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TU PER TU COI LETTORI – Campobasso: la città capovolta

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Dardo, la Biblioteca “Albino” continua a restare chiusa. La Casa della Scuola di via Roma è stata chiusa perché non sicura. Al contempo la Bibliomediateca del comune di Campobasso è stata spostata nella ex Scuola elementare F. D’Ovidio chiusa perché non sicura. Ma per ospitare gli utenti di tutti le età della Bibliomediateca lo è. Una città all’inverso. Priva di un filo logico

Saluti

Antonio Banderuola

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Eh sì! Una città all’inverso, anzi capovolta. Al posto della testa ha i piedi, e al posto dei piedi la testa. Per cui è senza idee e non muove un passo. Di esempi che possono avallare questa immaginaria rappresentazione, oltre quelli espressi dal nostro attento lettore Antonio  Banderuola, ne potremmo aggiungere a iosa (Campobasso ospita la Regione che però non ha una sede; potrebbe rivendicare la disponibilità del Distretto militare e non la rivendica; il terminal delle autocorriere è rimasto incompleto e non collaudato da circa un ventennio; il collegamento pedonale dal terminal a Via Mazzini è iniziato nel 1992 e ancora non vede la fine; la tangenziale Nord ancora non riprende i lavori e sono passati altri dieci anni; la seconda piscina comunale è un cumulo di macerie a Colle dell’Orso e sono stati spesi oltre due miliardi delle vecchie lire; la manutenzione delle strade e dei marciapiedi è una chimera; le concessioni dei loculi cimiteriali, del parcheggio a pagamento, della rete elettrica, del gas e della depurazione alcune sono scadute altre stanno per scadere e nessuno se ne occupa; l’edilizia scolastica era ed è ancora un capitolo aperto; l’Ospedale Cardarelli lo hanno declassato nel silenzio e nell’indifferenza generali). Ma bastano e avanzano gli esempi indicati dal lettore Banderuola, che sono emblematici della generale confusione che ha invaso il Molise in ogni suo anfratto: non c’è un lembo di Molise che non soffra qualcosa, che non denunci carenze, che non debba patire riduzioni di servizi e di rappresentanze. Sulla Biblioteca “Albino”, di assoluto valore storico/documentale, le responsabilità sono molteplici e per essere tali, oggettivamente, confusionarie. Interagiscono la Provincia ( che vegeta, dopo essere stata destrutturata, rapinata, avvilita, e abbandonata); la Regione Molise nella versione peggiore che l’ha contraddistinta, ovvero nella versione interpretata e realizzata dalla giunta presieduta dall’architetto Paolo di Laura Frattura, cui va addebitata la scelta di accantonarla e di cederla al ministero dei Beni culturali che a sua volta, sarà anch’esso in stato confusionale sulla faccenda, al punto di non averla ancora presa in considerazione. Risultato: Biblioteca chiusa e uno dei servizi culturali di maggior pregio e prestigio sottratto ai diritti del cittadino molisano. Il silenzio che circonda questa deprecabile faccenda è assordante ( ci si passi l’ossimoro). In questo guazzabuglio istituzionale il Comune che ha i piedi al posto della testa e viceversa, è consequenziale che non abbia  detto e non dirà mai una parola, non alzerà la voce, dato che da tempo è diventato anche afono, e meno che mai farà valere le sue prerogative politiche e amministrative che detiene nella gestione del territorio, che gli avrebbero consentito di interferire e condizionare il destino della Biblioteca “Albino” in quanto patrimonio del Molise e, specificatamente, della città capoluogo. Stando così le cose per l’”Albino”, si poteva  mai pretendere che avesse mostrato capacità logica nella gestione e nella destinazione della Bibliomedioteca comunale dapprima in Viale Manzoni e ora nel sottoscala della scuola elementare D’Ovidio in Via Roma? Saremmo stati degli ingenui a crederlo, e siccome ingenui non siamo dobbiamo confermare che viviamo un tempo caotico, inconcludente, parolaio a tutti i livelli politici e istituzionali in cui, inabissati i problemi seri e reali della convivenza civile e quelli ancora più seri e reali dell’esistenza, non rimangono che le chiacchiere, i gossip, i comparaggi, i personalismi, l’azzeramento della giunta municipale a qualche mese dal rinnovo dell’amministrazione, le manovre (scoperte e sotterranee) per accaparrarsi una candidatura, un incarico, una prebenda, una seggiola. Insomma un qualcosa che, seppure surrettiziamente, dia la possibilità di esistere.

Dardo

Di admin

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Un Commento

  1. Annamaria Tersiani

    Finalmente qualcuno che usa i termini per come vanno usati! La parola giusta è capovolgimento o, se volete, ribaltamento. Questo perché? Perché è ribaltata la visione del mondo, la percezione dei problemi, la scala di priorità. Se noi cittadini usciamo dal coma e cominciamo, compatti, a farci sentire, vedrete che, se non altro per spossatezza, gli amministratori passeranno dalla sordità all’ascolto, per quanto minimo o graduale. Il problema di Campobasso è anche questo: l’apatia della cittadinanza. E così, con la più completa sfacciataggine, si pensa di imbonire la gente con le renne in villa Musenga piuttosto che con gli alberi giganteschi in piazza Municipio. Questo mi offende in quanto cittadino.

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