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Asrem 118 Molise

E la giunta regionale stabilisce di stabilire cosa avrebbe stabilito l’Asrem!

 

Il Piano di rientro dal disavanzo sanitario è come la tela di Penelope, viene tessuto di giorno e di notte disfatto, almeno così sembra, visto che non se ne viene a capo, nonostante la Regione e l’Azienda sanitaria regionale (Asrem) il 4 febbraio 2015 abbiano stipulato un Protocollo d’intesa “per l’attuazione di attività ed interventi di prevalente competenza Asrem, che per la loro strategicità ed attinenza in ordine agli obiettivi posti dal Piano di rientro è opportuno che vengano svolti e perseguiti congiuntamente”.  Sulla scarsa chiarezza del virgolettato non abbiamo responsabilità. Ma s’intuisce che per il rientro dal debito sanitario, il ruolo dell’Asrem è prevalente e che la Regione è interessata a conoscere  e a seguire il meccanismo. Così almeno  pare. Nel Protocollo d’intesa sono stati fissati questi obiettivi: l’implementazione del sistema informativo di gestione del Centro unificato di prenotazione (Cup); il potenziamento e il miglioramento del sistema Tessera sanitaria; l’attuazione del progetto di dematerializzazione della ricetta del Servizio sanitario nazionale (Ssn) finalizzato al miglioramento dell’attività prescrittiva dei medici specialisti ospedalieri e all’appropriatezza clinico assistenziale; l’attivazione sul territorio regionale del sistema per la gestione  del Numero unico di emergenza europeo (Nue 112), in coerenza con le previsioni della normativa europea. Obiettivi che, letti con un minimo di capacità d’analisi e di critica, sembrano poco influenti sulla formazione del debito e, soprattutto, sulla capacità di ridurlo. Stringi stringi, la messa in piedi di questa sinergia così pomposamente proposta e commentata, a conclusione dello scambio e la condivisione delle conoscenze e di specifici accordi, all’esame degli atti amministrativi che l’hanno ratifica,  s’è risolta nel passaggio di dipendenti dell’Asrem con qualifica dirigenziale presso la direzione generale per la Salute, affinché “in collaborazione con il personale regionale assegnato a tale strutture”, venissero superate le criticità presenti nel Sistema sanitario regionale. Stando al Protocollo d’intesa, gli obiettivi da raggiungere chiaramente indicati e sottoscritti, non sono affatto destinati al superamento delle criticità presenti nel Sistema sanitario, bensì al Piano di rientro dal debito sanitario.  Per cui, col paravento del Piano di rientro del debito e della necessità di interagire tra l’Asrem e la Regione, la direzione generale per la Salute s’è vista gratificata della possibilità di utilizzare personale di ruolo dell’Asrem, con qualifica dirigenziale, “per il superamento delle criticità presenti nel Sistema sanitario regionale”. Cosa c’entrino il Piano di rientro e  cosa gli obiettivi concordati con il Protocollo d’intesa, resta un esercizio che lasciamo al lettore ed eventualmente ai protagonisti che l’hanno congegnato. A chi scrive rimane ancora di annotare che il 23 novembre 2016 la direttrice generale della Salute, Marinella D’Innocenzo, ha ribadito la necessità di continuare ad avvalersi della professionalità della dottoressa Paola Sabatini e del dottore  Francesco Sforza, entrambi dipendenti della Asrem, per  garantire la prosecuzione delle attività di cui al Protocollo d’intesa sottoscritto l’8 febbraio 2016. La Sabatini e lo Sforza si sono detti d’accordo e disponibili a continuare a svolgere, in posizione di titolarità, il Servizio di autorizzazione e accreditamento (Sforza) e il Servizio di programmazione della rete ospedaliera pubblica  e privata (Sabatini), entrambi i servizi “ricadenti nella direzione generale per la Salute”.  Cosa incidono, in quanto e per quanto, questi due Servizi sul Piano di rientro dal debito sanitario rimane il nodo da sciogliere, tanto più che sia l’uno che l’altro non sono tra gli obiettivi indicati nel Protocollo d’intesa. Ma la cosa da ridere, però, è che la giunta regionale abbia poi deliberato testualmente, “di stabilire che le attività di cui al Protocollo, approvato con deliberazione giuntale 20 del 2016 e sottoscritto l’8 febbraio dello stesso mese, assegnate al dottore Francesco Sforza e alla dottoressa Paola Sabatini, sono prorogate per dodici mesi; e di stabilire, conseguentemente che, salvo diverso parere dell’Asrem, l’utilizzazione in posizione di distacco dello Sforza e della Sabatini prosegue per dodici mesi e, dunque, fino al 30 novembre 2017”. Insomma, la giunta ha  stabilito di stabilire cosa avrebbe stabilito l’Asrem. Un capolavoro d’inconcludenza e superficialità. Non a caso il Piano di rientro non rientra, e il Servizio sanitario regionale non funziona.

Dardo

 

 

Di Dardo

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