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L’agricoltura molisana langue nel silenzio delle organizzazioni agricole

L’agricoltura molisana langue. Nel silenzio delle organizzazioni agricole del settore. Né Coldiretti né Cia hanno mostrato reazione al dramma che sta vivendo l’agricoltura regionale che versa in una crisi che pare irreversibile. Complici scelte volutamente errate, in linea con i dettati dell’economia globalizzante, che mira a creare un unico enorme calderone produttivo mondiale, nel quale il basso costo di produzione sia il corrispettivo dell’alto guadagno, hanno progressivamente mortificato le capacità produttive del territorio molisano. Solo un esempio: a Campomarino, quest’anno da 250mila tonnellate di pomodoro si sono prodotti solo 25mila tonnellate. Per il prezzo irrisorio pagato agli agricoltori molti dei quali sono falliti.  Ciò ha reso il comparto agricolo sempre più un peso e non, invece, elemento su cui puntare per realizzare un’economia forte, basata sulla possibilità di offrire al Mercato prodotti di eccellenza qualitativa. Tutto questo, nel silenzio delle organizzazioni sindacali agricole. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. I nostri prodotti non trovano acquirenti e quando ciò avviene è sempre a prezzi che nemmeno coprono i costi di produzione. Senza dimenticare la questione dei  Consorzi di Bonifica, i quali mandano sempre e comunque bollette da pagare, scaricando anche i costi dei debiti accumulati. Tra quello di Termoli e l’altro di Larino siamo nell’ordine dei 15 milioni di euro. Ed anche i Consorzi di bonifica vedono la presenza nella gestione, in specialmodo, della Coldiretti. Forse, un cambio di passo da parte della Regione semmai con un proprio Piano agricolo occorrerebbe.

Di admin

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