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Assenza di coerenza e coesione. Il Turismo è uno solo, i finanziamenti tanti

La Regione Molise con il Patto per lo sviluppo tracima di soldi. Tra il lustro e il brusco parliamo di circa 800 milioni di euro. Molti dei quali sono sparsi, per competenze,  nei dipartimenti, ma chi ne dispone di più è l’ingegnere Mariolga Mogavero che della Regione Molise è tra l’altro  del direttore del Dipartimento della presidenza della giunta regionale che agisce con le prerogative dell’Autorità di gestione del Fondo di sviluppo e coesione per il periodo di programmazione 2014-2020 (AdG FSC 2014-2020) e di responsabile unico regionale  dell’attuazione del Patto nella figura del responsabile dell’Ufficio programmazione e coordinamento attuativo dei programmi del Servizio di coordinamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Senza la Mogavero Toma sarebbe praticamente nella impossibilità di amministrare l’ente. Dicevamo dei soldi che tracimano e che però vengono spesi col contagocce e in base agli umori, oltre che alle responsabilità, di chi se l’è visti assegnare. Qualcuno si muove, qualche altro traccheggia, qualche altro ancora riflette. La quantificazione dei soldi spesi è praticamente impossibile, tanti sono i canali della dispersione e nulli i rendiconti. E’ noto che i sindacati, le associazioni di categoria e  gli organismi per le attività sociali sono largamente insoddisfatti dell’operato delle strutture regionali. Ora è il turno della Mogavero mentre qualche settimana fa abbiamo registrato la spinta dell’assessore Cotugno a Sviluppo Italia Molise, assegnando a quella società in house della Regione  1.300 euro per il Piano regionale per il turismo.  Mogavero e Cotugno hanno messo  in campo milioni di euro sostanzialmente per lo stesso fine ed obiettivo: la valorizzazione turistica del Molise. Da qualche altra parte, da qualche altro fondo, e da qualche altro dipartimento magari spunteranno altri euro per altre motivazioni turistiche visto che la natura stessa del turismo ne offre in quantità. Ma bastano questi due provvedimenti a dimostrare che alla Regione Molise le possibilità di spendere possono spuntare come fungi a primavera. Al momento, dei fondi del Patto per lo sviluppo del Molise sono stati spesi gli spiccioli. E tra questi va incluso, come abbiamo accennato, il milione e 800mila del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2014-2020. Che, diciamolo subito, non è stato speso ma si vuole spendere  per  “sostenere gli eventi e le manifestazioni che caratterizzano il Molise, in particolare quelli che godono di notorietà anche al di fuori della Regione e che contribuiscono, pertanto, a rafforzare l’attrattività del territorio regionale e la diffusione dell’immagine turistico-culturale della Regione, superando la dimensione locale nella capacità di attrazione di flussi turistici, nonché ad incentivare forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati”. Obiettivo che si vuole raggiungere mediante  la selezione degli eventi  con “Avviso pubblico” rivolto ai comuni, alle Unioni o alle aggregazioni di comuni, alle istituzioni pubbliche e ai soggetti privati senza fini di lucro (enti, organizzazioni, fondazioni e associazioni) con sede legale nella regione Molise. Orbene, gli eventi e le manifestazioni che caratterizzano il Molise e che godono di notorietà anche al fuori del Molise sono arcinote, si contano sulle dita di una mano (massimo sulle dita di due mani, volendo essere generosi), per cui che senso ha un bando pubblico e chiamare in causa mezzo mondo che magari si sbizzarrirà in proposte eterogenee e bislacche fatte passare di qualità progettuale e coerenti con gli “eventi e le manifestazioni che caratterizzano il Molise”? Milioni di euro gestiti attraverso canali diversi confermano l’assenza di un progetto unitario, di una visione unitaria, di un obiettivo unitario nell’ambito dello stesso settore. In questo caso, il Turismo. Che meglio degli altri settori si presta a essere uno sportello dispensatore di risorse finanziarie, di Piani regionali, di progetti, di consulenze, di incarichi, di clientele. Non sono certo questi milioni di euro che possono cambiare il volto e il destino del Molise, benché qualcosa andranno a determinare. Lo sarebbero invece quelli che ancora non si spendono, che riguardano l’area di crisi industriale complessa, la viabilità (interna ed esterna), il trasporto su gomma e su rotaia, l’ambiente, l’innovazione, la ricerca, l’università.

Dardo

Di admin

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