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ll Molise di pietra e delle pietre. Le morge cenozoiche  del Molise sono “monumento naturale”

Comunque sia, di parte o di iniziativa consiliare, tra le ultime proposte di legge regionali non finalizzate a un settore, a un ambito, a una categoria, ma di portata prevalentemente culturale, segnaliamo quella che intende attribuire valenza di “monumento naturale” alle morge cenozoiche del Molise e una specificità ambientale al territorio in cui esse si trovano, per renderlo area naturale protetta.  Da un primo rilievo sono coinvolti i comuni di Pietracupa, Trivento, Salcito, Bagnoli del Trigno, Limosano, San Biase, Sant’Angelo Limosano, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Oratino e Castropignano che, appunto, annoverano reperti cenozoici. Tra le finalità del “monumento”, c’è la conservazione delle caratteristiche paleontologiche e storico-archeologiche del territorio (l’era cenozoica segue la precambriana, la paleozoica e la mesozoica,e risale a 2,5 milioni di anni fa) per renderle fruibili a scopi culturali, scientifici, didattici, turistici e ricreativi. Non costa nulla ed è grandemente importante. Ma intanto non possiamo omettere di segnalare che l’ipocrisia in politica è un campo sterminato e vi pascolano greggi ed armenti. In tempo di elezioni, qualcuno quel campo vorrebbe recintarlo, per evitare che vi continuassero a pascolare, ma non s’accorge di coprirsi di ridicolo. Come nel caso delle comunicazioni istituzionali che provengono dal consiglio regionale che le proposte di legge avanzate da gruppi, da singoli o da più consiglieri regionali cerca di renderle anonime, omettendo “il” o “i” proponenti, trasformandole in proposte di iniziativa consiliare: cioè di tutti e di nessuno. Ciò per evitare che le proposte  personalizzate si possano rendere di parte o essere espressione di parte, cosa, questa, che in tempo di campagna elettorale, a parere di chi questa scemenza l’ha pensata, potrebbe alterare (a seconda del caso) l’equilibrio e l’equidistanza della comunicazione istituzionale. La scemenza è nella legge del 22 febbraio 2000, la numero 28, all’articolo 9, che disciplina l’accesso ai mezzi di comunicazione durante le campagne elettorali. Fatta la legge, trovato l’inganno. Infatti, accade che il consigliere, il gruppo, o i consiglieri che hanno elaborato una proposta di legge non si facciano scrupolo di comunicarla (dal proprio ufficio stampa) appena prima della comunicazione istituzionale che quella proposta di legge di marchio politico e personale la trasformi in Pdl di iniziativa consiliare: cioè di tutti e di nessuno. A fare lo sberleffo all’ufficio di presidenza del consiglio regionale e all’articolo  9 della legge numero 28 del 22 febbraio 2000 la più irriverente (e coerente) è la consigliera (ex Lega) Aida Romagnuolo che di proposte di legge ne sforna almeno una a settimana. Nello stesso comportamento s’è ritrovato anche il sottosegretario Quintino Pallante con la Pdl  “Tutela dei cittadini, in particolare dei minori, dalle conseguenze del consumo di bevande alcoliche” che da sua è diventata asetticamente di iniziativa consiliare. Se qualcuno ha pensato di rendere estranea  la politica nella fase calda delle campagne elettorali s’è sbagliato di grosso. Al di là di questa parentesi critica sulla facilità con cui si possa aggirare la legge, rimane evidente la bontà della proposta di legge  di cui diciamo. Estrare dal territorio molisano le migliori peculiarità è certamente un buon viatico a favore della sua maggiore conoscenza e apprezzabilità da parte dei molisani (innanzitutto), quindi di chi vi arriva o intende arrivarci.

Dardo

Di admin

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