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Edilizia, si abbia uno scatto di idee

di Giuseppe Saluppo

A trascinare nel baratro il settore edilizio molisano non solo la crisi, ma anche la mancanza di progettualità degli enti locali, la burocrazia con le sue lungaggini ed i suoi incredibili paradossi. L’assenza di una strategia programmatica nei Lavori pubblici. E, allora, perché non accelerare la chiusura dei progetti cantierabili, pubblici e privati, e far partire i relativi cantieri per invertire le dinamiche negative di occupazione e chiusura di imprese edili? Perché, non prestare più attenzione per i Lavori Pubblici?  Perché, non ripensare all’ambiente e al territorio in ottica di economia circolare?    Occorre abbandonare e pure in fretta la logica dell’emergenza. Fare per fare non porta a nulla. La logica dell’emergenza non elimina la paura per il futuro, la precarietà e l’instabilità che stringe nella morsa il Molise e, in parte, anche il Paese. Serve un piano di opere pubbliche a medio e lungo termine, con scadenze definite e risorse certe. C’è tanto da fare. L’80 per cento delle unità abitative non è antisismico. Non abbiamo una rete efficiente ferroviaria e stradale.  Dobbiamo rendere i nostri centri urbani più sostenibili ed efficienti al passo con le sfide contemporanee.  Per tornare a crescere servirebbe uno choc finanziario per due anni da investire su opere pubbliche e infrastrutture. Risorse che produrrebbero maggiore gettito Iva, più contributi previdenziali e rimetterebbero in moto il tessuto produttivo. Centri urbani accoglienti e sostenibili, infrastrutture moderne sono spazi e reti su cui corrono creatività, innovazione e produzione. Una dotazione del territorio adeguata, moderna ed efficiente è un obiettivo primario per restituire competitività al sistema economico. C’è una relazione stretta tra mondo delle costruzioni, competitività del tessuto produttivo e buona qualità della vita. Rilanciare il mondo delle costruzioni significa scommettere sul futuro.

Di Giuseppe Saluppo

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