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Seduta monotematica sul rendiconto di gestione 201813 o 15 maggio: consiglio comunale a Campobasso da ridere o da piangere (a seconda i punti di vista)

In grave ritardo rispetto alle scadenze di legge, certamente alterato politicamente per via della transumanza di ben 11 amministratori comunali di centrosinistra nelle liste elettorali di centrodestra, compresi gli assessori Sabusco e De Bernardo, per i quali il sindaco Battista ha usato l’ostracismo credendo in tal modo di salvare la faccia al Pd e alla maggioranza, il consiglio comunale di Campobasso è stato convocato in prima seduta il 13 maggio e in seconda il 15 per discutere un solo punto all’ordine del giorno (l’approvazione del rendiconto della gestione 2018) e per ascoltare le parole del sindaco intorno al caso degli assessori dimessi, con l’evidente obiettivo di criminalizzarli (politicamente) e guadagnare qualche punticino di stima per averli defenestrati in “articulo mortis”. Un consiglio comunale strampalato, degna chiusura di una stagione amministrativa avara di fatti concreti e ricca di colpi di scena. Che in chiusura del mandato popolare ha raggiunto l’acme. Con la defenestrazione degli assessori Sabusco e De Bernardo e il passaggio (armi e bagagli) di una pletora di consiglieri nelle liste del centrodestra i quali, a mo’ dei topi della nave che affonda (il centrosinistra), se la sono data a gambe (Molinari, Sanginario, Colagiovanni, De Bernardo, Columbro, Di

Renzo, Montanaro, Sabusco, Maroncelli, Madonna e Sarli). Non poteva che finire nel tragicomico la politica comunale che da alcuni lustri si diletta di trasformismo, personalismo, clientelismo, sollecitando di riflesso il corpo elettorale a perdere coerenza e a darsi anch’esso all’assecondamento delle paturnie e della mattane politiche e amministrative di coloro che hanno votato prima a destra e poi a sinistra, e chiedono ora di essere rivotati a destra, tra le braccia ecumeniche dell’assessore regionale Vincenzo Niro (Popolari  per l’Italia), inopinato quanto imprevisto maggiorente politico, signore delle malie e delle attrazioni, dispensatore di cariche, incarichi e carriere. Ma diciamolo: se non ci fosse qualcuno ad accogliere i transfughi probabilmente non ci sarebbero i transfughi, sottospecie politica purtroppo in forte ascesa. Ciò cui siamo costretti ad assistere è un girotondo bambinesco e miserevole sotto l’aspetto morale, ammesso che la morale sia ancora un valore e sia ancora nelle corde ideali (non più ideologiche) dei partiti. Con una eccezione, però, che va menzionata e sottolineata: l’estraneità dei consiglieri del movimento5 Stelle a questi balletti, gli unici che non hanno pesi trasformistici sulle spalle e che non devono emendarsi di niente se non della circostanza  di essere stati  “monoculi in terra caecorum”. Hanno fatto opposizione senza alcuna possibilità di modificare il corso degli eventi che, nella Campobasso del Terzo millennio, si lasciano ammirare negli abusi edilizi, nelle concessioni a costruire con la manica larga della mai troppo vituperata legge regionale 30  (un intervento straordinario e temporaneo di matrice berlusconiana lasciato in vigore dal 2009!!! – ndr), meglio nota agli speculatori come “Piano casa” (per i curiosi e gli appassionati di volumetrie edilizie e di quanti vogliono rifarsi gli occhi alla bellezza architettonica (!), segnaliamo le costruzioni all’altezza del semaforo di Via Principe di Piemonte e quella in Via Conte Verde all’altezza dell’ex sede Rai). Emblemi di una città che sul piano urbanistico ed edilizio ha realizzato il più becero degli indistinti abitativi. Bene. Anzi, male. Questa amministrazione è giunta al capolinea. V’è giunta debilitata, esausta, avvilita, mortificata dalle fughe, dai ripensamenti, dai riposizionamenti. Per cui diventa intrigante (ma non interessante, vista la qualità politica dei protagonisti) vedere come andrà a finire, come si concluderà, con quale esito, con quali argomentazioni, con quali presupposti amministrativi la seduta consiliare di cui stiamo parlando dedicata all’approvazione del rendiconto di gestione 2018. I 9 consiglieri comunali e i due assessori di maggioranza passati nelle liste del centrodestra cosa faranno? Voteranno il risultato di ciò che dicono una gestione fallimentare e il motivo per cui sono trasmigrati a destra, o non voteranno, o voteranno contro, come sarebbe logico e consequenziale non essendo più, oggettivamente, di centrosinistra?  Si presenteranno in consiglio comunale o diserteranno, come sarebbe dignitoso per loro, la seduta consiliare lasciando al residuo umano e numerico del centrosinistra l’onta del fallimento e  l’onore delle armi? Qualunque cosa accadrà sarà una farsa. Alias, una buffonata.

Dardo

 

Di admin

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