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Riaperto il confronto in sede ministeriale sul blocco della mobilità in deroga per 1800 lavoratori

Una fiammella di speranza per i 1800 lavoratori molisani che si sono visti bloccare il pagamento della mobilità in deroga per il 2015 e sono sostanzialmente senza alcun reddito. Fiammella accesa dall’interrogazione parlamentare da parte degli onorevoli della sinistra italiana Monoica Gregori, Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Quella interrogazione (ma perché non dei parlamentari molisani Ruta, Venittelli, Leva e Di

Giacomo?) è valsa al momento a riaprire un confronto in sede ministeriale sul procedimento istruttorio che ha portato al blocco della mobilità in deroga. Siamo appena al primo livello di un processo politico/burocratico che non si pone facile né ottimistico, ma è già tanto che sia stato ripreso. Soprattutto i tecnici ministeriali dovranno reperire le soluzioni praticabili dalla politica. In questo caso  con l’inserimento di un comma specifico all’interno del decreto correttivo del Jobs Act, che consentirebbe un’interpretazione positiva ai pagamenti da parte dell’Inps. Abbiamo accennato alla speranza, l’unica ad avere un briciolo di accredito perché sul piano della concretezza gli ostacoli ad una soluzione veloce del problema, che ha risvolti drammatici sul piano esistenziale per tantissime famiglie e la cui eco purtroppo non giunge alle orecchie degli uffici ministeriali né a quelli governativi, il primo a nutrire dubbi e incertezze è uno dei promotori dell’interrogazione parlamentare degli onorevoli Gregori, Fassina e D’Attorre, ed egli stesso interrogante in sede del consiglio regionale del Molise, Michele Petraroia.

Commentando la riapertura del confronto in sede ministeriale s’è lasciato andare a questa tutt’altro che entusiastica considerazione:

“Se tale emendamento, che ho avuto modo di verificare direttamente nel confronto di ieri con i dirigenti ministeriali, sarà effettivamente inserito nel provvedimento lo accerteremo leggendo il testo definitivo del Decreto correttivo del Jobs Act sulla Gazzetta Ufficiale.

Diversamente, qualora per una qualsiasi ragione non fosse inserita tale norma in questo provvedimento, bisognerà insistere come Regione Molise nei confronti del Ministero del Lavoro per far risolvere la questione evitando il protrarsi del danno per 1800 lavoratori che si vedono negato un loro diritto.”  Di diritti conculcati ai molisani si potrebbe aprire un dossier, ma la classe dirigente si guarda bene da farlo e dal promuoverlo: verrebbe coinvolta e sbugiardata. Al Molise hanno tolto uffici, servizi e presidi, e altri sono in procinto di togliere (occhio sulla Corte d’Appello!) senza lacuna resistenza, eccezione, protesta. E sempre qualcuno che eufemisticamente s’affanni ad auspicare una maggiore coesione territoriale ed una forte determinazione istituzionale nei confronti di Roma. Coesione territoriale e determinazione istituzionale non sono in vendita al mercato. E chi n’è privo, non ha modo di procurarsele!

Di admin

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