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“Vibac, va rivista la politica del confronto”

Manifestazione di protesta alla Vibac di Termoli. “Nel rilevare la piena riuscita della protesta del 1 febbraio, va sottolineato che persistono tutte le motivazioni che l’hanno generata e cioè: Contestazioni e provvedimenti disciplinari a pioggia e spesso non motivate; Organizzazione della Manutenzione inefficiente ed inefficace; Sicurezza delle macchine inficiata da molti bypass; Sicurezza degli spazi di lavoro compromessa dal troppo ingombro di materie prime e semilavorati; Organizzazione carente con reparti <<colli di bottiglia>> che pregiudicano l’efficienza produttiva e la sicurezza dello stabilimento; lunedì 6 febbraio si farà l’assemblea dei lavoratori e democraticamente si deciderà come proseguire la protesta o come interromperla, nel caso che l’azienda convochi le parti per avviare un percorso virtuoso di ripresa delle relazioni e di risoluzione dei problemi”. Lo scrivono, in una nota, le organizzazioni sindacali di categoria. “Il futuro dell’azienda è di nuovo in mano a chi la dirige perché le maestranze, molto responsabilmente, vogliono uno stabilimento efficiente, produttivo e tecnologicamente all’avanguardia. Non vogliono una cattiva gestione dei processi produttivi, una gestione del personale dispotica e conflittuale, preferendo a ciò il coinvolgimento nelle decisioni attraverso le RSU ed una gestione complessiva con rapporti di rispetto reciproco. Le maestranze reagiscono ai comportamenti dell’azienda, mentre qualcuno vorrebbe far passare il concetto che agiscono e protestano senza ragione! Reagiscono positivamente ad una gestione della Vibac corretta e negativamente ad una gestione scorretta ed inefficiente sia sul versante produttivo che di relazioni sindacali; ora siamo ovviamente nel secondo caso”.

Di Giuseppe Saluppo

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