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La pubblicazione della memoria difensiva dell’avvocato Messere alla Corte d’appello s’è rivelata una “necessità storica” a sostegno della verità fattuale contro quella processuale

Nei giorni scorsi, presso  il caffè letterario dell’Istituto Tecnico Pilla in Via Veneto a Campobasso, è stato celebrato un evento di portata documentale, per altri versi di portata storica,  incentrato sulle cause (vere) che il 31 ottobre 2002 determinarono il crollo della scuola elementare Iovine di San Giuliano di Puglia e la morte di 27 alunni e della maestra che li stava educando alla vita. L’occasione è stata offerta dalla (ri)pubblicazione,  per i tipi della Regia Edizioni, del libro dal titolo “Sul processo di San Giuliano – Memoria di Arturo Messere” in cui sono riportate  le argomentazioni, le tesi e le dimostrazioni tecnico/scientifiche espresse nel corso del dibattito processuale di primo grado, presso il tribunale di Larino,  conclusosi con l’assoluzione degli imputati La Serra, Marinaro, e Borrelli. Gli stessi che a conclusione del processo di appello sono stati condannati sugli stessi presupposti che il giudice di primo grado aveva ritenuto dimostrassero pienamente l’innocenza degli imputati, dando così ragione e merito all’avvocato Arturo Messere che, con il supporto di inoppugnabili contributi scientifici forniti dai periti (sia della difesa che del Gip), aveva sostenuto e dimostrato che il crollo della scuola era stato procurato unicamente dalla forza del sisma e dalle caratteristiche geomorfologiche del terreno su cui era stata costruita (peraltro a regola d’arte, secondo le norme vigenti all’epoca) la scuola elementare. La riproposizione della “Memoria processuale” dell’avvocato Messere, ha reso  possibile, ancora una volta, dimostrare l’innocenza degli imputati e reiterare la conclusione secondo cui la condanna assegnata della Corte d’Appello poteva essere ritenuta un errore giudiziario dei tanti che costellano la storia della Giustizia in Italia. Dalla lettura della “Memoria” emerge evidente e dimostrato (tecnicamente e scientificamente) che il crollo della struttura scolastica  e le vittime di quel crollo sono stati il drammatico risultato di un “delitto della natura” e non per colpa degli imputati. A distanza di circa 17 anni da quel tragico evento la (ri)pubblicazione dell’opera difensiva dell’avvocato Messere s’è rivelata una “necessità storica” a sostegno della verità fattuale contro quella processuale di secondo grado. Un modo alto di tenere aperto un capitolo giudiziario controverso e di restituire dignità umana e sociale a chi del processo ha patito la pena. Nel dibattito sono intervenuti l’editore Vincenzo Manocchio, la preside dell’Istituto tecnico Pilla, Rossella Gianfagna, il giornalista Adalberto Cufari, l’avvocato, Marco Lo Russo dello Studio Messere, e l’Autore con l’autorevolezza che gli è propria, e la felice conclusione che vuole che le ragioni degli uomini non debbano mai soccombere alle ragioni di Stato. La platea particolarmente numerosa è stata a sua volta protagonista sottolineando con applausi i punti salienti della discussione potendo sommare alla propria coscienza e conoscenza ulteriori motivi di riflessione sul terremoto del 31 0ttobre 2002 e la possibilità di rinnovare un commosso reverente pensiero alle vittime e un sentimento di umana solidarietà ai familiari.

Dardo

Di admin

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