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Reddito di residenza attiva e fondi per la coesione territoriale e lo sviluppo

Ha gonfiato il petto e ha sorriso come sempre, con implicita soddisfazione il presidente della giunta regionale del Molise Donato Toma. Lo ha fatto nel corso della conferenza stampa in cui ha dato due buone notizie e altre, ha detto, le riserva per il futuro. Siamo con lui tranne, forse, gli ex lavoratori presso lo Zuccherificio di Guglionesi che nei giorni scorsi hanno chiosato in maniera amara e drammatica  (“… essere senza lavoro vuol dire essere illegali di fronte alla vita, fuori dal circuito della normalità, lontano dal vivere comune”) la loro condizione di difficoltà esistenziale a raffronto con gli effluvi di parole, di annunci, di promesse che distinguono la vita amministrativa regionale in questa lunga transizione verso la concretezza del fare che tarda a venire. Non diversamente, crediamo, i lavoratori della Gam di Boiano e quelli dell’Ittierre di Pettoranello. Aggiungiamo anche le miglia di giovani che frequentano i Centri per l’impiego e inseguono la chimera dell’occupazione e il quadro della realtà è più realtà è più realistico. Due buone notizie intanto, giusto per alleggerire il carico delle delusioni e dei delusi. Riguardano i piccoli comuni di cui il Molise ne vanta a decine. Sono realtà “eroiche”. Resistono alla desertificazione demografica, tenacemente tengono accesa la fiammella della speranza nel futuro, si aggrappano alle tradizioni, avvertono nel profondo il sentimento di appartenenza che li lega al luogo dove sono nati e intendono morirvi. Per i comuni da 1000 abitanti in giù arriveranno sostegni economici e finanziari per mantenere o, meglio, migliorare i servizi essenziali, quelli di cui non si può fare a meno per vivere: sanità e assistenza, per dire. Quindi prenderà forma e sostanza il cosiddetto reddito di residenza attiva: sostegno economico e finanziario in favore di coloro che scelgono di andare ad abitare in comuni che non superano i 2000 abitanti. Due buone notizie, davvero. Soprattutto per la nostra realtà territoriale, la nostra rete amministrativa che, tolti i capoluoghi Campobasso e Isernia e i centri maggiori (Termoli, Boiano, Riccia, Trivento, Larino, Venafro, Agnone …), si identifica in piccole collettività cariche di storia, di tenacia e di perseveranza. A queste realtà che hanno il merito di presidiare e tutelare l’ambiente e il territorio, soprattutto nelle zone marginali interne, deve essere dato un riconoscimento, un attestato pratico che li aiuti ad esistere e, in molti casi, a resistere. Le due misure illustrate da Toma vanno decisamente in quella direzione. E non dovrebbero tardare ad arrivare. La giunta regionale, infatti, ha approvato lo schema di protocollo d’intesa da sottoscrivere col ministero dello Sviluppo economico. Un ponte tra Regione e Stato. E un atto di fiducia verso coloro che sono il corpo e spesso la vera anima della Nazione.

Dardo

Di admin

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