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Terra mia ricca di povertà. Molise, il futuro passa da giovani e lavoro.

Terra mia campuasciana ricca di povertà…così cantava Benito Faraone. Ieri, come oggi tempo di partenze per terre lontane in cerca di lavoro. Un andirivieni mai stoppato, anzi ancor più acuitosi negli ultimi anni, così come descritto l’altro ieri nel nostro articolo sull’esodo dei giovani molisani, che ha totalizzato più di 140 condivisioni e più di 10000 contatti a riprova dell’importanza del tema, che però poco importa alla politica. Eppure abbiamo la fortuna di vivere in una Regione ricca di natura, che riposa tra mare, colline e monti, ma che per miopia politica non siamo mai riusciti, appieno, a sfruttare per creare lavoro, ricchezza, prosperità. Appunto il lavoro. Infatti ciò che spinge migliaia di molisani, giovani e meno giovani, ad abbandonare il Molise è sicuramente la mancanza di lavoro che affligge la nostra Regione. Purtroppo a seguito della fallimentare gestione delle crisi aziendali che hanno colpito alcune tra le più importanti industrie/imprese molisane, penso alla Gam, all’Ittierre, allo Zuccherificio etc, la classe politica molisana non è riuscita a risollevare le sorti economiche della Regione. Purtroppo si è continuato a dar credito a millantatori e opportunisti che hanno banchettato su quelle che erano le punte di diamante dell’economia molisana. E da allora abbiamo conosciuto solo investimenti fallimentari, imprese collassate e furbi che hanno approfittato della situazione e sono fuggiti col malloppo, il tutto a nostre spese. Abbiamo da sempre il problema della viabilità che sicuramente non incentiva alcuna imprese a venire ad investire nel nostro territorio, ed inoltre penalizza ancor più le aree interne, un patrimonio di arte, cultura e natura incontaminata che però è abbandonato a sé stesso. Purtroppo l’insieme di questi fattori negativi sta impoverendo sempre più, economicamente e socialmente, il nostro Molise, minandone il futuro e l’autonomia. Poiché il futuro e il mantenimento dell’autonomia dipendono dai giovani ma se i giovani vanno via, senza poter nemmeno più coltivare il sogno di poter ritornare, come invece cantava Benito Faraone, la nostra terra non sarà altro che un bellissimo set per un film western. Non lasciamo morire la nostra terra, siamo ancora in tempo per salvarla.

M.S.

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