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Trignina, altre due vite spezzate

Eccola qui la Statale 650 Trignina, lungo la quale hanno perso la vita altre due persone.  Un copione già visto e purtroppo inutile, almeno tale si è dimostrato fino a questo momento. Pioveva a dirotto, ieri sera,  nel momento in cui una fiat Punto, con a bordo un’intera famiglia molisana ma residente a Vasto, si è scontrata frontalmente con un tir, all’altezza di Roccavivara. Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo a Elio Ciroli, 55 anni, e a sua moglie, Maria Di Renzo, di 53 anni. Sull’auto, insieme alle vittime, anche i figli della coppia. Due ragazzi di 18 e 21 anni, sopravvissuti e trasportati, insieme al conducente del tir, al San Pio di Vasto. Una scena agghiacciante quella che si è presentata ai soccorritori. Per separare l’auto accartocciata e rimasta incastrata nel camion, e i cui rottami si sono sparsi su tutta la carreggiata, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Campobasso, supportati anche da quelli di Agnone. I due coniugi sono sbalzati fuori dall’abitacolo e sono stati ritrovati ad alcuni metri di distanza dall’auto, mentre i due giovani figli, sono sotto osservazione ma non in pericolo di vita. Sulla dinamica dell’incidente indagano ora i Carabinieri. Dopo ogni incidente si accendono i riflettori su questa strada maledetta che ogni anno richiede un insostenibile tributo di sangue. Articoli e titoli sui giornali, le dichiarazioni dei politici che dicono che occorre trovare soluzioni immediate e definitive. Ma poi cosa si fa concretamente?  Nulla. La triste realtà della Trignina resta quella di una strada pericolosa, inadeguata e senza manutenzione e il copione si ripete fino al nuovo incidente, fino alla prossima vita spezzata.

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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