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Questione Ittierre, salvi 12 milioni ma buttata al vento un’azienda

Questione Ittierre: dopo le dichiarazioni del consigliere regionale, Michele Iorio e dalla replica dell’avvocato Carmela Lalli, resta in piedi il fatto.  Abbiamo risparmiato come Regione 12milioni, ma ne abbiamo pagato, come Stato, 24milioni, lasciato a casa 600 dipendenti e chiusa una azienda.

Procediamo con ordine. Il primo punto riguarda il presunto fallimento della terna Commissariale. Si ricorda che la Albisetti ha regolarmente partecipato ad una gara ad evidenza pubblica, per la quale è risultata aggiudicatrice con la migliore proposta, e pertanto obbligo della terna commissariale era quello di garantire, ai creditori della vecchia Ittierre -gestione Perna-, la migliore soddisfazione secondo le regole del programma di recupero. Il programma di recupero, beneviso dal Ministero, prevedeva il risanamento della ITTIERRE attraverso la vendita della azienda con obbligo, da parte dell’acquirente, del mantenimento dell’attività e dei livelli occupazionali almeno per due anni (articolo 63, comma II, Legge Prodi-bis).  Cosa che è avvenuta regolarmente e che l’allora Governo Iorio non avrebbe potuto modificare.

Nel disciplinare di cessione della Ittierre si legge: ……..All’Offerta Vincolante dovrà altresì essere allegata una garanzia fideiussoria a prima richiesta “ogni eccezione rimossa”, rilasciata da primario istituto bancario comunitario di ragionevole gradimento dei Commissari Straordinari, secondo lo standard che verrà reso disponibile in Data Room, a garanzia degli impegni assunti nell’Offerta Vincolante, ed in particolare: (i) del pagamento del prezzo offerto; (ii) della veridicità delle relative dichiarazioni e garanzie; (iii) degli altri impegni propedeutici o relativi al perfezionamento del Contratto di Cessione e dell’Atto di Vendita. Cosa che è avvenuta regolarmente.

Detto quanto sopra, e considerato che la Albisetti ha mantenuto gli impegni assunti con il contratto di acquisto della Ittierre, alcuna eccezione, in questo caso, può essere mossa nei confronti dei Commissari Straordinari, in quanto le successive vicende aziendali della acquirente non possono essere oggetto di verifica né tantomeno di revoca dell’aggiudicazione (Legge Prodi-bis).

Ma allora chi doveva controllare? Semplice: evidentemente chi ha garantito la terna commissariale con una fidejussione di 12 milioni di Euro. E questo è il secondo punto.

Vero è che forse la fidejussione non andava rilasciata sulla scorta che la Regione non deve fare impresa, ma altrettanto vero è che con quella fidejussione il Governo Iorio ha potuto garantire la continuità aziendale e soprattutto il mantenimento del livello occupazionale. Tra l’altro, la fidejussione rilasciata dalla Finmolise, garantiva la Regione Molise con pegno sulla totalità delle azioni detenute dalla Albisetti nella ITTIERRE (proprietaria di un immobile del valore periziato di oltre 15milioni), con l’obbligo di avere un membro nel C. di A. ed uno nel collegio sindacale, e pertanto con la possibilità di vigilare su tutte le scelte gestionali.

Ma allora cosa è successo? Anche stavolta è semplice la risposta. Il Governo Frattura, all’atto del mancato pagamento della prima rata dovuta dalla Albisetti alla procedura commissariale (Ottobre 2013), avrebbe dovuto escutere il pegno sulle azioni in presenza di una causa di default e pertanto governare il destino della società stessa e soprattutto degli oltre 700 dipendenti ancora in essere a quella data. Invece, come sempre, ha solo chiacchierato, facendo scadere i termini previsti per la escussione e soggiacendo, così, alla volontà del socio Albisetti di depositare un piano concordatario che prevedeva solo il mantenimento di circa 60 dipendenti (con tutte le ripercussioni che poi si sono succedute….ROSATI-IKF-OTI).

Ricordiamoci che nell’ottobre 2013, all’atto del mancato pagamento della prima rata da parte della Ittierre, la società era attiva e fatturava oltre 150 milioni di euro, aveva diverse licenze in portafoglio e, soprattutto, godeva di interesse da parte di diversi gruppi di moda; se la politica del governo Frattura avesse fatto il proprio lavoro, oggi, sicuramente, avremmo potuto avere una situazione diversa. Anche solo per il fatto che il destino della stessa società la avrebbero potuto gestire quelli che oggi cantano vittoria.

Ma il punto su cui occorre riflettere è un altro ed è ancora più grave: alcuna vittoria può fregiarsi il Governo Frattura in quanto, seppur vero che ha “salvato” la Regione dal pagamento della fideiussione di oltre 12 milioni, la mancata escussione del pegno sulle azioni Ittierre/Albisetti ha comportato il pagamento, dal 2013, della cassa integrazione straordinaria, di oltre 600 dipendenti.

Significa un costo per le casse dello Stato – e a carico in parte anche della Regione Molise- di circa 500.000,00 euro mese per 4 anni (settembre 2013 – settembre 2017) e pertanto di complessivi Euro 24.000.000,00 (senza considerare il costo della CIGS dell’indotto……….).

Avremmo sì risparmiato come Regione 12milioni, ma ne abbiamo pagato, come Stato, 24milioni, lasciato a casa 600 dipendenti e chiusa una azienda. E non è cosa da poco conto.

Di Giuseppe Saluppo

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