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Soldi al Molise per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione

 

La Regione Molise, sullo schema di decreto del ministero della Salute concernente la ripartizione della somma prevista per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione nelle regioni del Mezzogiorno, dal Governo di Roma ha ottenuto uno specifico finanziamento che si vuole venga  prontamente impegnato. La tempestività in questo frangente è talmente evidente che non è il caso di sottolinearla. E per essere tempestivi e pienamente corrispondenti al fine ultimo del finanziamento,  la direzione generale per la Salute ha ritenuto necessario avvalersi di un gruppo di lavoro formato da esperti di oncologia e di strutture fisiche correlate agli impianti e al loro  funzionamento. Un gruppo di lavoro: una necessità professionale, in un settore in cui le strutture sanitarie pubbliche molisane hanno un ruolo importante da svolgere in competizione con le strutture sanitarie private. L’adeguamento, la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione, oltre che previsti dal ministero e da rendere efficaci e funzionanti nel Mezzogiorno, nel Molise si caricano di forti motivazioni corrispondenti alle tensioni dei pazienti che a quei servizi devono per loro sventura far ricorso,  e per essere nel solco della cronaca, spesso ritenuti insoddisfacenti sotto il profilo dell’accoglienza e, purtroppo, dell’assistenza. Migliorarli, e come migliorarli; riqualificarli, e come riqualificarli; ammodernarli, e come ammodernarli, la direzione generale per la Salute ha ritenuto fossero professionalmente  adeguati la stessa direzione generale (Lolita gallo), con funzione di coordinamento; l’architetto Antonio Vetere, funzionario responsabile dell’Ufficio progetti e patrimonio e del servizio programmazione economico-finanziaria presso la direzione generale per la Salute, anche con compiti di supporto alle attività (componente); l’ingegnere Giovambattista Spallone dell’ Asrem (componente); il dottore Francesco Deodato e il dottore Carmelo Pozzo della Fondazione di ricerca e cura “Giovanni Paolo II” (componenti). Costoro si dovranno occupare di elaborare un apposito programma di utilizzo delle risorse finanziarie assegnate ala Molise, fornendo l’elenco delle apparecchiature che si intendono acquisire, comprensivo dei costi d’acquisto e di istallazione ai fini del collaudo, corredato da una dettagliata valutazione Hta; la dichiarazione di congruità del funzionamento a regime delle apparecchiature con attestazione della presenza di professionalità adeguate per il funzionamento delle stesse, e l’attestazione dell’integrazione delle nuove apparecchiature robotiche o con tecniche rotazionali o con una o più delle tecnologie di Imaging Guided Radiation Therapy. Il gruppo di lavoro lavorerà gratis, come ostentatamente scritto nella determinazione di Lolita Gallo. Sarebbe stato opportuno si fosse assegnato anche un tempo definito entro cui consegnare il programma e le valutazioni di merito. Cosa, questa, che un altro gruppo di lavoro all’interno della direzione generale per la Salute  ha ritenuto opportuno di fare. Ci riferiamo al gruppo di lavoro costituito da  Alberta De Lisio, direttore del Servizio programmazione delle reti dei soggetti deboli, dell’integrazione socio-sanitaria e della riabilitazione, da Giovanna Buono e da Petronilla De Gregorio, rappresentanti dell’Asrem, gruppo incaricato di elaborare lo schema d’accordo da stipulare  con le strutture residenziali psichiatriche, le residenze sanitarie e assistenziali e le comunità terapeutiche di recupero delle persone dipendenti da sostanze “d’abuso” (alcool, tabacco, stupefacenti). La determinazione a firma di Lolita Gallo con cui il gruppo è stato formato stabilisce in 60 giorni il tempo necessario per elaborare (gratuitamente)  lo schema dell’accordo. Alla Regione Molise capita che ci sia gente che deve rendere la propria professionalità gratuitamente e chi, al contrario, venga lautamente retribuita (si pensi solo ai portavoce del presidente della giunta!). Per le tre donne chiamate a redigere uno schema che permetta alla Direzione generale per la Salute e all’Asrem di essere in linea con quanto dispongono il Piano sanitario regionale, il Patto per la Salute 2014-2016 e il decreto del presidente  del consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 riguardante la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali d’assistenza, l’impegno da svolgere in due mesi, non è di poco conto. Si tratta di individuare i mezzi e gli strumenti idonei  per assistere persone in stato di dipendenza con interventi mirati e differenziati tra le strutture pubbliche e le strutture private, e di affrontare un fenomeno sociale che comporta gravi problemi di convivenza. Aldilà di ogni altro commento, la cosa da rimarcare è che i due gruppi facciano il loro lavoro tempestivamente e con assoluto senso di responsabilità.

 

Di Giuseppe Saluppo

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