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Si rischia di morire di mal d’isolamento

di Giuseppe Saluppo

Si è fatto tanto per sopprimere le Province e non ci resta che prenderne atto. Va ricordato, però, che di benefici, finora, se ne sono visti pochi o niente. Sono stati “licenziati” i politici, questo è vero, ma l’apparato burocratico è rimasto tale e quale, senza trasferite le competenze ai comuni. E il funzionamento dell’ex ente, dov’è finito? E’ venuta meno la politica a favore dei cittadini e, infatti, sono apparsi sulla scena “i disperati della politica” i nuovi “amministratori” alla ricerca di una poltrona, di una sedia, addirittura di uno strapuntino di potere in qualche corridoio del palazzo, per discutere il da farsi e le competenze da assegnare, ma di mettere in sicurezza le strade neanche per sogno. Un disastro assoluto e il bello è che tutti gli enti, comunali, provinciali e regionali, dicono di non avere nemmeno un centesimo da spendere per metterle in sicurezza e asfaltarle. Giusta, allora, la protesta di alcuni sindaci, pronti a restituire in Prefettura le fasce tricolori, e dei rispettivi parroci.  Basta percorrere alcune strade provinciali del Molise per rendersi conto del loro stato d’abbandono: manutenzione ordinaria “latitante” e quella straordinaria inesistente. Le strade provinciali che attraversano il nostro territorio sono ridotti alla stessa stregua di una zona di guerra. Oltre l’80% della viabilità provinciale è dissestata, con ampi tratti formalmente dichiarati non carrabili, ma solo formalmente in quanto sono quotidianamente transitati da centinaia di cittadini che a loro rischio le percorrono spesso inconsapevoli del fatto che la non carrabilità ne preclude la copertura assicurativa in caso di incidenti. Si accorgerà la politica che i tagli continui, la dispersione di risorse tecniche, l’assenza della manutenzione hanno determinato il Far West stradale? Qualcuno, è ancora in grado di programmare, di avere una strategia? O saremo costretti a morire di mal d’isolamento?

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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