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Un Molise diverso lo si può ancora cogliere e, volendo, assecondarlo

Un Molise che coltivi speranze e progetti per essere diverso e migliore di quanto lo sia adesso amministrato con scarsa lungimiranza, devastato dalla crisi economica nei settori produttivi e, sul piano ambientale e paesaggistico, dalla coltivazione di  centinaia di pale eoliche e migliaia di pannelli solari, dalle cave a cielo aperto e dalle trivellazioni e, sul consumo del territorio, da un’attività edilizia fortemente distruttiva e speculativa, lo si può ancora cogliere e, volendo, assecondarlo. Lo si trova nelle iniziative sociali e culturali che, sebbene a fatica, si vanno sommando nei luoghi in cui l’ignavia delle amministrazioni pubbliche sta consentendo che si compiano veri e propri attentati alla natura e all’ambiente; lo si trova nelle iniziative sociali che denunciano l’arroganza del potere politico nel negare ogni forma di cittadinanza al dissenso nella sanità, nella programmazione, nel trasporto pubblico e, ancora peggio, nel tenere in vita privilegi e vantaggi che cozzano violentemente con l’indice di povertà che continua a salire e con le miglia di giovani che non trovano lavoro.  Gli “Indignati del Molise” hanno fatto la loro parte e dovrebbero continuarla a farla, nonostante si siano resi conto della refrattarietà della coscienza civile a ribellarsi alle vessazioni.  Ci ha fatto il callo! Continuano con buona lena le associazioni ambientaliste e, in particolare, la Rete dei Comitati per la tutela ambientale e la sezione molisana di “Italia Nostra”  ad opporsi all’invasione dell’eolico selvaggio nei luoghi della bellezza, della storia, dell’archeologia, e alla distruzione delle aree della produzione agricola di nicchia e della pastorizia. Domani alle ore 10.30 terranno un incontro pubblico a Bagnoli del Trigno promosso dai comuni di Bagnoli del Trigno e Pietracupa, dal Parco delle Morge, per illustrare le ragioni a sostegno della salvaguardia del Medio Sannio interessato all’istituzione del Parco delle Morge, attraversato dal regio tratturo e ricco di potenzialità di sviluppo qualora si scegliesse di investire nella valorizzazione dei beni ambientali, archeologici, culturali e paesaggistici oltre che sulle attività agricole, artigianali e turistiche. In proposito annotano che “la Regione Molise è nella condizione di individuare i siti inidonei all’installazione di impianti eolici impattanti e può adottare il piano energetico ambientale dal quale, tra l’altro, si evince che gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili previsti per il 2020 sono stati già raggiunti”. La proposta di legge regionale istitutiva del Parco delle Morge pertanto può essere oggetto di istruttoria e approvata, offrendo alle comunità locali ulteriori strumenti per progettare un modello di sviluppo ecocompatibile ed ecosostenibile progettato dal basso”. Di recente, inoltre, hanno interessato vivamente i ministri Franceschini e Galletti, le direzioni generali dei rispettivi ministeri, la soprintendenza del Molise, la presidenza della Regione Campania  e le commissioni parlamentari dell’Ambiente e della Cultura, a dare seguito alla proposta di vincolo sul tratturo Pescasseroli – Candela avanzata e avviata dalla soprintendente Adele Campanelli. La Rete e “Italia Nostra” rilevano in proposito che “la meritoria iniziativa rischia di non sortire alcun effetto pratico a tutela e salvaguardia del tratturo, stante l’imminente scadenza del termine di 120 giorni fissato dalla Soprintendenza te a cui non hanno fatto seguito gli adempimenti ex articolo  14 del decreto legislativo 42/2004”. Per cui “è indispensabile evitare una simile beffa e ritrovarsi con l’installazione di impianti eolici impattanti già in costruzione a ridosso e nelle immediate vicinanze del regio tratturo Pescasseroli – Candela, in particolare in aree a confine con la Regione Molise, mai coinvolta nell’iter delle autorizzazioni rilasciate e/o in itinere dalla Regione Campania, come evidenziato ripetutamente dal consigliere Michele Petraroia, componente della Commissione Ambiente e Territorio della Regione Molise e già vice presidente della Giunta Regionale ancorché oggetto di riscontro del Segretariato Regionale del Ministero dei Beni Culturali del Molise”. Questo non è un quaderno delle doglianze ma un esemplare modello di osservazione offerto all’assemblea legislativa del Molise, qualora volesse occuparsi del futuro e non solo del suo presente.

Dardo

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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