Home / Politica / La Caserma “Frate” e la Prefettura se non finiranno nelle mani del capitale privato, sicuramente allo Stato

La Caserma “Frate” e la Prefettura se non finiranno nelle mani del capitale privato, sicuramente allo Stato

Il Palazzo di Governo (alias la Prefettura) e la sede del comando provinciale dei carabinieri di Via Mazzini 97 sono stati messi all’asta. Beni pubblici dalla valenza fortemente simbolica potrebbero finire pertanto in mani private, oggetto di speculazione, oggetto comunque di un utilizzo estraneo all’interesse pubblico. Infatti, se ci sarà un imprenditore o un’associazione temporanea d’imprese disposti a sborsare un euro in più di quanto è disposta la Invimit sgr spa, gli stabili corrispondenti alla caserma dei carabinieri e alla prefettura di Campobasso, non saranno più patrimonio della Provincia, ma del ministero dell’Economia e delle Finanze, alias dello Stato. Non saranno più patrimonio dei cittadini molisani della provincia di Campobasso, ma dei cittadini italiani. Alla spoliazione sistematica degli istituti territoriali, il Molise aggiunge quindi anche la spoliazione di beni patrimoniali la cui valenza storica è racchiusa soprattutto nella loro funzione rappresentativa. Ci impoveriamo e ci impoveriscono nella più avvilente indifferenza, sospinti a farci fazione con il “Sì” e con il “No” al referendum costituzionale proposto e pilotato dal Governo, quello che, appunto, sta spogliando il Molise di Uffici e Servizi e al quale, se il capitale privato molisano il 5 dicembre non sarà nella condizione di superare il milione e 900 mila euro per la caserma, e i tre milioni e 300mila euro per la prefettura, il Molise gli passerà la titolarità della caserma e della prefettura. Questa faccenda dai contorni decisamente straordinari, come certamente straordinaria è l’alienazione di due strutture immobiliari che sono nella memoria dei molisani e nella storia urbanistica e architettonica della città,  è conseguenza della follia con cui  la legge Delrio del 2014 ha fatto credere agli italiani che avrebbe smantellate le Province e ha fatto immaginare le Aree vaste che nessuno, oltre i cervelloni governativi, sanno cosa siano e cosa faranno. La Invimit sgr spa (ovvero il ministero dell’Economia, ovvero lo Stato) ha l’obiettivo di acquistare  e di gestire immobili ad uso ufficio di proprietà degli Enti territoriali – in particolare Province e Città metropolitane – concessi in locazione passiva ad amministrazioni centrali dello Stato, ovvero comunque da queste amministrazioni occupati a titolo oneroso. Nel caso di cui stiamo scrivendo, l’immobile di Via Mazzini è quello di Piazza Prefettura sono in fitto al ministero dell’Interno ad uso ufficio, ed inseriti in programmi di valorizzazione, recupero e sviluppo del territorio da parte della Provincia. Costrettavi ad inserirli, diciamolo meglio, perché ha il bilancio in rosso, pertanto obbligata a mettere in atto tutte le soluzioni praticabili per portalo in pareggio. Senza troppi ghirigori dialettici, la maniera più semplice per fare cassa gliela ha offerta lo Stato, proponendo attraverso una sua società immobiliare (la Invimit) l’acquisizione della caserma e della prefettura, stabilendo il valore,  a corpo, in un milione 900mila euro per la caserma e in tre milioni e 300mila euro per la prefettura. Saranno dello Stato sempre che entro il termine di scadenza del bando non si farà avanti un acquirente privato (singolo o in associazione) in grado di offrire di più. Al momento in cui scriviamo offerte private pare non siano arrivate agli uffici provinciali di Via Roma, ma è noto che ci sono strategie che suggeriscono di presentare le offerte  all’ultimo istante per evitare fughe di notizie e possibili altri concorrenti. Dovesse esserci a Campobasso un acquirente privato (singolo o associato)  della forza economica di circa cinque milioni di euro pronto cassa, in un prossimo futuro, ai carabinieri in Via Mazzini e ai prefettizi della piazza omonima, dovremmo sostituire  inquilini della medio/alta borghesia, o trovarci un bed&breakfast o un albergo. Purtroppo, anche in questa circostanza siamo costretti a prendere atto che la Regione Molise, che ha postulato la necessità di indire un concorso internazionale d’idee per la realizzazione della propria sede unica, e che postula tutt’ora la necessità di lasciare  le locazioni private per occupare strutture pubbliche, non ha ritenuto opportuno risolvere le sue esigenze logistiche prendendo in considerazione l’occasione venutasi a creare. L’avesse fatto, avrebbe potuto risolvere i problemi ricettivi lasciando al patrimonio pubblico molisano due immobili di valenza storica e di notevole rappresentatività urbanistica ed architettonica.

Dardo

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Ramundo, cosa fai?

Oggi è stato consegnato alle famiglie interessate dalla raccolta differenziata, a mezzo posta, un opuscolo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*