto, ma anche e più correttamente, essendo un diritto-dovero, partecipare esprimendo un “voto di rabbia”, se pure l’unico scopo è: rovesciare il “tavolo apparecchiato” dai soliti noti.

Questo dovrebbe far riflettere ai “più”. Comunque sia, ne vedremo delle belle !

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Annamaria Palmieri

    In Molise mancano figure di tutto rispetto in termini di competenza, dirittura morale, intraprendenza. Tutte doti che devono appartenere al politico che voglia dirsi tale, ma che purtroppo hanno lasciato il posto all’incompetenza, alla logica del tornaconto personale e della clientela. Rimango letteralmente basita nell’udire nomi che hanno fatto solo del male al Molise e che, privi di ogni dignità ed onestà intellettuale, attribuiscono ai molisani la loro ricandidatura. Quali molisani? Quelli che avranno anch’essi il loro tornaconto nel dare un certo voto? Il Molise cadrà nel baratro se continuerà a rifugiarsi in questa logica feudale!

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