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Zuccherificio, i lavoratori in attesa dei Bandi della Regione

Dinanzi al Consiglio regionale i lavoratori dello zuccherificio del Molise o, almeno, quelli che restano tali. Sulla ricollocazione, dopo un lavoro profondo di profilatura durato mesi, appena 6 dei 25 annunciati sono stati assunti in Vibac e non c’è grande consenso per queste dinamiche occupazionali. Le maestranze licenziate a fine dicembre dalla Newco e con in ballo due procedimenti fallimentari per cercare di recuperare un po’ di soldi coi crediti maturati nel corso degli anni, vedi Tfr e altre voci, attendono l’evoluzione della loro posizione di dipendenti in mobilità. Anche alla luce dell’ordine del giorno votato dal Consiglio regionale. Proprio su questi argomenti, si è avuto un incontro ristretto alla presenza dei presidenti Cotugno e Frattura e degli assessori, Facciolla e Veneziale, nonché dei capigruppo consiliari. Si è cercato di fare il punto anche, sul disciplinare per l’eventuale scivolo per il pensionamento, la ricollocazione e gli incentivi per l’auto-impiego. E’ stato lo stesso assessore alle attività produttive, Carlo Veneziale, a illustrare i bandi per le politiche attive già approvate dalla Giunta regionale e che saranno all’attenzione del tavolo di concertazione con le forze sindacali e datoriali il prossimo 31 maggio. Se la risposta dovesse essere affermativa, immediatamente dopo saranno pubblicati i Bandi. Un po’ più complessa la vicenda legata alla necessità della proroga della mobilità anche per non far restare senza reddito i lavoratori in attesa dei bandi. Per l’esponente di Giunta, si tratta di andare ad aprire la trattativa con il governo nazionale per una proroga degli ammortizzatori sociali e garantire, in questa maniera, una continuità di reddito per i lavoratori che rischierebbero di essere esclusi dai processi lavorativi. Impegni, che dovrebbero maturare tutti entro i prossimi mesi.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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6 commenti

  1. Achille Colapietra

    In attesa da agosto dell’anno scorso: tutto questo ha semplicemente dello scandaloso!

  2. Demetrio Colacci

    Davvero non capisco che cosa aspetti la regione a ricollocare queste povere persone. Quando vogliono, consiglieri e assessori di tutte le casacche trovano soluzioni dall’oggi al domani. In questo caso, dopo le iniziali, ipocrite pacche sulle spalle, si è sprofondati in un preoccupante silenzio. L’intera vicenda ha dell’inaccettabile, grida allo scandalo per il modo in cui è stata condotta: in primis a causa di quell’esecutivo che ha avuto la pretesa di gestire l’azienda a mo’ di imprenditore, ma in realtà non avendo alcun acume imprenditoriale; in seconda analisi, dall’attuale esecutivo, che non ha una visione intelligente della cosa, e che non è riuscito a fare un solo passo avanti da quando si è commesso lo scempio di chiudere l’edificio.

  3. Umberto Vinciguerra

    Egregi esponenti dell’opposizione, che ora gridate allo scandalo: non dimenticate che l’errore di aver voluto fare impresa mettendo il becco nella gestione aziendale (le famigerate “partecipate”, che sono state la rovina di tante regioni italiane) è tutto vostro. Poi posso essere d’accordo sul fatto che il balbettio dell’attuale giunta dinanzi alle implorazioni degli ex dipendenti è qualcosa di inaccettabile. Come diceva Alessandro Manzoni, tuttavia, il torto e la ragione non sono mai tutti da una parte sola, e vi riflettano anche i privati cittadini, colpevolmente rinchiusi nel proprio micro-cosmo ed erroneamente convinti che quello sia l’unico a cui badare.

  4. Arianna Di Biase

    Questa è una storia tristissima che non può e non deve cadere nel dimenticatoio. Al di là delle misure restrittive -diciamolo pure, insensate- della Comunità Europea in materia di produzione saccarifera, che hanno costretto tanti stabilimenti a chiudere, ci sono state delle fortissime responsabilità locali, contraddistinte dalla logica perversa delle partecipate, dalle solite clientele, dalla mancanza di volontà di rimettersi in discussione per ripensare l’attività produttiva del sito (cosa avvenuta in tante altre regioni, e con successo). In Molise tutto si ferma, tutto rimane bloccato, tutto è destinato a finire….

  5. Attilio Crescimbeni

    Davvero non ci sono parole per descrivere l’indignazione per una vicenda del genere. Un pezzo di storia del Molise che sfuma per il menefreghismo e l’incompetenza della classe politica locale, di qualunque colore. Sarebbe curioso vedere come si comporterebbero i nostri amministratori se i loro figli venissero colpiti dalla scure di un licenziamento a cui non segue una possibilità di ricollocazione!

  6. I politici, si sa, non perdono mai il lavoro, a differenza di tutte le altre categorie professionali. Immaginiamo, tuttavia, per un istante che lo perdano anche loro, e che nessuno voglia riassumerli: come si sentirebbero? Che cosa penserebbero? L’immedesimazione è una dote che non tutti hanno, anzi, che si sta progressivamente dileguando. Ecco perché la situazione rimane ingessata…

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