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Valige e computer. I giovani scappano dal Molise

di Giuseppe Saluppo

Uno studio della Fondazione Moressa sulle città che attraggono di più e sulle città che si spopolano sempre più, tra queste Isernia e la sua provincia. Sono, soprattutto, sui giovani che scappano dal Molise. Nel silenzio, colpevole, della classe politica regionale i giovani vanno via perché non intravedono prospettive in una terra che  non concede loro spazio per affermarsi, per far valere le loro conoscenze, per promuovere il loro talento. Del resto, come potrebbero rassegnarsi a restare in un posto che lascia loro ben poche speranze?  Meglio, allora, molto meglio, scommettere su se stessi e tentare altrove la propria sorte. Nulla più di questa perdita del “capitale umano”, rappresentato dall’intelligenza e dalle competenze di migliaia e migliaia di giovani, testimonia il declino ultimo del Molise, che assiste all’allontanamento progressivo delle sue energie più vitali. La crisi del Molise si riflette, ancor prima che nel peggioramento degli indicatori economici, nel venir meno di una visione dello sviluppo. Sulle prospettive di crescita della società molisana è calata da tempo una cortina di silenzio. Da venti anni a questa parte si è andata a spegnere quella svolta tecnico-economica, che aveva esaltato obiettivi di industrializzazione, di formazione, di capitale infrastrutturale, di riforma e rilancio dell’agricoltura, di radicale miglioramento della cultura di base e di creazione di una classe dirigente meno retorica e tesa a fare sviluppo dell’economia reale. Con gli  interventi finanziari e organizzativi di tipo “straordinario”: Cassa per il Mezzogiorno, consorzi ed enti di bonifica e di sviluppo agricolo, banche di credito speciale, enti di formazione e di assistenza tecnica. Oggi tutti dissolti e non sostituiti se non dal nulla. E dinanzi al nulla i nostri ragazzi sono costretti a voltare le spalle ai luoghi natii. Così, il Molise si spegne, deperendo, invecchiando, incarognendosi nell’accidia.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Ci sono tanti errori che la politica deve farsi perdonare, tuttavia sarebbe disonesto non riconoscere che vari giovani non ci provano neanche. Utilizzano il Molise come semplice zona di passaggio, poi emigrano perché guai se non fanno i medici, gli ingegneri, i professionisti… E gli agricoltori, gli operai, i piccoli imprenditori? Suvvia, il torto e la ragione non si trovano mai da una sola parte, come diceva Alessandro Manzoni.

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