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“La scuola di via Roma è tra quelle sicure?”

Interessante l’analisi del Movimento Cinque Stelle sulla situazione della scuola elemntare Enrico D’Ovidio a Campobasso

“Facciamo un pò di chiarezza ed informazione (carte alla mano…) sulle condizioni dell’edificio scolastico “E.D’Ovidio” di Via Roma? L’edificio, progettato nel 1911 e realizzato negli anni a seguire, svolge le funzioni di scuola a Campobasso dal 1919, periodo in cui il territorio di Campobasso non era dichiarato sismico. Gli esiti dell’unico studio di vulnerabilità oggi a disposizione (eseguito ai sensi della L.R. 38/2002), ci dicono che l’edificio presenta un rischio di collasso per una intensità di terremoto del VIII-IX grado scala Mercalli. mentre il mantenimento dell’operatività della struttura può verificarsi per un’intensità di terremoto del VI-VII grado scala Mercalli. Ovviamente rapportare la scala Mercalli ad una scala di intensità, non è un fatto matematico, essendo, quella Mercalli, una scala di misurazione del danno provocato. Dell’edificio non esiste un certificato di agibilità perché non previsto nel periodo in cui l’edificio è stato realizzato.
Lo scorso 17 marzo, durante la frequenza dell’edificio da parte degli alunni ex Via Crispi, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASREM effettuò un’ispezione ai locali riscontrandone diverse criticità, soprattutto per carenza di documentazione. Richiesta tale documentazione al Comune e non avendo ricevuto alcun riscontro, la stessa ASREM comunicava al sindaco, con nota del 16 maggio 2016, l’opportunità di disporre il trasferimento degli alunni, avvenuto solo a fine anno scolastico, ma solo relativamente agli alunni di via Crispi, mentre il circolo della “d’Ovidio” continua tutt’oggi a frequentare regolarmente l’istituto.
Intanto l’amministrazione di Campobasso, da qualche tempo, sta pensando ad una riconversione dell’edificio, previa ristrutturazione, per destinarlo ad attività non meglio precisate, presumibilmente di tipo sociale, ricreativo, culturale, ma anche per esigenze degli uffici dell’amministrazione. Per questa operazione è previsto un corposo intervento di miglioramento sismico e ristrutturazione generale, nonché efficientamento energetico, per un milione e mezzo di euro (cifra inspiegabilmente modificata più volte negli ultimi mesi: prima 1.350.000, poi 1.500.000, poi 2.000.000, ora di nuovo 1,500.000…). un intervento sicuramente necessario per continuare ad utilizzare l’edificio, tanto che nella scheda tecnica allegata alla programmazione del finanziamento viene riportato che l’edificio presenta carenze e criticità strutturali, ulteriormente incrementate dalla recente frequenza “combinata” delle due scuole. Sia chiaro: questo intervento avrà bisogno di mesi e mesi, se non anni, prima che possa essere cantierato, quindi assolutamente nulla di imminente, quasi impossibile per il 2017.
Per finire, va ricordato che l’amministrazione, proprio per la cronica carenza documentale, ha inserito l’edificio all’interno dello studio specialistico recentemente commissionato all’Università del Molise per la verifica della sicurezza statica e sismica di undici edifici scolastici cittadini, finalizzato a definirne l’opportunità e la tipologia di eventuali interventi di miglioramento/adeguamento sismico. I risultati di questo studio saranno disponibili al termine dei sei mesi previsti dalla convenzione con l’ateneo.
Alla luce di questo quadro, appare evidente che di certezze relative all’idoneità ed alla sicurezza dello storico edificio di via Roma ce ne sono ben poche. Eppure il Sindaco, solo la settimana scorsa, nel corso della commissione Lavori Pubblici, ha affermato ancora una volta, forse in maniera un po’ azzardata e senza aspettare l’esito degli studi specialistici dell’università, che “via Roma sta a posto”, come del resto tante volte ribadito negli ultimi mesi nel corso di innumerevoli dibattiti consiliari, forse anche per giustificare la regolare frequenza, mai messa in discussione, della scuola primaria D’Ovidio, quest’ultima predestinata al futuro trasferimento presso la vicina via Gorizia. Del resto se il Sindaco non fosse stato convinto della disponibilità immediata della scuola di via Roma, non avrebbe potuto prendere in considerazione l’ipotesi di trasferirvi il Liceo Artistico, liberando i locali di via Scardocchia per destinarli ai piccoli della Don Milani, incolpevoli vittime dello sciagurato immobilismo degli ultimi venticinque anni, sul fronte dell’edilizia scolastica cittadina.
Un atteggiamento più prudenziale suggerirebbe invece di abbandonare idee e proposte affrettate di ricollocare presso l’edificio nuove scolaresche, a prescindere dall’ordine ed il grado, almeno non prima di avere acquisito i pareri tecnici, peraltro commissionati e pagati appositamente, e magari accelerare le procedure per avviare la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell’importante edificio che, evidentemente, alla veneranda età di oltre 100 anni, non ha ancora finito di svolgere le proprie funzioni per la città di Campobasso.

Di Giuseppe Saluppo

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